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A Camaldoli la preghiera interreligiosa di Pentecoste

Nel racconto degli Atti degli Apostoli della prima Pentecoste cristiana si dice che a Gerusalemme «c'erano uomini molto religiosi venuti da tutto il mondo» e ciascuno capiva nella sua lingua quanto annunciato dagli Apostoli.

Nel racconto degli Atti degli Apostoli della prima Pentecoste cristiana si dice che a Gerusalemme «c'erano uomini molto religiosi venuti da tutto il mondo» e ciascuno capiva nella sua lingua quanto annunciato dagli Apostoli.
Per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso la festa di Pentecoste rappresenta un'occasione importante per portare avanti il dialogo e la conoscenza reciproca tra gli uomini, «molto religiosi» che vengono da tutte le parti del mondo in misura certamente più considerevole di quanto avveniva a Gerusalemme subito dopo la morte, resurrezione e ascensione al Cielo di Gesù Cristo.
La comunità monastica di Camaldoli, da molto tempo impegnata nella ricerca di una migliore, reciproca conoscenza tra confessioni cristiane e grandi religioni del mondo, organizza per sabato 26 maggio alle ore 18, nell'atrio della chiesa del monastero, una preghiera interreligiosa con i rappresentanti delle fedi viventi in Casentino. Il titolo dell'incontro è «Amore per Dio, compassione per l'uomo».
Lo stesso argomento viene affrontato dal convegno su «La conoscenza di Dio nell'Islam» con particolare riferimento all'opera di Louis Massignon e alla testimonianza di vita di Charles de Foucauld. L'evento si tiene sempre a Camaldoli dal 25 al 27 maggio. L'incontro ha come scopo quello di approfondire una delle religioni monoteiste in un periodo di grande fibrillazione.
L'ufficio ecumenico della diocesi guidato da Luigi Spallacci auspica che all'iniziativa dei monaci camaldolesi sia data la dovuta attenzione anche da parte degli operatori pastorali aretini, chiamati ad operare in prima persona per favorire la conoscenza reciproca, il rispetto e la solidarietà tra appartenenti a fedi diverse, tutte però orientate a riconoscere il primato di Dio nella vita degli uomini.
Riuscire a parlare le lingue del mondo è un dono che lo Spirito Santo fa alla Chiesa, ma è anche un compito che impegna seriamente i cattolici chiamati, più di tutti in nome della propria adesione al messaggio evangelico, ad operare contro i distruttivi scontri di civiltà e a favorire il dialogo e la pace tra le diverse religioni.

L'ufficio diocesano
per l'ecumenismo
e il dialogo interreligioso

A Camaldoli la preghiera interreligiosa di Pentecoste
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