Arezzo
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Giani, «angelo» di Benedetto XVI «la mia vita a servizio del Papa».

È nato ad Arezzo il capo della gendarmeria vaticana. Intervista a «L'Osservatore Romano». È stato tra i fondatori della comunità giovanile del Sacro Cuore e dell'associazione «Rondine».

La nostra missione è simile a quella degli angeli: anche noi, come loro, siamo chiamati a proteggere qualcuno. Il Papa prima di tutto». L'aretino Domenico Giani descrive con queste parole, in un'intervista pubblicata su «L'Osservatore Romano» nei giorni scorsi, la propria attività di direttore dei servizi di sicurezza e della protezione civile della Città del Vaticano, che ricopre dal giugno del 2006. Quarantasei anni ad agosto, laureato in pedagogia all'Università degli studi di Siena, padre di due figli, prima di ricoprire la direzione della gendarmeria vaticana, è stato ufficiale della Guardia di Finanza, ha prestato servizio presso gli organismi di informazione e sicurezza della presidenza del consiglio dei ministri della Repubblica italiana. Nel 1999 il Giovanni Paolo II Giovanni Paolo II lo ha chiamato a ricoprire il compito di vice ispettore vicario del corpo della gendarmeria dello stato della Città del Vaticano. Due anni fa poi l'importante nomina da parte di Benedetto XVI, scelto per sostituire Camillo Cibin che da ben cinquantotto anni ricopriva quella carica. Un riconoscimento di notevole prestigio per l'aretino se si pensa che chi lo ha preceduto era stato dirigente dei servizi di sicurezza durante il Concilio Vaticano II e ha seguito papa Wojtyla nei suoi 104 viaggi apostolici all'estero. Nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro il Giani viene ricordato soprattutto per essere stato tra i fondatori della comunità giovanile del Sacro Cuore e dell'Associazione «Rondine, Cittadella della Pace», oltre che responsabile dei volontari nella Misericordia aretina. Una vita spesa al servizio degli altri e della Chiesa, ripagata con un ruolo di alto profilo e di grande responsabilità. «La protezione e la difesa del Pontefice in tutti i suoi spostamenti, compresi le visite pastorali in Italia e i viaggi internazionali e intercontinentali, è il nostro compito principale - spiega Giani dalle colonne del "L'Osservatore" - al quale tutta la gendarmeria deve sapere e potere provvedere. Sul territorio italiano è prevista una collaborazione interforze fra gendarmeria vaticana e ispettorato generale di pubblica sicurezza presso il Vaticano. Fuori dal confine italiano, la gendarmeria agisce in accordo con le autorità di polizia del Paese ospitante. In Vaticano, invece, siamo pronti ad intervenire 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno, per ogni evenienza con 130 uomini a disposizione». La funzione di Domenico Giani in questi ultimi due anni è stata anche quella di adeguare e rinnovare la gendarmeria vaticana in base alle esigenze che la realtà di oggi impone, come ad esempio il pericolo terrorismo. «Abbiamo istituito recentemente due reparti speciali - spiega Giani - che dipendono direttamente dal comandante del Corpo della Gendarmeria: si tratta del Gruppo di intervento rapido e del reparto antisabotaggio. Da qualche tempo poi abbiamo aderito all'Interpol, l'organizzazione internazionale di polizia criminale e siamo ora in attesa dell'entrata in vigore del nuovo regolamento per la gendarmeria, per ottimizzare il servizio che siamo chiamati a rendere». È un vero e proprio onore per tutta la diocesi essere rappresentata da una figura di tale rilievo, ormai conosciuta anche a livello internazionale. Un umile angelo che protegge la vita del Papa e che proviene dalla nostra terra.

Giani, «angelo» di Benedetto XVI «la mia vita a servizio del Papa».
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