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Referendum, l'Italia si è astenuta

Il quorum è stato raggiunto solo in qualche comune, come alo Piombino (50,7), Sesto Fiorentino (53,57) in Toscana o Paciano (50,3) in Umbria, feudi rossi nell'Italia rossa. Ma anche se è tutto il Paese a bocciare il referendum sulla procreazione assistita, sono Italie diverse quelle che escono dalle urne.

C'è l'Italia che ha votato massiccia ed è quella lungo l'appennino tosco-emiliano e c'è l'Italia delle grandi città dell'ex triangolo industriale e del centro: rispettivamente 15 e 10 punti percentuale sopra la media nazionale.

Poi c'è il sud, che è un altro Paese: alle urne va meno del 16%. E a Vibo Valentia vota solo un avente diritto su dieci. La peggiore performance nazionale.

A leggere i dati sul (fallito) referendum, la prima cosa che salta agli occhi è la netta divisione tra centro-nord e sud del Paese. Nell'Italia settentrionale vota quasi il 30 per cento (29,8) e nelle regioni centrali alle urne va oltre il 33 per cento (33,4%, 33,3% sul referendum numero 4).

Nel Meridione, invece, ci si ferma al 15,9%: vuol dire meno della metà. Sardegna e Sicilia si attestano su un 18,7% di media (18,6% sul quarto quesito) e anche in questo caso sono agli antipodi: la prima vota come il centro nord (27,2%), la seconda come il sud (15,8%).

Anche i dati relativi alle singole regioni rispecchiano queste differenze, anche se con qualche ulteriore divisione. La Lombardia ad esempio, dove è molto radicata la presenza di Comunione e Liberazione, si attesta ad un 26,7%, un punto circa sopra la media nazionale ma almeno tre punti in meno rispetto alle altre regioni del nord ovest.

Delle regioni 'rosse' la media più alta è quella dell'Emilia Romagna: 41,6% che è anche la percentuale nazionale più alta. La Toscana si ferma di poco al di sotto del 40% (39,8%) mentre 'delude' l'Umbria: solo un 29,8%. Il Lazio è al 31,5% e rappresenta lo spartiacque. Nessuno più a sud raggiunge infatti il 25%. La Puglia si attesta al 15,3%: segno che la regione che ha sempre premiato An sembra aver scelto la linea del partito anziché quella del leader Fini.

Più o meno stesso risultato in Sicilia, Campania e Basilicata, mentre è la Calabria la regina dell'astensione. Sono andati a votare in media il 12,7% degli elettori. Un dato, quello relativo al meridione, che un po' sorprende, alla luce delle ultime elezioni regionali che avevano premiato largamente il centro-sinistra.

Non cambia il quadro se come punto di riferimento si prendono le grandi città e, anzi, quella che emerge è quasi una fotocopia del dato relativo alle regioni. La città dove si è votato di più è Bologna (47,4%) seguita da Livorno (46,2%), mentre quella dove si è votato di meno è Vibo Valentia (10,7%). A Torino è andato alle urne il 33,9% degli elettori, il 33,6% a Milano, il 31,1% a Venezia, il 35,2% a Genova, il 45,9% a Firenze, il 34,8% a Roma. Quanto al sud, stesso, inverso, copione: 16,3% a Napoli, 17,9% a Bari, 16,1% a Potenza, 13,9% a Catanzaro, 16,5% a Palermo. (ANSA).

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