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Domande e risposte

IL VIRUS
Che cos'è l'influenza aviaria?

E' una infezione virale che può interessare gli uccelli selvatici e domestici come polli e tacchini, causandone la morte. E' causata da virus influenzali di tipo A che possono infettare anche altri animali quali maiali, cavalli, delfini, balene e l'uomo.

Quali sono i virus influenzali?

I virus influenzali sono classificati in tre tipi: A, B e C, quest'ultimo con scarso rilievo epidemiologico per l'uomo, poiché causa solo raramente casi sporadici ed epidemie. I virus influenzali di tipo A possono essere suddivisi in sottotipi sulla base delle loro proteine di superficie – emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Si conoscono 15 sottotipi. Mentre tutti i sottotipi possono circolare fra gli uccelli, è noto che solo tre sottotipi di antigene H (H1, H2 ed H3) e due sottotipi di antigene N (N1 ed N2) circolano, o hanno circolato, anche nell'uomo. Il virus influenzale di tipo A può causare infezioni severe in alcune specie animali, inclusi uccelli, maiali, cavalli, delfini e balene. Il virus influenzale che infetta gli uccelli è chiamato “virus dell'influenza aviaria”. Gli uccelli sono una specie importante poiché tutti i sottotipi conosciuti di virus influenzale A si sono diffusi fra uccelli selvatici che vengono, pertanto, considerati l'ospite naturale del virus influenzale A. I virus dell'influenza aviaria, usualmente, non infettano direttamente gli uomini né si trasmettono, normalmente, da persona a persona.

SINTOMI E MODALITA' DI TRASMISSIONE
Come si manifesta l'influenza aviaria negli animali?

La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca sintomi attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che al tipo di volatile. L'infezione da alcuni virus A (per esempio, alcuni ceppi H5 ed H7) può causare epidemie estese ed elevata mortalità tra alcune specie di selvatici e di uccelli domestici, compresi polli e tacchini.

Come si trasmette l'influenza aviaria negli uccelli?

Alcuni uccelli acquatici fungono da serbatoi del virus, ospitandolo nell'intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci. Gli uccelli infetti eliminano il virus con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata da questi, determina la trasmissione dell'infezione; la trasmissione fecale-orale è la modalità di trasmissione più comune.

Come si infetta l'uomo?

Usualmente, i virus dell'influenza aviaria non infettano gli uomini; tuttavia, sono state riportate segnalazioni di infezioni umane. L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c'è alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo accurata cottura (70 °C).

Quali sono i sintomi dell'influenza aviaria nell'uomo?

Dopo un periodo di incubazione di circa sette giorni, la sintomatologia può variare da un quadro simil-influenzale a forme più gravi, caratterizzate da infezioni oculari, quadri polmonari particolarmente gravi, che possono mettere a rischio la vita.

Esiste un rischio potenziale che il virus dell'influenza aviaria, l'H5N1, possa rendersi responsabile di pandemia influenzale?

Tutti i virus influenzali mutano. E' possibile che anche il virus dell'influenza aviaria, l'H5N1, subisca una mutazione tale da acquisire la capacità di infettare gli uomini e diffondersi da persona a persona.

Che differenza c'è tra influenza aviaria e pandemia influenzale?

L'influenza aviaria è l'infezione sostenuta da virus dell'influenza che generalmente colpisce volatili e che, in particolari condizioni di contatto, può trasmettersi da uccelli infetti all'uomo. La pandemia influenzale è un'epidemia globale di influenza causata da un nuovo virus influenzale che emerge e si trasmette da uomo a uomo, causando la malattia in tutto il mondo.

Ci sono già state in passato pandemie influenzali?

Nel 20° secolo ci sono state tre pandemie. Tutte si sono diffuse nel mondo entro un anno dal loro esordio. Sono:
1918-19, “Spagnola”, da virus A(H1N1), causò il più alto numero noto di morti: da 20 a 50 milioni di persone potrebbero essere morte in tutto il mondo a causa di questa influenza. Molte persone morirono nei primi giorni dopo l'infezione ed altri in seguito a causa delle complicanze. Quasi la metà di questi erano giovani adulti sani.
1957-58, “Asiatica”, da virus A(H2N2), causò circa 70.000 morti negli Stati Uniti. Dalla prima identificazione avvenuta in Cina, alla fine del febbraio 1957, il virus si diffuse fino agli Stati Uniti nel giugno 1957.
1968-69 “Hong Kong” da virus A(H3N2), causò approssimativamente 34.000 decessi negli Stati Uniti. Questo virus era stato identificato in Hong Kong all'inizio del 1968 e si diffuse negli Stati Uniti entro un anno. Il virus A(H3N2) circola ancora oggi, provocando epidemie stagionali, per le quali è ora possibile una prevenzione con il vaccino.

Quando ci sarà la prossima pandemia influenzale?

Non è possibile prevedere nè il momento preciso, nè l'impatto di una futura pandemia influenzale. La severità della malattia, la rapidità della sua diffusione e i gruppi a rischio nella popolazione sono variabili ignote correlabili al virus.

PREVENZIONE E TRATTAMENTO
Vi sono restrizioni all'effettuazione di viaggi?

Al momento attuale non vi sono indicazioni per limitare l'effettuazione di viaggi per e da paesi colpiti dall'influenza aviaria.

Quali precauzioni possono essere adottate per evitare l'infezione?

E' stato stabilito che i virus dell'influenza sono uccisi da temperature intorno ai 70°C e sia l'OIE (organizzazione Mondiale per la sanità animale) che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sottolineano l'importanza, per la gestione di queste situazioni, dell'intensificazione del rispetto delle pratiche igieniche manipolazione, preparazione, somministrazione e consumo di pollame, con particolare riguardo agli accurati lavaggio delle mani e cottura delle carni e delle uova.Ai soggetti che si recano nelle aree geografiche affette, si raccomanda: il rispetto delle succitate regole igienico-alimentari e di evitare in generale contatti con animali vivi e con loro carcasse, nonché la frequenza di mercati e fiere dove vi sia commercio/esposizione di animali.

Quali sono le precauzioni adottate al fine di prevenire il difforndersi dell'influenza aviaria?

Al fine di impedire l'introduzione della malattia in territorio europeo, la Commissione Europea ha disposto il blocco di importazioni di carne di pollame, di prodotti derivati oltre al divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera, da tutti i paesi considerati a rischio. Il Ministero della Salute ha disposto il potenziamento dei controlli da parte dei propri uffici periferici di sanità e ha emanato un'Ordinanza Ministeriale che introduce misure di quarantena e controllo dei volatili oltre a l'etichettatura obbligatoria delle carni fresche per la tracciabilità della loro provenienza.

E' disponibile un vaccino efficace contro il virus dell'influenza aviaria H5N1?

No. Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1. L'OMS, con i laboratori facenti parte della rete globale di sorveglianza dell'influenza, sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per l'allestimento di un vaccino specifico.

E' utile la vaccinazione antinfluenzale?

Sì, La vaccinazione antinfluenzale pur non conferendo una protezione specifica verso il ceppo virale A(H5N1) dell'influenza aviaria è utile in quanto consente di rafforzare comunque le difese del sistema immunitario. I virus influenzali, infatti, possono infettare diverse specie animali oltre all'uomo; pertanto, quando si verifica una coinfezione (infezione sostenuta da due o più ceppi di virus influenzale) nello stesso individuo, possono verificarsi fenomeni di ricombinazione genetica che portano allo sviluppo di nuovi sottotipi virtualmente dotati di potenziale epidemico o pandemico.

Sono disponibili farmaci per la prevenzione e il trattamento dell'influenza aviaria?

Si. Sono disponibili farmaci antivirali utili nel trattamento dell'influenza aviaria.
Essi appartengono a due diverse classi, inibitori della M2 (amantadina e rimantadina, attivi nei confronti dei virus influenzali di tipo A) e inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir, attivi nei confronti sia dei virus di tipo A che di tipo B). Per essere efficaci, in caso di infezione, devono essere assunti entro le 48 ore dall'inizio della sintomatologia e servono a ridurre la durata della malattia. Tutti questi farmaci vanno sempre assunti previa consultazione di un medico.

I CONTROLLI SULLE CARNI
Quali regole ci sono per l'etichettatura?
Non bisogna confondere il bollo sanitario apposto su prodotti di origine animale con l'etichetta presente sugli stessi prodotti. La materia dell'etichettatura dei prodotti alimentari è disciplinata da una norma di carattere generale, il D.Lgs 109 del 27 gennaio 1992, e successive modifiche. Tale norma, concernente l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, individua nel Ministero delle Attività Produttive l'autorità competente in materia. Ulteriori diciture specifiche in materia di commercializzazione delle carni di pollame, anch'esse non di carattere sanitario, sono previste dal decreto n. 465 del 10 settembre 1999, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Invece, la bollatura sanitaria delle carni, nel particolare di pollame, rientra nelle specifiche competenze sanitarie e rappresenta la garanzia della sicurezza alimentare delle stesse. Infatti, il bollo sanitario viene apposto alle carni di pollame dopo che tutti i dovuti controlli ispettivi effettuati dal veterinario ufficiale abbiano dato esito favorevole, quindi, deve essere apposto alle carni solamente dopo che le stesse sino state giudicate idonee al consumo umano. Quindi, la sicurezza sanitaria delle carni di pollame, come di tutte le carni, è assicurata dalla presenza del bollo sanitario. La bollatura sanitaria delle carni di pollame è una garanzia per il consumatore poiché deve essere effettuata sotto la supervisione del veterinario ufficiale. Quindi, in sintesi, il concetto è che tutte le carni destinate al consumo umano devono offrire lo stesso livello di sicurezza sanitaria, che rappresenta così il prerequisito alla commercializzazione e delle stesse. Invece, per le caratteristiche di prodotto o per la sua qualità (trattasi di un valore aggiunto e non di prerequisito) vengono fornite tramite l'etichetta le opportune informazioni al consumatore, al fine di orientarlo correttamente nelle sue scelte.

Con O.M. 26 agosto 2005 (pubblicata in G.U. 2.9.2005, n.204) il Ministro della salute ha fissato norme specifiche ai fini della prevenzione della diffusione delle malattie infettive e diffusive del pollame che vanno ad incidere sulla etichettatura delle carni di pollame .Infatti è previsto che sulle carcasse di volatili da cortile, venga apposta una apposita etichetta riportante l'indicazione con una sigla IT seguita dal numero di registrazione,presso la A.S.L. dell'allevamento di provenienza degli animali. Per gli animali che vengono macellati , in provenienza da un Paese comunitario o da un Paese terzo in etichetta viene riportato in chiaro il nome del Paese. Per le carni di volatili sezionate, es. petti di pollo , deve essere riportata sull'etichetta oltre la sigla IT, se carni italiane, o il nome del Paese di origine, la data o il lotto di sezionamento. Anche per quanto riguarda le preparazioni (es. cordon bleu, cotolette ecc.) ed i prodotti a base di carne (es.arrosti di tacchino ) deve essere riportata sull'etichetta l'origine della materia prima.
L' O.M. 10 ottobre 2005 (pubblicata in G.U. 17.10.2005) apporta alcune modifiche ed aggiornamenti alla precedente.

Le carni di pollame acquistate in macelleria ed al supermercato sono sicure allo stesso modo, e come si individua sulle carni il bollo sanitario?

Il bollo sanitario può essere apposto direttamente sul prodotto, sulla confezione, sull'imballaggio, ovvero può essere stampato su un'etichetta apposta a sua volta sul prodotto, sulla confezione o sull'imballaggio, oppure può consistere in una targhetta o un sigillo in materiale resistente. Contenuti del bollo sanitario:

Il bollo sanitario apposto sulle carni di pollame ottenute in stabilimenti a riconoscimento comunitario, cioè che possono inviare i propri prodotti verso altri paesi della comunità europea, è composto da un ovale che nella parte superiore riporta la sigla di identificazione del paese dal quale proviene il prodotto che stiamo acquistando, ad esempio IT (Italia), DK (Danimarca), D (Germania) ecc.; al centro il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento speditore, con l'indicazione della tipologia di stabilimento (ad esempio M sta per macello, S sta per laboratorio di sezionamento ecc.), nella parte inferiore la sigla relativa produzione avvenuta nella Comunità Europea (CEE, EWG ecc.);

Nella comunità europea esiste anche la tipologia di stabilimento che può commercializzare i propri prodotti unicamente sul territorio nazionale, gli stabilimenti a capacità limitata, in tal caso le carni di pollame recano un bollo sanitario che è composto da un codice: le due cifre iniziali identificano la Regione o provincia autonoma di provenienza separate da una barra dalle cifre successive che identificano l'impianto, precedute da una V , e seguite dall'indicazione della tipologia d'impianto (es. 00/V000/M);
Le piccole aziende agricole non sottostanno all'obbligo di bollatura delle carni se vendono piccole quantità di pollame direttamente al consumatore finale nell'azienda o sul mercato settimanale più vicino, o ad un dettagliante per la vendita diretta al consumatore finale che si trovi ubicato vicino all'azienda stessa. Dette macellazioni, di piccole quantità di pollame presso l'azienda produttrice, vengono disciplinate in ambito regionale e le autorizzazioni sono rilasciate sulla base della norma che disciplina i requisiti igienico sanitari per la vendita al dettaglio di sostanze alimentari.

Per quanto riguarda le nuove regole previste dall'O.M.26 agosto 2005 ,presso le macellerie ed i supermercati le informazioni relative all'origine delle carni di volatili da cortile, sui prodotti non confezionati ,possono essere apposte o sul prodotto preincartato o devono essere esposte in maniera visibile agli organi di vigilanza ed al consumatore.

Quali controlli vengono effettuati?

I volatili da cortile* destinati alla macellazione devono subire una visita sanitaria ante mortem da parte di un veterinario ufficiale; l'ispezione prima della macellazione nell'azienda d'origine dei volatili comprende l'esame dei registri dell'allevatore, e, se del caso, esami complementari, oltre a prelievi di campioni d'acqua e di mangimi. Comunque, almeno una volta ogni ciclo produttivo di polli da carne un veterinario ufficiale deve sottoporre a controllo l'allevamento. I volatili da cortile sono sottoposti dopo la macellazione ad ispezione da parte di un veterinario ufficiale, il quale, a sondaggio o comunque in caso di fondato sospetto, può procedere al prelievi di campioni, ad esempio per la ricerca di residui di sostanze ad azione farmacologica. Anche negli stabilimenti che lavorano ulteriormente le carni di pollame il veterinario ufficiale deve garantire la sorveglianza ed il controllo sulla lavorazione delle carni stesse, nonché deve assicurare il controllo dell'igiene generale dello stabilimento ed il controllo del registro di entrata e di uscita delle carni. Le carni che il veterinario ufficiale ritiene possano rappresentare un rischio per la salute umana, o anche per salute degli altri animali (problemi di sanità animale), sono sequestrate.

* Nella normativa sanitaria, le carni di pollame vengono ricomprese nella definizione di “volatili da cortile”, con la quale di intendono i volatili appartenenti alle specie dei polli (genere Gallus), dei tacchini (genere Meleagris), delle faraone (genere Numida), delle anatre (genere Anas) e delle oche (genere Anser). Le altre specie di volatili dalle quali si ottengono carni destinate al consumo umano afferiscono alla definizione di “selvaggina da penna”, disciplinate per l'immissione in commercio da specifica normativa che garantisce pari livello di sicurezza sanitaria

Deve essere indicata l'origine dell'animale?

Con l' O.M. del 26-08-05 è prevista l'indicazione dell'origine della materia prima per le carni commercializzate tal quali sia per le carni sezionate, preparate e per i prodotti a base di carne mediante l'apposizione in etichetta o in fase di commercializzazione presso le rivendite in maniera ben visibile ,su un cartello o in qualsiasi altro modo che possa permettere rapidamente sia agli organi di controllo che ai consumatori di conoscere l'origine di dette carni.

Come mai questa attenzione sulle carni avicole?

L'attenzione posta sulle carni avicole non parte dalla preoccupazione di eventuali trasmissioni del virus patogeno all'uomo attraverso il consumo alimentare delle medesime, in quanto tali vie di trasmissione non sono mai state dimostrate. L'attenzione è posta per motivi legati alla sanità degli animali vivi: infatti l'Ordinanza Ministeriale sopra citata fornisce, oltre ad un ulteriore orientamento ai consumatori, uno strumento immediato di verifica della tracciabilità delle carni, utile per gli operatori sanitari ai fini della prevenzione delle malattie infettive e diffusive che possono diffondersi tra i volatili anche attraverso i loro prodotti.

Il pollame che viene commercializzato in Italia è sicuro?

Per quanto già detto il pollame regolarmente commercializzato in Italia è da ritenersi sicuro.
(Fonte: D. G. Prevenzione sanitaria e D. G. Sanità veterinaria ed Alimenti, Ministero della salute)

Domande e risposte sul sito della Fao (in italiano)

Faq dell'Ue (in inglese)

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