Giorgio La Pira

stampa

La politica come vocazione cristiana, come terreno privilegiato in cui i cristiani devono vivere e testimoniare la loro fede. È questa, secondo il sociologo Angelo Scivoletto, la grande lezione di Giorgio La Pira.
Del «sindaco santo» si è parlato molto in questi giorni: il centenario della nascita, celebrato lo scorso 9 gennaio, è stato l'occasione per ricordare la sua intensa attività istituzionale. Anche il Presidente della Repubblica Ciampi, nel conferire alla memoria di La Pira la medaglia d'oro al merito civile, ha ricordato i suoi impegni politici: «Da Costituente, da Parlamentare, da Sindaco di Firenze La Pira ha saputo interpretare i valori più alti dell'umanesimo cristiano coniugandoli con quelli universali della pace e della dignità dell'uomo».
DI RICCARDO BIGI

Oscar Luigi Scalfaro e Giorgio La Pira: entrambi appassionati studiosi di giurisprudenza, entrambi impegnati, durante gli anni Trenta, nell'apostolato cattolico e nelle opere di carità della San Vincenzo de' Paoli. Colleghi, più tardi, in quella straordinaria avventura che fu l'Assemblea Costituente, e compagni di viaggio dentro le vicende politiche della Democrazia Cristiana. Due politici che non hanno mai nascosto la propria fede; due politici legati da una intensa amicizia, di cui fino ad oggi non si è mai saputo molto. Adesso, nell'occasione del centenario della nascita di Giorgio La Pira, l'ex Presidente della Repubblica accetta di aprire il libro dei suoi ricordi e nel suo studio di Palazzo Giustiniani, a due passi dal Senato, racconta il «suo» La Pira.
DI RICCARDO BIGI

Giorgio La Pira (nella foto con l'amico Amintore Fanfani) sta per compiere cento anni. Il «sindaco santo» nacque a Pozzallo, in Sicilia, il 9 gennaio del 1904: il 2004 sarà quindi l'anno del centenario. Un'occasione per approfondire la sua vita e il suo pensiero, e per far conoscere alle nuove generazioni questa straordinaria figura di politico e di cristiano. Il prossimo anno potrebbe rappresentare anche una tappa importante nel cammino verso la beatificazione: «Ci auguriamo - ha detto alcuni giorni fa, durante il Concistoro, il cardinale Ennio Antonelli arcivescovo di Firenze - di poter chiudere nel corso del centenario la fase diocesana del processo». Per organizzare le celebrazioni è stato istituito un comitato che sarà guidato dal presidente della Fondazione La Pira, Mario Primicerio: a lui chiediamo di illustrare le iniziative in programma e lo spirito che dovranno avere.
DI RICCARDO BIGI

La lettura del prezioso epistolario «Caro Giorgio... Caro Amintore...» rende evidente – anche a chi non ebbe dimestichezza di vita o di studi con gli estensori – che Giorgio La Pira ed Amintore Fanfani arrivarono all'impegno politico per coerenza con la fede che, in grazia copiosa, ebbero da Dio.
DI ETTORE BERNABEI

Siamo alla vigilia del 5 novembre 2002, venticinquesimo anniversario della morte del «professore», il «sindaco santo», e alla Fondazione, che ha sede a Firenze in via La Pira, dietro al Convento di San Marco, si lavora per mettere a punto i momenti celebrativi e la pubblicazione con lettere inedite che sarà distribuita nella circostanza.
Mario Primicerio, di La Pira è stato anche successore in Palazzo Vecchio, ma soprattutto è stato suo collaboratore sin dagli anni giovanili. Il caso ha infatti voluto che nel 1965 accompagnasse l'allora sindaco di Firenze in uno dei viaggi più significativi compiuti da La Pira in quegli anni, quello in Vietnam.
DI ANDREA FAGIOLI