Arezzo
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Sì alla politica, no alle beghe elettorali di bassa lega. La nota della diocesi del 19 marzo indirizzata agli uffici della curia, alle parrocchie e alle comunità religiose si muove in mezzo a questi due punti fermi.

La campagna elettorale non entri nelle parrocchie

Diffusa la nota della diocesi indirizzata agli uffici della curia, alle parrocchie e alle comunità religiose con le indicazioni in vista della campagna elettorale per le politiche e le amministrative. "La diocesi non intende in alcun modo partecipare alla competizione politica", si legge nel documento. E poi alcune prescrizioni: sacerdoti e religiosi non potranno suggerire quale parte politica votare e sarà vietato che nei luoghi destinati alle attività pastorali si svolgano manifestazioni, incontri e iniziative riconducibili ad attività politica.

Il clima di tensione che anche nell'aretino accompagna la campagna elettorale per le politiche e che già traspare in vista della tornata amministrativa di maggio non giova ad un'idea alta di politica. Politica che per i fedeli laici è «un'espressione qualificata ed esigente dell'impegno cristiano al servizio degli altri». Ecco perché la nota non può essere ridotta a una lista di divieti e non va letta come una presa di distanza dalla politica. L'impegno istituzionale dei laici è da apprezzare, ma il ruolo della Chiesa (e quindi della diocesi) non è quello di scendere nell'arena politica, ricorda Benedetto XVI nella sua enciclica. Per scongiurare «una pericolosa rottura della comunione ecclesiale» che potrebbe crearsi anche nell'aretino, vanno evitati suggerimenti dall'altare, spiega la nota. Una scelta saggia dettata dall'esigenza di non permettere che si giochi con la talare, come purtroppo è accaduto anche nel recente passato. Da qui l'invito ad astenersi «dal prendere parte ad iniziative politiche» e a «non consentire che nei luoghi e negli spazi destinati alle attività pastorali si svolgano iniziative riconducibili ad attività politica».

G.G.

Qui di seguito pubblichiamo la nota della diocesi
Tra qualche settimana le comunità civili della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro saranno chiamate ad eleggere i propri rappresentanti per il Governo del Paese e per quello di alcune amministrazioni locali.
Gli imminenti appuntamenti elettorali suscitano viva attenzione e intensa passione. Ogni elettore sarà chiamato a esprimere un proprio giudizio su programmi e progetti che indirizzeranno la vita della comunità nazionale e di quella locale per i prossimi anni.
Benedetto XVI, nella sua enciclica Deus caritas est, afferma che la politica «è più che una semplice tecnica per la definizione dei pubblici ordinamenti: la sua origine e il suo scopo si situano nella costruzione di un giusto ordine della società e dello Stato», mediante il quale ciascuno possa godere di ciò cui ha diritto e attraverso cui i beni fondamentali, che la ragione e il diritto naturale assegnano all'uomo, ottengano tutela e promozione.
Secondo la dottrina sociale della Chiesa, l'impegno politico dei fedeli laici è un'espressione qualificata ed esigente del servizio ai fratelli. E' quindi da apprezzare chi si dedica alla vita politica e ha come fine del suo agire il bene comune
Non compete, ovviamente, alla Chiesa «prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta e possibile» (Deus caritas est); né è compito dei sacerdoti e dei religiosi suggerire quale parte politica dia maggiori garanzie per la costruzione di un ordine sociale ispirato alla giustizia: tale atteggiamento, infatti, seppure ispirato da buona fede, potrebbe generare una pericolosa rottura della comunione ecclesiale. Certamente, la natura etica della giustizia affida alla Chiesa il compito di contribuire alla formazione delle coscienze che, muovendo dalla ragione e dal diritto naturale, riconoscano e realizzino, qui e ora, ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano.
Ciascun elettore che intenda pervenire ad un giudizio meditato e sereno in vista delle prossime elezioni potrà, quindi, trovare nel magistero della Chiesa un riferimento sicuro per discernere i valori sui quali si fonda una giusto ordine sociale. E su questa base si orienterà nella scelta della parte politica e degli uomini che diano maggiore affidamento per la promozione e la difesa di quei valori.
Da parte sua, la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro non intende in alcun modo partecipare alla competizione politica. I sacerdoti, i religiosi e le religiose, nonché gli organismi diocesani, zonali e parrocchiali si asterranno dal prendere parte ad iniziative politiche, sociali e culturali anche indirettamente riferibili ai partiti, ai movimenti politici e ai candidati, e non consentiranno che nei luoghi e negli spazi solitamente destinati alle attività pastorali si svolgano manifestazioni, incontri e iniziative riconducibili ad attività politica.

La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

La campagna elettorale non entri nelle parrocchie
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