Guerra in Iraq
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La Costituzione provvisoria (8 marzo 2004)

E' stata firmata l'8 marzo 2004, dopo un rinvio di alcuni giorni seguito agli attentati di Karbala e Baghdad contro sciiti in preghiera, ma anche a riserve degli stessi sciiti, la Costituzione provvisoria o “Legge di Amministrazione dello Stato iracheno durante il periodo di transizione”.

La Costituzione provvisoria irachena consta di 46 articoli ed entrerà in vigore dal prossimo 1° luglio, quando il potere passerà dagli statunitensi agli iracheni, i quali avranno come compito principale convocare e permettere lo svolgimento delle elezioni politiche non più tardi del 31 dicembre 2004.

La Costituzione provvisoria, che rimarrà in vigore fino a quando non sarà sostituita – in tutto o in parte – dalla nuova carta fondamentale, è divisa in sei capitoli: considerazioni generali, principi fondamentali, l'autorità legislativa transitoria, l'autorità esecutiva transitoria, il potere giudiziario, la Costituzione permanente.

Alcuni articoli, tra gli altri, meritano particolare menzione. L'articolo 3 afferma che “l'Iraq è uno Stato indipendente dotato di piena sovranità. La sua capitale è Baghdad. Il suo sistema è democratico, parlamentare, pluralista e federale. Il territorio del Kurdistan manterrà il suo status attuale durante il periodo di transizione. L'autorità centrale continuerà ad essere esercitata a Baghdad e avrà le seguenti competenze: 1. Stabilire la politica estera e la rappresentanza diplomatica; 2. Impostare la politica di Difesa, compresa la sorveglianza dei confini; 3. Dichiarare la guerra e concludere la pace; 4. Stabilire la politica monetaria, battere moneta e prevedere le politiche di sviluppo; 5. Stabilire i parametri e le misure di una generale politica dei salari; 6. Prevedere e stabilire il budget della spesa pubblica; 7. Controllare i temi legati alla cittadinanza”. Secondo l'articolo 4, “l'Islam è la religione ufficiale e deve essere considerata una fonte basilare al fianco di tutte le altre fonti della legislazione. Questa legge deve rispettare l'identità islamica della maggioranza dei cittadini iracheni e deve garantire la completa garanzia di libertà, pratica e riti di tutte le altre religioni”.

Il secondo capitolo, dedicato ai principi fondamentali, introduce nell'ordinamento iracheno novità importanti dal punto di vista del rispetto dei diritti delle donne e delle minoranze. Così, mentre l'articolo 7 afferma che “il popolo è la fonte di tutte le autorità”; il 9 statuisce che “gli iracheni hanno uguali diritti e doveri. Nel rispetto di sesso, nazionalità, confessione religiosa ed etnia i cittadini iracheni sono uguali di fronte alla legge”; il 10 che “le libertà pubbliche e private sono intangibili. Il popolo ha il diritto di esprimersi liberamente, organizzarsi, incontrarsi, muoversi, pubblicare e dare vita a dimostrazioni o scioperi in accordo con quanto previsto dalla legge”; l'11 che “ogni individuo ha diritto all'educazione, alla salute, al lavoro, alla sicurezza e a un giusto processo pubblico”.

Gli articoli dal 19 al 30 disciplinano l'Autorità legislativa transitoria; a questo proposito, la Costituzione prevede che (articolo 19) “durante la fase di transizione, deve essere costituita un'autorità legislativa di transizione per lo Stato dell'Iraq, chiamata Assemblea Nazionale di Transizione. Tra i suoi compiti principali deve esserci la produzione di norme di legge e una supervisione del lavoro compiuto dall'esecutivo”.

Nell'Assemblea (articolo 20) devono essere rappresentate tutte le province irachene in ragione di un rappresentante per ogni 100mila abitanti. Dovrà essere, inoltre, costituito un Comitato Organizzativo di 15 membri (articoli 21 e 22) in ogni provincia dell'Iraq che dovrà ricevere le candidature per l'Assemblea Nazionale di transizione. I candidati (articolo 23) devono avere almeno 30 anni e non essere appartenuti “al dissolto partito Baath o essere affiliati a organizzazioni di repressione o aver contribuito all'oppressione dei cittadini e non aver maturato ricchezza illegittimamente a scapito della popolazione o delle pubbliche casse dello Stato”.

Sarà compito del Comitato Organizzativo (articolo 24), in collaborazione con la Coalizione per l'Autorità provvisoria, esaminare “se i candidati rispondono alle caratteristiche richieste dall'articolo 23 allo scopo di certificarne la loro ammissibilità”. “L'assemblea Nazionale di transizione, formata dai rappresentanti selezionati in accordo con l'articolo 27, dovrà tenere la sua prima seduta non oltre il 31 maggio 2004” (articolo 28).

Per quanto concerne l'attività esecutiva, l'articolo 31 prevede che sia “composta del presidente dello Stato e dal suo gabinetto. Egli, in collaborazione con l'Assemblea Nazionale di transizione, è chiamato a completare l'organigramma del governo iracheno provvisorio, che avrà pieni poteri non più tardi del 30 giugno 2004”. “La presidenza dello Stato (articolo 33) dovrà nominare un primo ministro e, su indicazione di quest'ultimo, tutti gli altri ministri. Il governo dovrà ottenere la fiducia dell'Assemblea Nazionale di transizione prima di assumere il proprio incarico”.

Il governo è responsabile collettivamente (articolo 35) davanti all'Assemblea Nazionale di transizione che “può ritirare la fiducia all'intero esecutivo o anche ad uno solo dei suoi membri” (articolo 34). “Il potere giudiziario è indipendente e non c'è nessun'altra autorità al di sopra di esso, ad eccezione della legge” (articolo 37). “Nessun giudice può essere rimosso dal proprio incarico, se non su proposta del gabinetto e previa l'approvazione della presidenza dello Stato, che agisce su segnalazione del consiglio giudiziario” (articolo 39).

Inoltre, “un'apposita legge dovrà prevedere la creazione di una Corte Suprema” (articolo 40). Infine, una delle norme che avevano provocato maggiori critiche nella maggioranza sciita, quella che prevede il referendum per l'approvazione della Costituzione permanente, è rimasta identica all'articolo 43, secondo il quale “la bozza della Costituzione permanente deve essere pubblicata allo scopo di generare un dibattito pubblico presso la popolazione. Il testo finale deve poi essere sottoposto ad un referendum popolare per la sua definitiva approvazione”.

L'articolo 44 afferma, invece, che “dopo che la Costituzione permanente è stata promulgata, deve essere immediatamente indetta un'elezione generale che formi l'organo legislativo in accordo a quanto scritto nella stessa Costituzione. La data ultima per le elezioni generali è fissata nel 31 dicembre 2004”. Solo quando “il nuovo organo legislativo dovrà nominare il nuovo governo iracheno che da quel momento avrà piena autorità” (articolo 45) , allora “questa Costituzione provvisoria avrà concluso la sua validità” (articolo 46).
Misna

La Costituzione provvisoria (8 marzo 2004)
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