Giorgio La Pira

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Il testo integrale dell'omelia pronunciata dal card. Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, durante la celebrazione in Cattedrale nel XXVII Anniversario della morte di Giorgio La Pira (5 novembre 2004).

Il messaggio di Giovanni Paolo II al card. Ennio Antonelli in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio La Pira. Il messaggio è stato letto in Duomo dall'Arcivescovo di Firenze, il 5 novembre 2004, nella celebrazione per l'anniversario della morte del «sindaco santo».

Giovedì 4 novembre, nella chiesa della Badia Fiorentina, a Firenze, l'attore Alessandro Benvenuti ha proposto “Giorgio La Pira profeta di speranza”, una Lettura recitata dagli scritti di Giorgio La Pira, a cura di Gabriella Del Bianco. L'adattamento è di Riccardo Bigi. Ecco il testo integrale della «Lettura».

Il 5 novembre del 1977 moriva a Firenze Giorgio La Pira. Da allora la città ha sempre dedicato questo giorno al suo ricordo nella preghiera e nelal riflessione. Quella di quest'anno è una ricorrenza particolare perché cade nell'anno centenario della nascita. Dell'attualità di La Pira ne abbiamo parlato con Vittorio Possenti, docente di filosofia all'Università di Venezia, ed uno dei relatori al prossimo convegno che si svolgerà il 12 e 13 novembre, a Roma (Pontificia Università San Tommaso d'Aquino), per iniziativa della Fondazione "Giorgio La Pira", della Pontificia Università "San Tommaso d'Aquino" e del Centro di promozione culturale della Provincia romana di Santa Caterina Da Siena, sul tema: "Nostalgia dell'Altro. La spiritualità di Giorgio La Pira".

«Un laico esemplare», il messaggio del Papa

Card. Antonelli: per la gente è già santo

Il viaggio a Mosca del 1959 vide Giorgio La Pira, primo uomo politico occidentale, varcare la «cortina di ferro» per chiedere al Soviet Supremo di «tagliare il ramo secco dell'ateismo di Stato». È un episodio fondamentale per capire quell'unione di mistica e politica, di azione e contemplazione che costituisce l'aspetto più originale dell'esperienza lapiriana. Per questo la Fondazione La Pira ha deciso di ristampare, in occasione del centenario della nascita del «sindaco santo», la traduzione dell'«Acathistos», splendido inno alla Vergine della tradizione ortodossa, che don Divo Barsotti realizzò nel 1959 e che proprio La Pira, di ritorno dalla Russia, inviò a tutti i vescovi d'Italia per favorire la conoscenza della spiritualità orientale.

«Ero uno studente dell'università di Gerusalemme, quando mio padre mi portò a pregare sulla tomba del patriarca Abramo insieme ad altri ragazzi cristiani e palestinesi. Sul momento non capii molto quel gesto, ma col passare degli anni ne ho apprezzato il grande valore simbolico e profetico». A raccontare è il rabbino capo di Firenze, Joseph Levi: uno strano filo ha portato a guidare la comunità ebraica di Firenze proprio lui, uno dei pochi israeliani che 37 anni fa partecipò, a Hebron, alla preghiera organizzata da Giorgio La Pira per l'unità della «famiglia di Abramo».
DI RICCARDO BIGI