Referendum legge 40
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Dal n. 8 del 22 febbraio 2004

Fecondazione assistita, così la nuova legge

Ecco i punti principali della legge sulla fecondazione medicalmente assistita approvata definitivamente dalla Camera il 10 febbraio scorso.

• Principi generali
Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità. La legge assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Inoltre, chiede che vengano potenziate le ricerche per studiare i fenomeni della sterilità e della infertilità, così rimuoverli o da ridurne l'incidenza.

• Accesso alle tecniche
È consentito solo quando sia documentata, da atto medico, l'impossibilità di rimuovere le cause che impediscono la naturale procreazione. Gli interventi medici dovranno avvenire secondo il principio della minor invasità tecnica e psicologica della coppia. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo (donazione di un gamete sessuale da parte di un terzo).

• Requisiti soggettivi
Possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

• Consenso informato
In ogni fase di applicazione delle tecniche il medico è tenuto ad informare in maniera dettagliata la coppia circa: gli aspetti bioetici, i possibili effetti collaterali sanitari e psicologici, le probabilità di successo, le conseguenze giuridiche per la coppia e per il nascituro, i costi dell'intera procedura. Inoltre, alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere all'adozione di un figlio, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. La volontà di accedere alle tecniche deve essere espressa per iscritto dalla coppia e dal medico responsabile della struttura. Tra la manifestazione del consenso e le tecniche deve intercorrere un periodo di tempo non inferiore ai sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti fino al momento della fecondazione dell'ovulo. Il medico può ritirarsi dal procedere alla procreazione medicalmente assistita solo per motivi medico-sanitari, esposti per iscritto alla coppia.

• Linee guida
Il Ministero della Salute, entro tre mesi dall'approvazione della legge, stabilirà le linee guida per l'attuazione delle tecniche, da osservarsi in tutte le strutture autorizzate.

• La tutela del nascituro
I nati dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti dalla coppia che ha espresso la volontà di ricorrere a tale procedura. Qualora, violando la legge, si fosse ricorso alla fecondazione eterologa, ne consegue che: il coniuge o il convivente non può esercitare il disconoscimento della paternità, la madre non può dichiarare di non essere nominata, il donatore del gamete sessuale non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato.

• Le strutture autorizzate
Gli interventi di procreazione medicalmente assistita possono essere realizzati solo in quelle strutture pubbliche o private iscritte al registro nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità. L'iscrizione al registro è obbligatoria per poter attuare tali tecniche e la facoltà di procedere viene concessa dall'Istituto Superiore di Sanità dopo accurati controlli e verifiche.

• Divieti e sanzioni
Viene proibita la commercializzazione di gameti, di embrioni e la maternità surrogata (utero in affitto).

• Tutela dell'embrione
Si vieta qualunque sperimentazione sull'embrione umano; eventuali ricerche cliniche sono consentite solo con finalità diagnostica e terapeutica. Vengono vietati: la produzione di embrioni per fini diversi da quelli della procreazione, prevista dalla legge; ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti sessuali, come anche ogni forma alterazione non terapeutica dell'embrione e del gamete; gli interventi di clonazione; la fecondazione di un gamete umano con uno di specie diversa per la produzione di ibridi o chimere; la crioconservazione e la soppressione degli embrioni; la produzione di embrioni in numero superiore a quello strettamente necessario, comunque non superiore a tre. Nel caso in cui, per eventi avversi non prevedibili e documentati, non fosse possibile il trasferimento in utero, gli embrioni possono essere congelati sino a che si possa attuare il trasferimento, che – si auspica – avvenga il più presto possibile.

• Obiezione di coscienza
Il personale sanitario non è tenuto a partecipare alle procedure per l'applicazione delle tecniche di procreazione assistita, qualora abbia sollevato l'obiezione di coscienza.

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