Arezzo
stampa

C'è un solo linguaggio capace di tagliare i muri come il burro, di attraversare i ckeck-point, di saltare qualunque steccato: quello dell'arte.

Le «Piazze di maggio» sotto il segno dell'arte

C'è un solo linguaggio capace di tagliare i muri come il burro, di attraversare i ckeck-point, di saltare qualunque steccato: quello dell'arte.

Rondine scommette sull'arte da anni, sapendo che è uno dei pochi strumenti in grado di richiamare la gente più diversa. Lo ha scoperto da anni, attraverso la sezione artistica diretta da Giorgio Albiani, facendone il perno della stagione di spettacoli estiva, il «VolArondine», ma al tempo stesso anche il perno del dialogo tra le differenze. Una ricetta riproposta in una serie di serate autoprodotte anche alle «Piazze di Maggio». Un esempio per tutti? La festa multietnica, un carosello di ritmi, tradizioni, radici diverse. Dalle melodie appenniniche dei Viulan alle scanzonate rime di Riccardo Marasco ma anche alle sue laudi più erudite e spirituali. Fino al rock interiore di Tom Phillips Bangura, alla spiritualità degli Shalom Klezmer, ai gitani del Rajastan, capaci di trasformare il palcoscenico in un vortice di musica, mangiafuoco, fachiri. E la musica è lì, sempre un passo avanti: come nell'esibizione di Loai al liuto arabo, con alcuni ospiti delle delegazioni a scatenarsi nella danza, spontanea, al ritmo anche delle note di Emad Shuman. Da Arezzo a Sansepolcro, forse il momento più intenso della settimana. In Cattedrale, sotto il Volto Santo e sotto le immagini della Resurrezione di Piero. Emozione davanti al monologo di Giuseppe. Uno straordinario Matteo Belli, accompagnato alla chitarra da Giorgio Albiani, nel ruolo più difficile: l'uomo di fronte ad un figlio del quale non capisce la natura divina e che segue nelle piccole vicende di ogni giorno, come un padre qualunque con un figlio qualunque. E infine il gran finale: circa 800 persone nella Basilica di San Francesco, intorno alle «Guerre di Piero», il primo spettacolo teatrale sotto gli affreschi dall'epoca del restauro. Il primo spettacolo teatrale sugli affreschi. Colori e volti che si «scollano» dalla parete e diventano i volti dei ragazzi di Rondine o delle guerre di oggi, in un gioco di parallelismi in sospeso tra la morte tragica di don Santoro e il dramma di chi è perso nel tunnel dell'anoressia: e tutto sul linguaggio leggero, spesso inconsistente della radio o dei tempi moderni. Radio presente, in immagine o in carne ed ossa, con alcuni dei suoi protagonisti: Massimo Cervelli degli «Spostati», Veronica Pivetti, Marco Baldini, a intrecciarsi con la musica condotta da Giorgio Albiani, da Silvio Trotta e da Gioacchino da Padova.

Le «Piazze di maggio» sotto il segno dell'arte
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento