Arezzo
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È davvero «volata alta la parola» nella basilica di San Domenico ad Arezzo.

E la poesia di Luzi «vola alta» a San Domenico.

È davvero «volata alta la parola» nella basilica di San Domenico ad Arezzo.

Si è diffusa in ogni angolo della navata e di un presbiterio quasi millenari. E' penetrata in profondità nell'animo dei tanti e fortunati aretini che hanno partecipato alla serata dedicata al poeta Mario Luzi ad un anno dalla morte. Ascoltare i versi di Luzi, letti con arte impareggiabile dall'attrice Ivana Monti e dal trascinate e coinvolgente Giovanni Maria Tenti, è come aver assistito ad un concerto composto da un insieme di inni.
E' stata un inno alla «parola» quando da «Vola alta parola» il poeta gli chiese: cresci in profondità, sii luce e non disabitata trasparenza. E' stato un inno all'«amore» quando, dal bisogno intimo di Luzi di cercare una pacifica convivenza in Palestina, inventa uno struggente dialogo fra un giovane musulmano e l'amata ebrea, fra un ragazzo ebreo e un'adolescente palestinese. E' stato un inno alla «pace» quando sono risuonate le parole del poeta composte dopo l'attentato all'Accademia dei Georgofili a Firenze nel 1993: Firenze ti soccorra la tua pietà antica, ti sorregga una fierezza nuova. Sii prudente, sii audace. Pace, pace, pace.
E' stato un inno alla «maternità» - e qui sembra di aver riassaporato l'amicizia che legò Luzi a Venturino Venturi, l'artista di Loro Ciuffenna che fece della maternità un emblema della sua opera pittorica - : Madre, madre mia l'essere molto amati non mendica la solitudine, la affina. E' stato infine un inno alla «fede, un'invocazione e una preghiera» quando, sotto il Crocifisso del Cimabue, sono stati letti tratti delle meditazioni scritte per la Via Crucis al Colosseo del 1999 con Giovanni Paolo II: L'offesa del mondo è stata immane. Infinitamente più grande è stato il tuo amore. Noi con amore ti chiediamo amore.
Le luci soffuse sapientemente concentrate su alcuni angoli della chiesa, le note musicali del pianista Alessandro Tricomi, della viola di Paola Pasquini, la voce del soprano Stella Peruzzi, hanno reso una notte aretina a suo modo magica. Per questo va detto grazie a Giovanni Maria Tenti che l'ha ideata e curata, a Albero Ciolfi presidente della Coingas che l'ha sostenuta e alla diocesi che l'ha promossa. Sono iniziative che ci riconciliano con l'uomo e con il valore della sua esistenza. Un'esistenza finalmente depurata da tanti inutili bisogni e utilitarismi.
Alessandro Gambassi

E la poesia di Luzi «vola alta» a San Domenico.
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