Arezzo
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Guglielmino degli Ubertini: le sue spoglie in cattedrale.

L'11 giugno la traslazione dei resti mortali del Vescovo a cui è dedicata anche la lancia d'oro della Giostra di giugno.

I resti mortali del Vescovo di Arezzo, Guglielmo degli Ubertini, entreranno nella cattedrale di Arezzo. Accadrà mercoledì 11 giugno nell'anniversario della morte del presule durante la battaglia di Campaldino del 1289. Fino ad ora le spoglie del Vescovo erano custodite nella chiesa di Certomondo e, grazie alla comunità di Poppi, saranno traslate in duomo.
«L'avvenimento - scrive il Vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, nella lettera in cui annuncia l'evento - nasce dal desiderio della Chiesa, delle istituzioni e del popolo aretino di dare una giusta sepoltura a colui che in buona parte realizzò il duomo con il lascito del beato Papa Gregorio X e che oggi potrà essere finalmente collocato accanto allo stesso Pontefice». Prosegue monsignor Bassetti: «L'evento si distinguerà anche per l'importante significato verso le popolazioni aretina e fiorentina, così drammaticamente ferite dalla sanguinosa battaglia ed oggi unite da profonda amicizia e fratellanza sotto molti aspetti». La processione della traslazione prenderà avvio, a partire dalle ore 21, da porta San Clemente e si concluderà in cattedrale.
Proprio a Guglielmino degli Ubertini sarà dedicata la lancia d'oro della Giostra del Saracino del prossimo 21 giugno, mentre quella della Giostra di settembre sarà intitolata allo statista aretino Dc Amintore Fanfani. I soggetti delle due lance d'oro saranno presentati venerdì 16 maggio, alle ore 21,15, nell'auditorium comunale «Aldo Ducci» di via Cesalpino. Come è consuetudine, l'incontro è organizzato dalla Società storica aretina, in collaborazione con il servizio turismo, Giostra del Saracino e folclore del Comune di Arezzo. La figura di Guglielmino degli Ubertini sarà illustrata dallo storico medievista Gian Paolo Scharf. Invece, a parlare di Fanfani, uno dei maggiori uomini politici del secondo dopoguerra, di cui ricorre nel 2008 il primo centenario della nascita, sarà Agostino Coradeschi, studioso del Novecento.
Guglielmino degli Ubertini esce da una delle maggiori famiglie del territorio aretino, appartenente alla nobiltà di origine franca, ricca di possessi signorili in Valdarno e Valdambra, in Casentino e nella vicina Romagna. Viene eletto Vescovo di Arezzo nel 1248, dopo il Vescovo Marcellino trucidato dalle truppe imperiali di Federico II. Guglielmino detiene la carica fino alla morte, avvenuta nel 1289 e il suo episcopato è di conseguenza il più lungo della storia aretina, dopo quello di Emanuele Mignone.
Come Vescovo, l'Ubertini ristabilì la concordia fra i capitoli della Pieve e della Cattedrale con la famosa «unione guglielmina»; compì un'accurata visita pastorale nella diocesi; costruì il nuovo palazzo vescovile; protesse la presenza dei francescani in Arezzo; consacrò la chiesa della Verna; approvò gli statuti fondativi della Fraternita di santa Maria della Misericordia (oggi Fraternita dei Laici). Nel 1274 partecipò al concilio di Lione, al ritorno dal quale ospitò Papa Gregorio X, che morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, dove si svolse il successivo conclave. Grazie ad un lascito del pontefice, Guglielmino intraprese la costruzione della nuova cattedrale, realizzando quasi metà dell'edificio attuale.
Di famiglia ghibellina, l'Ubertini seppe destreggiarsi fra le parti e le fazioni del suo tempo, riuscendo ad instaurare una signoria di fatto sulla città. In questa veste, nel corso del penultimo decennio del secolo, guidò la riscossa magnatizia contro la parte popolare e dovette fronteggiare la controffensiva della nobiltà guelfa espulsa da Arezzo dalla parte avversa. Morì l'11 giugno 1289 combattendo nelle fila dell'esercito ghibellino che nella piana di Campaldino, nel territorio casentinese dei Guidi, si scontrò contro la lega guelfa egemonizzata da Firenze. La sua scomparsa aprì per Arezzo un periodo di instabilità e di conflitti intestini, destinato a protrarsi fino all'episcopato di Guido Tarlati (1312-1327).

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