Guerra in Iraq
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Il nuovo governo provvisorio

L'Iraq ha un nuovo presidente, il primo dell'era del dopo Saddam Hussein, e un nuovo governo. Il nuovo presidente, Ghazi Yawar, è a capo degli Shammar, una delle più grandi tribù del paese che comprende sia sciiti che sunniti, ed è anche un accorto uomo d'affari. Quarantasei anni, vestito con una lunga djellaba bianca e una kefiah stretta al capo con due anelli di tessuto nero, si pone come una "sintesi" tra la cultura orientale e quella occidentale. Ha studiato negli Stati Uniti, ha vissuto in Arabia Saudita dove ha creato con successo un'impresa.

I due vice presidenti sono Ibrahim Jaafari, portavoce del Partito Islamico Dawa, una delle principali formazioni sciite irachene. Nato a Kerbala e laureato all'Università di Mossul, è stato un membro del Consiglio di governo appena disciolto; e Rowsch Shaways, presidente del cosiddetto Parlamento della della regione autonoma curda di Erbil e membro del Partito Democratico curdo (Pdk).

Il governo provvisorio iracheno, entrato in carica il 28 giugno (con due giorni di anticipo rispetto alla data fissata), è guidato da Iyad Allawi, presidente del Movimento per l'Intesa Nazionale, un ex partito di opposizione di ispirazione laica che ebbe stretti rapporti con la Cia e i servizi segreti britannici ai tempi di Saddam Hussein. Neurologo formatosi in Gran Bretagna, 59 anni, appartiene a una famiglia sciita ricca e influente. Negli anni Sessanta fu un esponente del partito Baath ma nel 1971 fuggì dall'Iraq e riparò prima in Libano e poi a Londra, dove subì anche un attentato ordinato da Saddam Hussein. Già membro del Consiglio di governo provvisorio, negli ultimi mesi ha espresso critiche nei confronti della coalizione.

Il vice primo ministro, incaricato delle sicurezza nazionale, è Barham Saleh. Già primo ministro della regione autonoma del Kurdistan controllata dall'Unione patriottica del Kurdistan (Puk), è considerato vicino agli americani.

Nella carica di ministro degli Esteri è stato confermato Hoshyar Zebari, ex combattente curdo e membro del Pdk. Ha 51 anni.

L'importante ministero del petrolio è affidato a Thamer Gharban, che ha una lunga esperienza nel campo ed è considerato vicino agli Usa.

Ministro dell'Interno è Falah Hassan Al Nakib, funzionario della provincia di Tikrit, la regione natale di Saddam Hussein. Figlio del generale Hassam al Nakib, un ex vice-capo di stato maggiore ai tempi di Saddam che defezionò alla fine degli anni Settanta e aderì all'opposizione in esilio.

Al ministero delle Finanze è stato nominato Adel Abdel Mahdi, figlio di un influente religioso sciita che fu ministro ai tempi della monarchia. Formatosi in Francia, è un esponente del potente Consiglio supremo per la rivoluzione islamica in Iraq (Sciri).

Al ministero della Giustizia è andato Malek Dohan al-Hassan. Già ministro della cultura a metà degli anni Sessanta, poi prigioniero politico ai tempi di Saddam. Eletto alla presidenza della Lega degli avvocati iracheni dopo la caduta di Saddam, ha protestato per le condizioni nelle quali le forze d'occupazione americane tengono i prigionieri iracheni e per la mancanza di difesa legale dei detenuti.

Al ministero della Cultura è stato confermato Mufid al Jazairi, membro del partito comunista iracheno.

Ecco gli altri ministri: Ministro della Difesa: Cheikh Khazem al Chalan; Ministro dei Diritti dell'Uomo: Bakhtiar Amin; Ministro dell'Elettricità: Ayham Al-Samarrai; Ministro della Sanità: Alaa Abdessahab al-Aluan; Ministro della Comunicazione: Mohammad Ali Hakim; Ministro dell'Edilizia: Omar Faruk; Ministro dello Sviluppo: Miskat al-Momen; Ministro degli Emigranti e dei rifugiati iracheni: Pascale Icho; Ministro dell'Istruzione superiore: Taher al-Bakaa; Ministro dell'Industra e delle Risorse minerarie: Hachem al-Hassan; Ministro del Lavoro e degli Affari sociali: Leila Abdel Latif; Ministro dell'Agricoltura: Sawsan al-Charifi; Ministro dell'Educazione: Sami al Mouzafar; Ministro dell'Irrigazione: Abdel Latif Rachid; Ministro del Piano: Mahdi al Hafez; Ministro dei Lavori pubblici: Nesrine al-Barwari; Ministro delle Scienze e tecnologia: Rachad Omar Mandan; Ministro del Commercio: Mohammad al Joubouri; Ministro dei Trasporti: Louai Hathem; Ministro della Gioventù e dello Sport: Ali Faek Al-Ghabban; Ministro della Condizione femminile: Nermin Osman Ministro delle Relazioni del Governatorato: Wael Abdel Latif; Ministri di Stato senza portafoglio: Kassem Daud, Mamu Farhan Osman, Adnan al-Janabi.

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