Guerra in Iraq
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Strage di Nassiriya, fu Al Qaeda: 11 i responsabili

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A decidere la strage di Nassiriya furono 11 uomini - tra cui il leader di Al Qaida in Iraq Al Zarqawi poi ucciso dagli americani - in un incontro del consiglio supremo dell'organizzazione terroristica guidata dal luogotenente di Osama Bin Laden, che si tenne probabilmente dalle parti di Falluja diversi mesi prima dell'attentato del 12 novembre. Un incontro a cui parteciparono anche le più alte cariche religiose dell'organizzazione. Tre anni dopo, si chiude il cerchio su quella che è la più grave tragedia per le forze armate italiane dopo la seconda guerra mondiale, costata la vita a 12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito e due civili, oltre che a nove iracheni.

Ma dall'indagine dei Ros emergono due novità: tra i cinque denunciati per la strage c'é Abu Omar Al Masri, l'egiziano che molti indicano come colui che ha preso il posto di Zarkawi alla guida di Al Qaida in Iraq. E tra le quattro persone morte e legate all'attentato c'é Nidal Al Arabiya, un giordano considerato il predecessore di Al Kurdi - l'uomo che arrestato in Iraq dagli americani e condannato a morte ha confessato di aver organizzato e diretto 36 attentati, tra cui l'attacco alla base Maestrale - e dunque colui che potrebbe aver iniziato la pianificazione della strage.

In base alle conclusioni del Ros il pool antiterrorismo della procura di Roma ha chiesto e ottenuto dal Gip Sante Spinaci l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per "strage aggravata con finalità di terrorismo" nei confronti di Al Kurdi, considerato il regista della strage e attualmente detenuto in un carcere di Baghdad. I magistrati di Roma hanno anche denunciato altri cinque responsabili, mentre altri quattro, tutti identificati, sono nel frattempo deceduti.

Per ricostruire quanto avvenne quel 12 novembre, i carabinieri del Ros sono stati in questi anni più volte in Iraq. Ed è proprio in una di queste occasioni che Al Kurdi ha spiegato come Al Qaida attribuiva un "alto valore" all'attacco alla base italiana, considerata un "obiettivo qualificante". I carabinieri hanno accertato che Al Kurdi era il responsabile della "sezione operazioni suicide" del "consiglio militare" dell'organizzazione terroristica 'Al Tawhid wal Jihad'', rinominata dopo l'adesione ad Al Qaeda 'Tainzim qaidtu al jihad fi bilad al rafidain' (Base del jihad nella terra dei due fiumi), diretta da Al Zarqawi. Proprio lo stesso Zarkawi ha 'approvato', e cioé autorizzato l'attacco. Delle 11 persone coinvolte, quattro sono morte. Si tratta di Haji Thamer, responsabile della "sezione operazioni suicide", che avrebbe pianificato l'attentato insieme ad al Kurdi; Nidal al Arabiya, nato in Giordania nel 1975 e primo responsabile della sezione poi diretta da Al Kurdi e i due esecutori materiali della strage, morti nell'esplosione: Abu Zubeir al Saudi, il 'saudita', e l'algerino Bellil Belgacem, due ragazzi di 21 e 33 anni.

Le altre cinque persone coinvolte sono i membri del "Consiglio della shura", l'organo ideologico-religioso dell' organizzazione terroristica che aveva autorizzato e rivendicato l'esecuzione della strage: Abu Anas al Shami, emiro e capo del consiglio, Abu Adnan, portavoce e addetto stampa, Abu Salman al Shami e Abab Turki, membri del consiglio. E quel Al Masri che avrebbe secondo molte fonti di intelligence preso il posto di Al Zarkawi alla guida di Al Qaida. Nei loro confronti non sono state trovate per il momento prove schiaccianti, fanno notare gli investigatori, ed è solo questo il motivo per cui non sono state emesse ordinanze di custodia cautelare anche per loro. Ma da questo punto di vista il cerchio non è ancora chiuso. (ANSA).

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