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In diocesi scocca l'ora dei laici Non più «fotocopie» dei sacerdoti ma adulti nella fede che vivono il Vangelo.

E' un invito appassionato quello che si alza dal Consiglio pastorale diocesano, l'invito a riscoprire il ruolo dei laici nella Chiesa e nel mondo.

E' un invito appassionato quello che si alza dal Consiglio pastorale diocesano, l'invito a riscoprire il ruolo dei laici nella Chiesa e nel mondo. Dopo una «lettura dei segni dei tempi» nell'incontro di novembre, il Consiglio, riunitosi il 5 febbraio scorso, è stato sollecitato dal Vescovo ad approfondire il tema dei laici, un tema non certo inedito (lo ha affrontato diffusamente il Concilio Vaticano II), ma che oggi si pone in termini nuovi e più urgenti.
Il Convegno ecclesiale di Verona ha contribuito senza dubbio a porre nuovamente al centro la questione, a partire dalla categoria della testimonianza, che favorisce una considerazione non separata del laico, con la conseguente esortazione a cercarne la specificità da difendere in relazione alle altre figure ecclesiali. Una nuova lettura, nella prospettiva di una Chiesa missionaria, considera i laici nella comune vocazione di testimoni del Vangelo accolto, del mistero celebrato e della comunione vissuta.
È, in sostanza, quanto emerso anche dei gruppi di studio, che hanno condotto una vivace discussione a partire dalla esortazione post - sinodale Christifideles laici del Papa Giovanni Paolo II. Nel documento il Papa suggerisce l'icona della vigna del Signore e recupera il ricco patrimonio di riflessione sul laicato dal Concilio sino ai tempi più recenti. Ancora una volta, si riafferma l'«indole secolare» dei laici. Essi «sono persone che vivono una vita normale nel mondo, studiano, lavorano, stabiliscono rapporti amicali, sociali, professionali, culturali». E in riferimento a ciò, nei gruppi di studio si è più volte sottolineato il rischio di omologare la figura del laico a quella del sacerdote, «sfumando» troppo spesso i contorni dei rispettivi carismi, a scapito della comunione ecclesiale.
Tale equivoco chiama in causa il problema della formazione dei laici: occorre educarli ad una fede adulta, che sia in grado di declinare il Vangelo nelle questioni temporali esercitando un serio discernimento e assumendo responsabilità. Occorre anche adottare uno stile maggiormente dialogico, che presuppone una uguale dignità dei membri del popolo di Dio e anche la capacità di lavorare insieme, nel rispetto dei diversi ruoli e carismi.
Guardando al laicato, un posto particolare spetta alla famiglia, che si configura come un soggetto singolare in forza del sacramento del matrimonio. «L'impegno dei fedeli laici è quello di rendere la famiglia cosciente della sua identità di primo nucleo sociale di base e del suo originale ruolo della società, perché divenga sempre più protagonista attiva e responsabile della propria crescita e della propria partecipazione alla vita sociale».
Le riflessione su questo tema così importante proseguirà in marzo, quando il Consiglio diocesano incontrerà Paola Bignardi, ex presidente nazionale di Azione Cattolica, attuale presidente di Retinopera. La sua qualificata presenza costituirà un forte stimolo per i lavori del Consiglio: numerosi sono, infatti, i suoi interventi sul ruolo dei laici nella Chiesa (fra questi, molto apprezzato, quello al Convegno di Verona). Il confronto con i consiglieri permetterà a Paola Bignardi di offrire una lettura interpretativa della situazione della nostra Chiesa locale in ordine al tema trattato e, lo auspichiamo, a suggerire nuovi percorsi per un rinnovato impegno dei laici nel «cercare il regno di Dio trattanto le cose temporali e ordinandole secondo Dio». di Silvia Mancini

In diocesi scocca l'ora dei laici Non più «fotocopie» dei sacerdoti ma adulti nella fede che vivono il Vangelo.
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