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Amintore Fanfani: La vita

Note biografiche di Amintore Fanfani

Percorsi: Giorgio La Pira
Parole chiave: amintore fanfani (7), laicato (25)

Amintore Fanfani nasce a Pieve S. Stefano, in provincia di Arezzo, il 6 febbraio 1908. Frequenta Economia e commercio all'Università Cattolica di Milano. Si laurea nel 1930. Fino al 1982 insegna Storia dell'economia.
 
Dopo l'8 settembre 1943 è costretto a riparare in Svizzera per sfuggire ai nazisti. Rientrato in Italia, è chiamato nel 1945 da De Gasperi a dirigere, insieme a Dossetti, il settore Stampa e propaganda della Dc. Il 2 giugno '46 è eletto alla Costituente, dove fa parte della Commissione dei 75 che prepara il testo della nuova Costituzione. Dal '48 al '68 sarà sempre eletto deputato nel Collegio di Siena–Arezzo–Grosseto.
 
Nel maggio 1947 De Gasperi forma il suo quarto governo, il primo senza comunisti e socialisti; Fanfani diventa ministro del Lavoro. Conserva l'incarico anche nel successivo governo De Gasperi. Come ministro del Lavoro fa approvare il cosiddetto «Piano Fanfani Ina–casa», che in dieci anni riuscirà a dare una casa a circa 350 mila famiglie di lavoratori.
 
Dopo il ritiro di Dossetti, leader indiscusso della corrente dc «Cronache sociali», Fanfani, che nel gennaio 1950 si era dimesso dal governo, ne eredita la guida. Nell'estate '51 è nominato ministro dell'Agricoltura nel quinto governo De Gasperi. Nel 1953 è, invece, ministro degli Interni nel sesto ed ultimo governo De Gasperi, che non ottiene la fiducia. Fanfani, comunque, viene riconfermato al Viminale anche dal nuovo Presidente del Consiglio Pella.
 
Nel 1954, dopo la crisi del governo Pella voluta dalla stessa Dc, Fanfani forma il suo primo gabinetto, che alla Camera, però, ottiene solo i voti della Dc e del Pri, non sufficienti per la fiducia. Sempre nel 1954, alla guida della corrente «Iniziativa Democratica», conquista la segreteria della Dc. La vittoria di Fanfani si rivela una svolta per il partito, che viene presto dotato di un'organizzazione efficiente e capillare. Dopo il successo elettorale democristiano del 1958, Fanfani è chiamato a formare il suo secondo governo. In questo nuovo ministero Fanfani è anche ministro degli Esteri, conseguendo così un triplo incarico (Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri, segretario della Dc). Nel gennaio '59 si dimette da tutte le cariche occupate.
 
Nel 1960 Fanfani forma il suo terzo ministero, con il voto dei partiti centristi e con l'astensione di monarchici e socialisti. Inizia così una nuova fase della politica, che condurrà al centro–sinistra. Nel '62 forma il suo quarto governo. La nuova formula politica di centro–sinistra non piace a parte dell'elettorato del partito. La Dc perde circa il 4% nelle elezioni politiche del '63 e Fanfani è costretto a dimettersi dalla guida del governo.
Nel '64 è ministro degli Esteri nel secondo governo presieduto da Moro, carica che occupa fino al dicembre 1965. Due mesi prima l'Onu lo ha eletto Presidente. Nel 1966 è di nuovo ministro degli Esteri nel quarto governo Moro.
 
Nelle elezioni politiche del '68 si presenta sia alla Camera sia al Senato. Eletto in entrambe le Assemblee opta per il Senato, di cui diventa Presidente. Nel 1971 viene candidato dalla Dc alla Presidenza della Repubblica, ma si ritira quando gli vengono a mancare molti dei voti preventivati. Nel '72 il Presidente della Repubblica Leone lo nomina Senatore a vita.
 
Nel '73 è di nuovo Segretario politico della Dc. Siamo negli anni della battaglia antidivorzista, appoggiata con grande forza da Fanfani, ma che vede il partito sostanzialmente isolato. La sconfitta referendaria colpisce in pieno Fanfani, che nel '75 si dimette da segretario per far posto a Zaccagnini.
 
Nel 1976, dopo le elezioni politiche, Fanfani è ancora riconfermato Presidente del Senato, così come nel 1979. Nell'82 viene nuovamente nominato Presidente del Consiglio e forma il suo quinto governo, un monocolore Dc, che termina nell'83. Nel 1985 viene rieletto Presidente del Senato e nel 1987 è ancora chiamato alla guida del Governo, un ministero «istituzionale» che non ottiene la fiducia delle Camere. La Dc, infatti, decisa ad andare alle elezioni anticipate, si astiene nel voto alla Camera. Dopo le elezioni del 1987, Fanfani viene nominato ministro dell'Interno nel governo Goria.
 
Dall'88 all'89, sotto la presidenza di De Mita, è ministro del Bilancio e della Programmazione economica. Dopo quest'ultima esperienza di governo, Fanfani, ancorché anziano, continua a far sentire la propria voce. Nell'XI Legislatura ('92-'94) è presidente della Terza Commissione permanente del Senato, «Affari Esteri ed Immigrazione». Muore il 20 novembre 1999.

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