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Cortona «etrusca» raccontata dal nuovo parco archeologico.

Giovedì 26 marzo l'inaugurazione di un'area con il tumulo arcaico, in attesa che riprendano i lavoro. E la città si allea con Castiglion Fiorentino e Chiusi per il biglietto unico nei musei.

La Valdichiana pensa al futuro guardano al passato. No, non è un controsenso, ma la realtà dei fatti di un comprensorio che può vantare un patrimonio archeologico invidiato nel mondo. Una ricchezza sparsa per tutti i comuni della vallata e per la cui valorizzazione sempre più si deve contare su una «rete». Proprio in questa direzione va andare l'accordo per la promozione e valorizzazione tra le città e i musei di Cortona, Chiusi e Castiglion Fiorentino, presentato nei giorni scorsi. L'obiettivo è quello di scavalcare i confini comunali e fare squadra per poter rendere ancor più «appetibile» l'offerta culturale e turistica di questo territorio.
Sempre in questa ottica appare ancor più fondamentale la realizzazione di quel grande parco archeologico i cui lavori erano iniziati del 2005, per poi essere stati in parte interrotti dopo il ritrovamento di ventuno tombe etrusche. Il parco al momento è diviso da strada e fiume e il progetto prevede di unire le due aree, riportando questa zona a come si trovava all'epoca degli etruschi. In attesa che questi lavori possano riprendere, giovedì 26 marzo sarà inaugurata nella stessa zona, dalla parte del «tumolo I», un'area che al proprio interno comprende l'imponente tumulo arcaico di proprietà dell'Accademia etrusca e di un primo punto di accoglienza per i visitatori dotato di servizi e bookshop. La struttura disporrà anche di un laboratorio di restauro finanziato dal comune di Cortona, realizzato dal Servizio opere pubbliche e coordinato scientificamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici in collaborazione con il Maec, il museio etrusco di Cortona. Si tratterà di una sorta di «catena di montaggio permanente», in cui si possa passare dagli scavi al paziente recupero dei materiali, fino al loro studio ed alla loro definitiva esposizione nel Maec.
Sempre nell'ottica di una valorizzazione dei bene archeologici del cortonese è stato organizzato, per lunedì 16 marzo a Cortona, presso il centro di Sant'Agostino, il convegno sul tema: «Antichità e futuro: la comunicazione archeologica». Una giornata di studi dedicata al tema della corretta veicolazione a tutti i tipi di pubblico dell'argomento archeologia, tramite le moderne tecnologie ed i classici supporti a stampa. Al convegno, aperto a tutti, che inizierà alle ore 10.30, parteciperanno alcuni dei più importanti archeologi italiani, giornalisti ed esperti della gestione dei beni culturali. Su tutti Salvatore Settis, direttore della scuola Normale superiore di Pisa. Lo spunto dell'incontro nasce dall'esperienza della realizzazione della nuova sezione del Maec, che prevede un racconto storico fondato su un solido progetto scientifico illustrato tramite oggetti e proiezioni multimediali, risultato del lavoro di un gruppo multidisciplinare specializzato in comunicazione, allestimento, grafica coordinata, dalla successiva realizzazione del sito internet del Maec e dal recentissimo inserimento su Facebook dello stesso (oltre 300 amici in meno di tre settimane di attivazione).
La nuova frontiera è quella tracciata dall'accordo tra i comuni di Cortona Chiusi e Castiglion Fiorentino. La storica intesa si basa su alcuni punti fermi: il «patto» tra i singoli Comuni per la creazione di un biglietto unico per la visita dei rispettivi musei, da realizzare entro la Pasqua 2009; la realizzazione di un convegno di studi sulle scoperte archeologiche insistenti negli antichi territori dell'intera Valdichiana, aretina e senese nel 2010; l'organizzazione di una mostra da effettuarsi in parte al Museo archeologico nazionale di Firenze e in parte nei musei territoriali nel 2011. A ribadire il sostegno a questo progetto è stata anche la presenza di Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini, conservatori del Maec, del direttore del Museo archeologico di Chiusi e di quello di Castiglion Fiorentino, tutti in sintonia per le scelte compiute sino ad oggi. Infine il sindaco di Cortona, Andrea Vignini, ha annunciato che i lavori di scavo presso il Melone II del Sodo ripartiranno in queste settimane e, nella convinzione degli archeologi, che potrebbero emergere nuove sorprese. Cortona etrusca non finisce di stupire.

Cortona «etrusca» raccontata dal nuovo parco archeologico.
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