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E l'assemblea diocesana aveva già portato alla ribalta il mondo degli adolescenti.

Le parole di Don Baresi, responsabile della pastorale giovanile, A giugno, spiegò come si può «educare oggi.

La prima cosa che chiedono oggi i giovani è il non restare soli, hanno paura della solitudine, hanno "fame di compagnia" ed in questo senso possono trovare nella comunità parrocchiale un punto fermo, che non è solo in grado di "sfamarli", ma offre molto di più. Non li disseta con l'oro e l'argento, ma con l'annuncio di Gesù». Si era presentato con queste semplici ma efficaci parole da "esperto educatore", lo scorso giugno a san Leo durante l'assemblea diocesana dal titolo «Educare oggi», don Valerio Baresi responsabile della pastorale giovanile della Liguria e della Toscana per i salesiani. Il relatore in quell'occasione aveva sottolineato come «le nostre realtà pastorali ed educative devono essere connesse tra di loro. Il rischio è di avere tanti fili, tante iniziative, senza creare mai una rete. È questo il male della concorrenza tra movimenti, tra congregazioni ed associazioni, di cui la nostra Chiesa è tentata ogni giorno». Altrettanto importante per il salesiano è il ruolo degli educatori: «Siamo prima di tutto noi che dobbiamo dimostrare che vale la pena seguire Gesù. Non si deve avere la pretesa di "possedere" i giovani, di poterli manipolare, ma si deve pretendere innanzitutto da se stessi di cambiare i propri atteggiamenti negativi che possono essere di cattivo esempio per i più piccoli».

E l'assemblea diocesana aveva già portato alla ribalta il mondo degli adolescenti.
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