Arezzo
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"Come i magi, guardiamo il cielo"

L'Omelia dell'arcivescovo Riccardo Fontana, in occasione della festa dell'Epifania, nel Duomo di Arezzo. "Cos’è la stella? È la bontà che si scopre ancora presente al mondo, mentre forse credevamo che fosse un miraggio".

Percorsi: Arezzo - Riccardo Fontana
"Come i magi, guardiamo il cielo"

“Come i Re Magi, anche noi ci presentiamo di fronte al Signore offrendo scrigni d’oro, fatti dal dominio di noi stessi. Essere Re significa essere capaci di comandare a se stessi, persone libere che sanno scegliere.

Gli offriamo l’incenso, che è il coraggio di adorare Dio, di essere amici di Gesù desiderosi di essere aiutati. Come l’incenso sale in alto, così noi offriamo la nostra capacità di andare verso Dio.

Gli portiamo la mirra delle nostre fatiche, la disponibilità a dare la nostra vita. Significa essere anche noi donati, nella Chiesa di San Donato”.

Queste le parole dell’arcivescovo Riccardo Fontana nell’omelia per la festa dell’Epifania, nel Duomo di Arezzo.

“Oggi – ha detto il Presule – la Chiesa celebra la rivelazione di Dio al mondo. Gesù si fa trovare da chi lo cerca, dagli uomini e dalle donne di ogni generazione. La nostra non è una fede di misteri, ma di rivelazione. Dio si è fatto conoscere”.

Poi la sottolineatura: “L’incontro con Cristo è il modo perché anche noi facciamo l’esperienza dei Magi. Perché così come si è manifestato ai Magi, il Signore si manifesta anche oggi a chi è capace di guardare in alto, alla verità e alla giustizia”.

Ma se Dio si è fatto vicino, “noi ci siamo fatti lontani?”, è la domanda di Fontana.

“A ciascuno viene riproposto di cercare il Signore, di fare un percorso interiore per trovare Dio. Lo diceva anche Sant’Agostino: ‘Se vuoi trovare Dio scendi dentro di te,  nella tua coscienza e nella tua storia’”.

Il Vangelo racconta che i Magi furono guidati dalla Cometa.

“Cos’è questa cometa?”, chiede ancora Fontana. ”È il segno, nel linguaggio biblico, dell’ultimo e definitivo esodo. Come quando Israele uscì dall’Egittto verso la Terra Promessa. L’evangelista Luca ha voluto dirci che l’esodo che conta, non è andare verso una terra ma incontrare Gesù. La Cometa è un segno nel buio della nostra notte interiore.

La stella che ci precede è il gusto che proviamo ad andare verso il vero e il giusto. Dà il senso all’uomo, fa superare gli steccati delle ideologie.

Cos’è la stella? È la bontà che si scopre ancora presente al mondo, mentre forse credevamo che fosse un miraggio. La bontà semplice, la storia d’amore di un uomo per un donna. Il sacrificio di chi tiene unita la sua casa, la fatica del lavoro per i propri figli. È l’amore che svela la presenza di Dio, tocca a noi accorgersi della stella”

Al termine della celebrazione l’arcivescovo Fontana è stato festeggiato per i 17 anni dall’Ordinazione episcopale.

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