Guerra in Iraq
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Saddam Hussein, la parabola di un dittatore

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L'esecuzione di Saddam Hussein, avvenuta all'aba di sabato 30 gennaio, al termine di un processo durato poco più di un anno e conclusosi con una condanna a morte in appello per crimini contro l'umanità, ha posto fine all'esistenza di un uomo che ha governato con pugno di ferro l'Iraq per 35 anni. Ecco un profilo del defunto dittatore.

- INFANZIA e GIOVINEZZA INQUIETE - Nato nel villaggio di Al Quja, vicino a Tikrit, cittadina sul Tigri, il 28 aprile 1937,orfano di padre, Saddam Hussein vive parte dell'infanzia presso lo zio. Nel 1959 si trasferisce al Cairo dove restera' fino al 1963. Nello stesso anno, tornato a Baghdad, il suo partito, il Baath prende il potere per pochi mesi, ma in seguito ad un colpo di Stato torna nella clandestinità.

- LA CARRIERA POLITICA - Saddam viene arrestato nel 1964, ma evade, due anni più tardi, per preparare un putsch che, nel luglio 1968, porta di nuovo il Baath al potere. Il futuro rais diventa segretario generale aggiunto del 'comando generale' del Baath e, tre anni più tardi,vicepresidente della repubblica. Nel 1969, Saddam è già l'uomo forte dell'Iraq. Il regime viene strutturato in modo poliziesco. Nel 1975-1976 vengono trasferiti con la forza nel sud dell'Iraq circa 300.000 curdi che reclamano l'autonomia e contro gli stessi curdi Saddam non esitera' a utilizzare gas letali nel 1988.

- IL POTERE ASSOLUTO - Nel luglio 1979 Saddam costringe alle dimissioni il presidente El Bakr e assume i pieni poteri. Chi nel partito si oppone a questa successione viene passato per le armi. Dopo i curdi tocca agli sciiti, maggioritari nel paese. Il 22 settembre 1980 Saddam dichiara guerra all'Iran. Il conflitto durerà otto anni e l'Iraq pagherà la 'non vittoria' con 300.000 morti e 70 miliardi di dollari di debito. Il rais individua nella superproduzione petrolifera del Kuwait e degli Emirati una guerra economica diretta contro l'Iraq. Il 2 agosto 1990 Saddam lancia il suo esercito all'assalto del Kuwait. La reazione internazionale non si fa però attendere. L'alleanza guidata dagli Usa travolge in 42 giorni l'esercito del rais (28 febbraio 1991). Saddam e il suo regime danno vita allora ad un lungo braccio di ferro con il Palazzo di vetro sulla questione delle sanzioni e degli ispettori. Dinanzi, però, all'ultimatum del presidente americano George W. Bush, che accusa l'Iraq di avere armi di distruzione di massa e di appoggiare il terrorismo internazionale, Saddam sa che questa volta la posta in gioco e' lui stesso.

- LA CADUTA E LA LATITANZA - Dopo la caduta del suo regime,Saddam si dà alla latitanza, lanciando messaggi al paese affinché resista alle forze straniere. Mentre è in fuga vengono trovati e uccisi i suoi due figli, Uday e Qusay. La cattura del rais avviene il 13 dicembre, in una cantina-rifugio nel Kurdistan. Sono i soldati americani a prenderlo in consegna, ma molti indizi fanno pensare che l'ex dittatore fosse già sotto il controllo di gruppi curdi e che in pratica la cattura sia stata una consegna.

- LA DETENZIONE - Da dicembre 2003 è sotto custodia americana. Guardato a vista, anche perché non si tolga la vita.Ma da quel pochissimo che trapela dal carcere non sembra proprio che abbia una simile intenzione. 'Il mio governo non s'è mai arreso e io vincero' a mani basse le prossime elezioni',avrebbe detto ai primi agenti della Cia che lo interrogavano.Ha un atteggiamento di sfida e nel contempo pretende di essere trattato come compete a un capo di stato. Afferma di essere stato un leader 'equo e giusto', nega il possesso di armi di distruzione di massa e di avere mai avuto rapporti con Osama bin Laden (circostanza quest'ultima che viene poi confermata anche dalle più approfondite inchieste americane). Saddam non collabora negli interrogatori. Secondo alcuni esperti si ritiene sicuramente più intelligente di chiunque altro e pensa soprattutto al proprio posto nella Storia. A gennaio 2004 viene dichiarato dalle autorita' di occupazione americane 'prigioniero di guerra'. Si comincia a parlare del suo futuro processo. C'è l'ipotesi di organizzare un tribunale internazionale come quello che giudica l'ex presidente serbo Slobodan Milosevic, ma poi prevale quella di farlo giudicare 'dal suo stesso popolo'. Si costituisce intanto un collegio di difesa, incaricato dalla sua stessa famiglia, in primo luogo le figlie. Ne fanno parte avvocati di varia nazionalita'.

- IL PROCESSO - Il processo all'ex dittatore Saddam Hussein e a sette dei suoi collaboratori comincia a Baghdad il 19 ottobre del 2005. Dopo poco più di un anno, il 5 novembre, per lui i giudici emanano il verdetto di condanna a morte, tramite impiccagione, per crimini contro l'umanità. Il 26 dicembre la pena viene confermata dalla Corte d'appello irachena. (Fonte: Ansa)

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