Arezzo
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Arezzo, laboratorio per «Scienza & Vita».

Nel territorio locale il comitato nato per il referendum sulla legge 40 lavora per difendere la cultura della vita, tutelando la persona dal concepimento alla morte naturale.

Indubbiamente l'agenda delle questioni bioetiche, in Italia come nel resto del mondo, è talmente densa di avvenimenti da rendere spesso necessaria l'azione in condizioni di urgenza. Così è nato a livello nazionale il comitato «Scienza & Vita», oggi associazione a tutti gli effetti, in occasione del referendum sulla legge 40 tenutosi nel 2005.
Quel referendum segnò una grande vittoria per il «popolo della vita»: l'astensione raggiunse i livelli più alti mai registrati nella storia dei referendum in Italia, bocciando sonoramente le proposte di chi voleva tornare alla deregolamentazione della pratica della fecondazione assistita. L'embrione uscì da quel referendum rafforzato nel suo stato di «portatore di diritti».
In quella vittoria «Scienza & Vita» giocò un ruolo fondamentale e in quella occasione divenne un punto di riferimento determinante soprattutto per quello che riguarda il confronto tra laici e cattolici. A questo si aggiunga un fatto che va al di là delle vittorie registrate nelle urne: «Scienza & Vita» ha svolto, allora come adesso, un lavoro culturale di fondamentale importanza per la formazione dei laici e per la presa di coscienza da parte loro di essere portatori di idee ragionevoli con pieno diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico.
Basti pensare ai «quaderni», strumenti preziosi consultabili all'indirizzo www.scienzaevita.org/quaderni.php, che trattano argomenti che vanno dall'educazione alla vita all'eutanasia. Proprio quest'ultimo tema è di strettissima attualità (tutti conoscono il caso di Eluana Englaro) e se si pensa che il quaderno che lo affronta è il numero 1 (dal titolo «Né accanimento né eutanasia») datato novembre 2006, si capisce come «Scienza & Vita» abbia saputo anche compiere opera di «prevenzione».
A questo, come nel caso citato del referendum sulla legge 40, si unisce l'azione determinata dall'epilogo triste della vicenda Englaro e dall'accelerazione dei lavori parlamentari per la stesura di una legge sul cosiddetto «fine vita». Un'azione che si è concretizzata nella stesura del manifesto «Liberi per vivere» (il materiale informativo è disponibile all'indirizzo www.scienzaevita.org/pagina.php?id=3 ed è stato recapitato a tutte le parrocchie d'Italia), che ribadisce il sì alla vita e il no all'eutanasia e all'accanimento terapeutico.
È importante sottolineare come siano ben 38 le associazioni che hanno sottoscritto il manifesto, da Azione Cattolica a Comunione e Liberazione, passando per Acli, Mcl e Medici cattolici. Segno di una rete laicale che sa dare risposte formative laddove si rendono necessarie.
Proprio a tal proposito, con riferimento alla realtà aretina, un ringraziamento particolare va al dottor Roberto Tiezzi, presidente provinciale dell'Mcl, che ha sostenuto la nascita di «Scienza & Vita» ad Arezzo, e al dottor Marco Rossi, che, durante la sua presidenza dei Medici cattolici aretini, ha sempre coltivato un rapporto di stima e collaborazione con «Scienza & Vita». Altrettanto preziosa è stata da subito l'opera di educazione alla vita dell'associazione «Casa Betlemme», con in testa la fondatrice Flora Gualdani, con la quale «Scienza & Vita» ha collaborato spesso per la realizzazione di eventi formativi e di aggiornamento in tema di bioetica.
Arezzo è senza dubbio un «laboratorio» che testimonia concretamente che è utile e necessario lavorare insieme per diffondere una cultura di vita con l'obiettivo della tutela della persona dal concepimento alla morte naturale. Ed è questa rotta che viene seguita giorno dopo giorno nell'impegno per il Vangelo della vita.

Arezzo, laboratorio per «Scienza & Vita».
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