Arezzo
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L'appello del vescovo di Arezzo alla città per riaprire la basilica con la croce del Cimabue

San Domenico chiusa per la mancanza di fondi dei restauri. Lettera anche al ministro Bondi. La diocesi stanzia 50mila euro e chiama a contribuire fedeli, istituzioni e categorie economiche

Arezzo, 24 novembre 2008
Ha destato sorpresa e preoccupazione nella città di Arezzo l'improvvisa interruzione dei lavori di restauro della basilica di San Domenico ad Arezzo, che custodisce il prezioso Crocifisso del Cimabue, recentemente restituito all'originario splendore dopo una complessa opera di recupero. I lavori, avviati da tempo a cura e spese della competente Soprintendenza ai beni artistici architettonici ambientali e storici, sono stati sospesi nei giorni scorsi a causa dell'insufficienza della copertura economica originariamente destinata dal medesimo ente, nell'attesa di nuovi stanziamenti richiesti per il nuovo anno finanziario. Il blocco dell'intervento ha avuto come conseguenza l'immediata chiusura al pubblico dell'antica chiesa domenicana.
La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e l'opinione pubblica sono state colpite per il rischio che il tetto della basilica possa cedere da un momento all'altro. Rischio che, ad oggi e almeno sino all'esito di una perizia già avviata a cura degli uffici amministrativi della diocesi, suggerisce precauzionalmente di tenere chiusa al culto la chiesa cittadina.
Come dimostra l'attenzione che in questi giorni è stata riservata alla vicenda, la nostra Chiesa locale e la città di Arezzo si sentono orfane di un luogo di fede e di preghiera particolarmente caro al popolo aretino, il cui prestigio storico e architettonico ne fanno uno dei monumenti cittadini più importanti e significativi, testimonianza delle profonde radici cristiane di questa terra e tuttora capace di attrarre numerosi visitatori da ogni parte del mondo.
La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il comune di Arezzo, con un documento congiunto, si faranno interpreti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali della necessità di reperire al più presto le risorse necessarie al completamento dell'intervento avviato dalla Soprintendenza.
Tuttavia, in attesa che questa comune iniziativa dia i frutti sperati, al fine di non disperdere tempo e risorse e di non privare ancora a lungo la città e la comunità cristiana della fruibilità della basilica di San Domenico, è indispensabile impedire la chiusura del cantiere e riprendere senza indugio il restauro.
Questo sarà possibile soltanto grazie alla generosità dei fedeli aretini, delle istituzioni, del tessuto professionale e imprenditoriale della città e della provincia, la cui sensibilità in questi ultimi decenni ha consentito di salvare e recuperare larga parte del patrimonio artistico e religioso del territorio.
La comunità diocesana, sollecitata dal Vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, sente in primo luogo l'impegno morale a restituire alla città la basilica domenicana e il Crocifisso del Cimabue e intende corrispondere alla fede e alla pietà popolare delle generazioni che l'hanno preceduta, testimoniati dal ricco tesoro culturale di cui le nostre città sono mirabili scrigni, destinando sin d'ora un contributo di 50.000 euro per la prosecuzione dei lavori.
La somma servirà a non interrompere il cantiere già in opera e a completare lo studio sulle reali condizioni del tetto già avviato dalla diocesi.
L'augurio del Vescovo è che questo segno di solidarietà non rimanga isolato e che ad esso si aggiungano i contributi di quanti hanno a cuore che Arezzo e il mondo intero ritrovino quanto prima un luogo dove, grazie all'ispirazione dello Spirito e alla generosità di quanti ci hanno preceduto nella fede, il genio dell'uomo ci ha donato un anticipo della bellezza di Dio.
Per poter contribuire alla ripresa dei restauri, è disponibile il seguente conte corrente bancario: Banca Etruria, agenzia 15 di via Ricasoli ad Arezzo, codice IBAN IT 12 Y 05390 14124 000000000100, intestato a diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, causale «Contributo per il restauri della basilica di San Domenico ad Arezzo».
Si ricorda che, se l'offerta è fatta da un'impresa, essa può essere dedotta dall'imponibile fino al 2% del reddito imponibile stesso. In questo caso l'impresa dovrà richiedere una ricevuta direttamente all'ufficio amministrativo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, in via Ricasoli, 3 ad Arezzo (telefono 0575.40.27-217).
Sono possibili deduzioni fiscali anche per le persone fisiche. Per chiarimenti, rivolgersi all'ufficio amministrativo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, in via Ricasoli, 3 ad Arezzo.
 
L'ufficio stampa
della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

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