Arezzo
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Il corso di formazione che si chiederà venerdì 5 maggio alle 17.30 nel seminario di Arezzo con una tavola rotonda sul sindaco «santo» di Firenze, Giorgio La Pira, guidata da Mario Primicerio.

La diocesi in prima linea per formare alla politica

Il corso di formazione che si chiederà venerdì 5 maggio alle 17.30 nel seminario di Arezzo con una tavola rotonda sul sindaco «santo» di Firenze, Giorgio La Pira, guidata da Mario Primicerio.

La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro scommette sulla politica. Una sfida lanciata a gennaio con il corso di formazione che si chiederà venerdì 5 maggio alle 17.30 nel seminario di Arezzo con una tavola rotonda sul sindaco «santo» di Firenze, Giorgio La Pira, guidata da Mario Primicerio. In ventisei hanno seguito per quattro mesi i nove incontri promossi dall'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro diretto da padre Antonio Airò. Un esordio più che positivo che sarà di buon auspicio per il secondo anno di lezioni.
Padre Airò, perché c'era bisogno di un corso sulla politica?
«Da tempo la Chiesa avverte l'esigenza di riprendere un impegno di formazione del laicato sulle questioni politiche e sociali. Negli ultimi anni coloro che si sono dedicati alla politica sono finiti ai margini della comunità cristiana, non hanno trovato un adeguato sostegno e hanno seguito percorsi individuali».
Che cosa è mancato?
«Una relazione organica fra l'impegno politico e la comunità cristiana».
A questo si aggiunge La crisi che sta investendo anche le istituzioni.
«Sì, stiamo vivendo un periodo di degrado sociale e politico a tutti i livelli che non può lasciarci indifferenti. Per questo è nato il corso. L'obiettivo è di aiutare le donne e gli uomini della nostra terra a spendere i loro talenti in uno degli ambiti più rilevanti della società: la politica».
Da qui l'idea dei due anni di lezioni.
«Esatto. Su impulso del vescovo, la diocesi ha scelto di fare la propria parte perché venga formata una nuova classe dirigente che sia al servizio del paese nel rispetto del pluralismo partitico».
Qual è stato il filo conduttore del primo anno?
«La conoscenza e lo studio della dottrina sociale della Chiesa. Infatti, il libro di testo è stato il nuovo Compendio della dottrina sociale».
Come si è articolato il percorso?
«Ogni capitolo del volume è stato analizzato da alcuni esperti di cui va sottolineata non solo la competenza ma anche la testimonianza cristiana».
E che cosa succederà dal prossimo autunno?
«A ottobre comincerà la seconda parte del corso. In tutto saranno 14 incontri che verteranno sulla storia del movimento cattolico, sulla dimensione psico-sociale e su alcuni temi specifici come l'economia, il mercato e le istituzioni».
Giacomo Gambassi

La diocesi in prima linea per formare alla politica
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