Referendum legge 40
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Fecondazione assistita, chi vuole il Far West?

La legge sulla procreazione medicalmente assistita "non è più rinviabile", e anzi "un ulteriore rinvio sarebbe del tutto incomprensibile, perché impedirebbe l'approvazione della legge entro novembre". E' il giudizio dei vescovi – pronunciato da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei - sul disegno di legge "bloccato" nei giorni scorsi al Senato (dopo il "sì" della Camera 15 mesi fa) in seguito alle proteste di alcune donne parlamentari. Blocco, tuttavia, scongiurato. Il 30 settembre è infatti cominciata la discussione generale e il voto finale è prevista dopo la Finanziaria. Presentiamo una riflessione in materia del teologo Marco Doldi e una scheda sulla nuova legge.

Fecondazione assistita, chi vuole il Far West?

La legge sulla procreazione medicalmente assistita "non è più rinviabile", e anzi "un ulteriore rinvio sarebbe del tutto incomprensibile, perché impedirebbe l'approvazione della legge entro novembre". E' il giudizio dei vescovi – pronunciato da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei - sul disegno di legge "bloccato" nei giorni scorsi al Senato (dopo il "sì" della Camera 15 mesi fa) in seguito alle proteste di alcune donne parlamentari. Blocco, tuttavia, scongiurato. Il 30 settembre è infatti cominciata la discussione generale e il voto finale è prevista dopo la Finanziaria. Presentiamo una riflessione in materia del teologo Marco Doldi.

di Marco Doldi
In questi ultimi giorni i senatori della repubblica italiana stanno vivacemente discutendo il disegno di legge sulla fecondazione assistita. C'è chi spinge per affossare la legge per la seconda volta e c'è chi combatte per giungere alla sua approvazione. Ci sia permessa qualche osservazione. La situazione italiana al momento è da Far West, perché tutto è possibile. Basti pensare che un figlio può venire al mondo con cinque figure genitoriali: il padre e la madre che desiderano il figlio, ma non possono averlo per sterilità assoluta, l'uomo e la donna che donano i gameti sessuali - e sono i genitori biologici - la donna che, eventualmente, porta avanti la gravidanza per motivi di salute della "madre". A questo aggiungiamo fatti di cronaca conosciuti: donne, che terminata l'età fertile, divengono madri grazie all'ovocita prelevato dalla figlia: il bambino che nasce è figlio e nipote contemporaneamente. Ancora conosciamo il grave problema degli embrioni congelati, frutto di precedenti fecondazioni e non reclamati da nessuno.

Che cosa farne? Qualche hanno fa, l'allora ministro della sanità Umberto Veronesi aveva dichiarato che gli embrioni dovevano essere utilizzati per la ricerca, affidando loro una missione biologica! E poi quanti zigoti vengono prodotti per la sperimentazione, per il prelievo delle cellule staminali, per la cosmesi, etc. Infine, chi controlla oggi i centri di fecondazione assistita, affinché siano garantite la serietà scientifica e non si compiano pasticci? Questa situazione non è più accettabile in un Paese civile come il nostro. Ecco allora, pienamente giustificato, il tentativo di dare una legge che regolamenti la materia. Qualcuno ha fatto notare che essa non recepisce pienamente le istanze etiche, di cui sono fondamentali che il concepimento avvenga soltanto all'interno dell'atto coniugale, posto da un uomo e da una donna uniti in matrimonio. Condividendo in pieno questa posizione, che è quella del Magistero della Chiesa, non si può, però, sostenere che sia una legge da buttare e che sia meglio rimanere nell'attuale situazione. Crediamo che sia quanto di meglio potevano fare nella presente situazione quei deputati e senatori, che, attraverso un'alleanza trasversale alle forze politiche, hanno preparato il testo all'esame del Senato. Il disegno di legge, di fatto, introduce degli elementi fortemente positivi per il rispetto della vita umana e dell'embrione, come auspica la recente Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica della Congregazione per la dottrina della fede.

Ecco allora quali aspetti potranno migliorare la situazione attuale. Intanto la legge si pone, per la prima volta, dalla parte di chi ancora non c'è, cioè dell'uomo nella sua fase iniziale di zigote o di embrione. Se tanti rivendicano il diritto ad avere un figlio, la legge intende limitarlo, perché in linea di principio il presunto diritto ad avere un altro non è che un atto di violenza. Ancora di più, la legge introduce il diritto del concepito e la sua tutela; si pensi al divieto del ricorso all'eterologa, che darebbe al figlio un terzo genitore, seppure biologico; si pensi al divieto della maternità surrogata, per garantire sin dall'impianto in utero quel rapporto silenzioso ma reale tra figlio e madre; si pensi al divieto della produzione eccessiva di embrioni e al divieto della loro distruzione.

Questo è un dato molto importante, perché è frutto dell'attenzione alla vita prenatale dell'uomo. All'epoca del referendum sull'aborto si diceva che dopo il concepimento c'era solo un grumo di sangue della donna. Oggi nessuno può più onestamente sostenerlo. A proposito: la legge sulla fecondazione assistita dovrà portare molti a riflettere sulla 194. Come è possibile continuare a distruggere embrioni e feti mediante l'aborto, quando sappiamo che sono esseri umani, ai quali finalmente viene riconosciuta la dignità di persona? Ancora un altro aspetto importante è quello sull'accesso alle tecniche di fecondazione assistita; esso deve seguire esami che accertino la reale sterilità della coppia e per questo la ricerca medica dovrà impegnarsi, più di quanto ha fatto finora, per studiare e rimuovere le cause dell'infertilità. E, poi, è importante l'indicazione che, alla coppia sterile, la tecnica venga proposta in tutta la sua invasità e con l'alto rischio d'insuccessi e di aborti, presentando anche come, via alternativa, la possibilità di un'adozione. Se il desiderio di maternità e di paternità è autentico può essere coraggiosamente vissuto anche in altre forme.

Apprezzati questi aspetti, aggiungiamo che il diritto del figlio sarà davvero completo quando il suo concepimento è frutto dell'atto di donazione - spirituale e fisica - dei suoi genitori, i quali, perché sposati, attestano la volontà di accoglierlo in un nucleo stabile. Ecco lo scarto tra etica e legge!

La scheda
Ecco i passaggi moralmente più espressivi del disegno di legge in discussione al Senato.

Principi generali. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità. La legge assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Inoltre, chiede che vengano potenziate le ricerche per studiare i fenomeni della sterilità e della infertilità, così rimuoverli o da ridurne l'incidenza.

Accesso alle tecniche. È consentito solo quando sia documentata, da atto medico, l'impossibilità di rimuovere le cause che impediscono la naturale procreazione. Gli interventi medici dovranno avvenire secondo il principio della minor invasità tecnica e psicologica della coppia. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo (cioè con la donazione di un gamete sessuale da parte di un terzo).

Requisiti soggettivi. Possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

Consenso informato. In ogni fase di applicazione delle tecniche il medico è tenuto ad informare in maniera dettagliata la coppia circa: gli aspetti bioetici, i possibili effetti collaterali sanitari e psicologici, le probabilità di successo, le conseguenze giuridiche per la coppia e per il nascituro, i costi dell'intera procedura. Inoltre, alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere all'adozione di un figlio, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. La volontà di accedere alle tecniche deve essere espressa per iscritto dalla coppia e dal medico responsabile della struttura. Tra la manifestazione del consenso e le tecniche deve intercorrere un periodo di tempo non inferiore ai sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti fino al momento della fecondazione dell'ovulo (cioè, al momento del concepimento). Il medico può ritirarsi dal procedere alla procreazione medicalmente assistita solo per motivi medico-sanitari, esposti per iscritto alla coppia.
Linee guida. Il Ministero della Salute, entro tre mesi dall'approvazione della legge, stabilirà le linee guida per l'attuazione delle tecniche, da osservarsi in tutte le strutture autorizzate.

La tutela del nascituro. I nati dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti dalla coppia che ha espresso la volontà di ricorrere a tale procedura. Qualora, violando la legge, si fosse ricorso alla fecondazione eterologa, ne consegue che: il coniuge o il convivente non può esercitare il disconoscimento della paternità, la madre non può dichiarare di non essere nominata, il donatore del gamete sessuale non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato.

Le strutture autorizzate. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita possono essere realizzati solo in quelle strutture pubbliche o private iscritte al registro nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità. L'iscrizione al registro è obbligatoria per poter attuare tali tecniche e la facoltà di procedere viene concessa dall'Istituto Superiore di Sanità dopo accurati controlli e verifiche.

Divieti e sanzioni. (Per la maggior parte si riferiscono alla violazione di quanto detto sopra). Viene proibita la commercializzazione di gameti, di embrioni e la maternità surrogata (una donna esterna alla coppia porta avanti la gravidanza, dopo l'impianto dell'embrione).

Tutela dell'embrione. Si vieta qualunque sperimentazione sull'embrione umano; eventuali ricerche cliniche sono consentite solo con finalità diagnostica e terapeutica per il bene di quello stesso embrione. Vengono vietati: la produzione di embrioni per fini diversi da quelli della procreazione, prevista dalla legge; ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti sessuali, come anche ogni forma alterazione non terapeutica dell'embrione e del gamete; gli interventi di clonazione; la fecondazione di un gamete umano con uno di specie diversa per la produzione di ibridi o chimere; la crioconservazione e la soppressione degli embrioni; la produzione di embrioni in numero superiore a quello strettamente necessario, comunque non superiore a tre.

Nel caso in cui, per eventi avversi non prevedibili e documentati, non fosse possibile il trasferimento in utero, gli embrioni possono essere congelati sino a che si possa attuare il trasferimento, che - si auspica - avvenga il più presto possibile.

Obiezione di coscienza. Il personale sanitario non è tenuto a partecipare alle procedure per l'applicazione delle tecniche di procreazione assistita, qualora abbia sollevato l'obiezione di coscienza.

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