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L'allerta in Toscana. Ecco le indicazioni

Sicurezza e massima vigilanza contro l'influenza aviaria, con la costituzione della unità regionale di crisi e una ulteriore intensificazione dei controlli: lo ha deciso oggi la giunta regionale su proposta dell'assessore per il diritto alla salute. E' un messaggio chiaro e forte lanciato a tutti i cittadini nei momento in cui l'allarme si fa pressante. Sicurezza perché i controlli dei Servizi veterinari territoriali delle Asl sono quotidiani e capillari, massima vigilanza perché in seguito ai controlli sul campo l'intera "catena" di intervento funzioni tempestivamente. In ogni caso gli esperti dell'assessorato per il diritto alla salute chiariscono alcuni punti: non ci sono attualmente rischi per le persone. La malattia è "aviaria" e quindi colpisce alcune specie di uccelli. La vigilanza è effettuata sugli animali selvatici acquatici e negli allevamento rurali e industriali. Sono questi gli animali a rischio potenziale. In queste ore i Servizi veterinari pubblici stanno ricevendo una valanga di segnalazioni su molti tipi di volatili ammalati o morti, soprattutto piccioni delle nostre piazze e uccelli domestici. I Servizi stessi valutano attentamente ogni segnalazione, ma è importante chiarire che le specie sotto stretta osservazione, perché collegabili ad un eventuale rischio, sono quelle a cui appartengono gli uccelli selvatici acquatici e quelli da allevamento.

I Servizi veterinari territoriali sono pronti a intervenire alla prima segnalazione. Gli operatori (che fanno uso di tutti gli strumenti di protezione individuali necessari) intervengono in ogni caso di "sospetto" di animale morto per influenza aviaria. Immediatamente inviano il materiale raccolto a una delle cinque sedi toscane dell'Istituto Zooprofilattico (Firenze, Arezzo, Pisa, Grosseto, Siena), che a sua volta, dopo una prima valutazione, invia le campionature alla sede di Padova, dove è tecnicamente possibile la "tipizzazione" del virus, ossia stabilire se il virus scoperto è ad alta o bassa patogenicità. Nel frattempo la segnalazione di sospetta infezione fa scattare il cordone sanitario di sicurezza: entro tre chilometri dal focolaio si attua il blocco totale, entro altri sette chilometri la stretta sorveglianza. In tutto 10 chilometri di "rispetto".
Altre numerose richieste si riferiscono ai comportamenti dei consumatori e alle tutele per i lavoratori del settore. Ecco le indicazioni della Regione Toscana:

Consumo di carni e prodotti avicoli
· Il consumo di uova e carni avicole cotte non comporta alcun rischio di trasmissione dell'infezione all'uomo.
· Le carni di pollame sono sicure in quanto provengono da allevamenti sottoposti a controllo veterinario e visitate prima e dopo la macellazione. In caso di sospetto per qualsiasi malattia i volatili vengono esclusi dalla macellazione.
· I Servizi Veterinari regionali effettuano specifici controlli sulla etichettatura delle carni avicole per garantirne la provenienza.
· Il consumatore può a sua volta accertarsi della provenienza delle carni attraverso la lettura della stessa etichetta.

Informazione per i cittadini sul rinvenimento di animali morti
· Tra gli uccelli selvatici il rischio potenziale deriva dagli uccelli acquatici (anatre, oche, cigni, trampolieri).
· Non rappresentano un rischio i piccioni che vivono in ambiente urbano ed in particolare i singoli animali morti.
· Chiunque rinvenga un volatile morto deve avvertire il Servizio Veterinario territoriale che interverrà valutando la segnalazione pervenuta.
· E' bene evitare di manipolare i volatili morti.
· In caso di contatto con essi, adottare le normali norme igieniche (lavarsi accuratamente le mani e altre parti del corpo venute a contatto con i soggetti malati o morti) e lavare gli indumenti o altri oggetti potenzialmente contaminati.

Principi base di protezione per gli operatori
· Adottare l'uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) per coloro che sono direttamente coinvolti nell'attività d'abbattimento.
· Destinare solo personale adeguatamente formato e strettamente necessario all'abbattimento dei volatili.
· Il personale dell'azienda agricola nella quale si sia verificato un focolaio e non destinato all'abbattimento degli animali infetti, deve evitare l'esposizione a fonti di contagio virale sospette o documentate.
· Limitare gli spostamenti delle persone all'interno o all'esterno delle zone a rischio.

Stretta sorveglianza delle persone potenzialmente esposte
I Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ASL sono responsabili della sorveglianza delle persone che sono venute a contatto diretto con gli animali e provvedono a:
· preparare l'elenco delle persone coinvolte nelle operazioni d' intervento nel focolaio, completo di dati anagrafici, recapito telefonico e indirizzo, al fine di poterle contattare;
· formare e informare dei potenziali rischi di infezione le persone che dovranno operare nell'allevamento;
· inviare una lettera contenente informazioni sulla malattia e sul Servizio da contattare (numeri telefonici, indirizzi) nel caso di comparsa dei sintomi: congiuntivite o forme febbrili che compaiono da 1 giorno dopo la prima esposizione fino a 7 giorni dopo l'ultima esposizione al sospetto focolaio;
· informare tempestivamente i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di libera scelta e i Sindaci dell'esistenza di un eventuale focolaio. (sc)

L'allerta in Toscana. Ecco le indicazioni
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