Arezzo-Cortona-Sansepolcro

Settimanale della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
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«Portate a tutti la gioia del Risorto». Sono queste le parole tratte dalla liturgia della Pasqua che dominano il manifesto della «Quaresima di carità». L'iniziativa torna anche quest'anno ed è proposta dalla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro alle parrocchie, ai movimenti ecclesiali e alle associazioni che si trovano nel territorio diocesano.

Quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Giovanni Papini. Lo scrittore soggiornò per lunghi periodi a Bulciano, una frazione di Pieve Santo Stefano, dove chi scrive ha insegnato per quattro anni, quando lo scrittore ormai non tornava più in quella bella frazione che però viveva direttamente o indirettamente nel suo ricordo.

Se si scorrono le cifre della festa della Madonna del Conforto di quest'anno l'immagine che appare davanti agli occhi è quella di un'intera città ai piedi della Vergine.

Mercoledì 22 febbraio Cortona ha reso omaggio alla sua santa patrona, quella Margherita che, partendo da Laviano, suo paese natale, nel 1272, raggiunse Cortona, dove trascorse anni di preghiera, di penitenza e di carità fino a raggiungere le vette della santità.

La chiesa, intitolata a Santa Maria in Mama, che fa parte della parrocchia di Santa Teresa d'Avila, diventerà il secondo luogo di culto della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro in cui i rumeni di rito ortodosso potranno celebrare le loro liturgie.

Il 26 febbraio del 1490 l'immagine della Madonna, ora collocata al centro dell'altare maggiore nella chiesa della Santissima Annunziata di Arezzo, fu vista lacrimare.

Il 22 febbraio, giorno della nascita del fondatore dello scoutismo, è la «Giornata del pensiero». Occasione in cui tutti gli scout si ritrovano uniti idealmente in un momento di riflessione, dedicando un pensiero oltre che al loro fondatore anche ad una particolare tematica.

Arezzo si è inginocchiata ai piedi dell'immagine miracolosa della Vergine. In 50mila in cattedrale. Molti i bambini con i genitori. Nella cappella i fiori degli operai delle grandi aziende. Il Vescovo: «La città continui a guardare a Maria come a un modello cui tendere».