Terra Santa
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La presenza cristiana

I cristiani arabi di Terra Santa sono circa 300.000 tra Israele, Palestina e Giordania, su una popolazione totale di circa 14 milioni di abitanti. La maggioranza degli arabi cristiani è ortodossa. Ad essi si aggiungono molti lavoratori stranieri residenti temporaneamente in questi Paesi e provenienti dall'Africa, dalle Filippine e dall'Europa dell'Est.

13 Chiese hanno un proprio vescovo a Gerusalemme:
Ortodossi: Greci (patriarca), Armeni (patriarca), Siri, Etiopi, Copti (da segnalare la massiccia presenza di ortodossi russi);
Cattolici: Latini (patriarca), Melkiti, Maroniti, Siri, Caldei, Armeni;
Luterani;
Anglicani.

Negli ultimi 50 anni, la proporzione tra arabi musulmani e arabi cristiani è radicalmente mutata a favore dei primi, sia per il tasso di nascite molto più elevato presso i musulmani che per la massiccia emigrazione cristiana verso le Americhe e l'Australia, soprattutto a partire dalla Prima Intifada (1987).

I rapporti tra le Chiese cristiane e l'amministrazione israeliana sono spesso complicati da restrizioni circa l'ingresso e la libera circolazione di ministri di culto e religiosi provenienti da altri Paesi. Nel 2002-03, ad esempio, il Patriarcato Latino si è visto costretto a chiudere il proprio seminario di Beit Jalla per diversi mesi, per il rifiuto israeliano di accordare il visto d'ingresso ai seminaristi giordani.

D'altro canto, tra i cristiani palestinesi vi è diffusa preoccupazione sulla sorte futura della propria comunità, poiché i rapporti con i musulmani sono spesso tesi.

E' proprio questa insicurezza diffusa, le cui cause si trovano sia nel conflitto israelo-palestinese che nei rapporti quotidiani con i musulmani, che spinge i cristiani palestinesi a cercare di stabilirsi altrove.

L'incidenza dell'emigrazione è molto minore presso gli arabi cristiani con cittadinanza israeliana, residenti per lo più in Galilea.

L'OPERA DI CARITAS JERUSALEM
Caritas Jerusalem è un organismo interrituale, il cui consiglio direttivo è composto dagli ordinari cattolici con giurisdizione su Israele e Palestina ed è presieduto da mons. Michel Sabbah, Patriarca Latino di Gerusalemme.

Data la situazione di particolare bisogno che caratterizza i Territori palestinesi, la Caritas locale impiega la quasi totalità delle proprie energie e risorse nell'assistenza alle comunità più svantaggiate, spesso provate da anni di isolamento dovuto dalla politica israeliana di segmentazione del territorio attuata attraverso i posti di blocco militari.

Le attività di Caritas Jerusalem si possono raggruppare nei seguenti settori:

Sanità: poliambulatori gestiti direttamente nei villaggi di Taybeh e Aboud, entrambi nella regione di Ramallah, e a Gaza. Campagne di prevenzione ed educazione sanitaria nelle scuole e nelle comunità rurali, con particolare attenzione alle donne ed alle malattie infantili.

Tossicodipendenza: un centro specializzato nella Città Vecchia di Gerusalemme che offre consulenza e aiuto medico e psicologico ai tossicodipendenti della città araba ed alle loro famiglie.

Anziani: un centro Caritas a Ramallah si occupa degli anziani soli, per lo più a causa dell'emigrazione dei propri figli. In progetto la creazione di centri omologhi anche in altri centri urbani palestinesi.

Assistenza sociale: il dipartimento sociale di Caritas si occupa di sostegno scolastico, distribuzione di viveri e interventi di emergenza riguardanti casi particolari.

Crediti: sulla base di precisi criteri, Caritas Jerusalem è in grado di fornire piccoli crediti fino a 5.000 USD per necessità familiari, legate soprattutto alla manutenzione delle abitazioni.

Centri di sport e cultura: il primo di questi centri è in costruzione presso il villaggio di Ain Arik, grazie a fondi provenienti da Modena, ed uno è previsto per il villaggio di Aboud. L'idea è quella di fornire ai giovani dei centri isolati opportunità di aggregazione attraverso lo sport e gli strumenti per comunicare con il resto del mondo, primi tra cui l'alfabetizzazione informatica e la lingua inglese ed ebraica.

Progetti specifici: la Caritas locale è anche impegnata a rispondere a bisogni specifici, in particolare delle comunità rurali, attraverso la realizzazione o la compartecipazione in progetti specifici. Un esempio è il progetto per la costruzione di un acquedotto e di una rete idrica nel villaggio di Zababdeh, attualmente in corso di realizzazione.

Data la particolare situazione dei cristiani palestinesi e seguendo gli orientamenti dell'episcopato, l'attenzione di Caritas Jerusalem si concentra su quei progetti capaci di promuovere la permanenza dei cristiani in Terra Santa.

Educazione alla pace: si tratta di iniziative pensate per aggregare ragazzi dell'età di 10/14 anni sia cristiani che musulmani ed ebrei, per riflettere e pregare per la pace. Quest'opera ha anche un effetto educativo indiretto sulle famiglie.

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