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Le «storie di immigrazione» fanno scuola a Terontola.

In un volume gli studenti della media «Berrettini-Pancrazi» hanno raccolto le testimonianze degli italiani che andavano all'estero e degli stranieri sbarcati nel nostro comprensorio.

Nei locali del centro sociale «Tuttinsieme» di Terontola, nei giorni scorsi, è stato presentato il volume «Racconti di migrazione», frutto di un anno di lavoro degli studenti della locale scuola secondaria di primo grado «Berrettini-Pancrazi». Il libro raccoglie le testimonianze di persone italiane e di altre nazionalità che hanno in comune una storia di emigrazione: italiani che sono emigrati in Svizzera, Germania e Francia oppure stranieri che sono arrivati in Italia. I ragazzi delle seconde e terze hanno dedicato lo scorso anno scolastico ad incontrare queste persone e a raccogliere le loro narrazioni per trascriverle, inventando per ogni storia un titolo sulla base di ciò che più li aveva colpiti nello svolgersi del racconto. Scopriamo così titoli curiosi come «Mangiavamo solo pesche», «Ho imparato la lingua tedesca leggendo Topolino», «Comunicavo solo con i gesti», «Sulla nave giravamo la testa verso l'Albania», «Sono venuto in aereo», «Con i primi soldi una bella e pesante giacca per l'inverno», «Siamo stati fortunati».
La raccolta di testimonianze è stata realizzata con gli insegnanti Grazzini, Rossi, Cinaglia e Morelli, con il coordinamento di Carmen Ferrari, collaboratrice della Libera università dell'autobiografia di Anghiari. Grazie alla guida esperta di Carmen Ferrari e all'impegno degli insegnanti, è stato possibile per gli alunni, che hanno lavorato a fianco di genitori e nonni, stendere storie realmente vissute, in cui ogni narratore ha reso gli altri partecipi di una parte della propria vita, spesso difficile e dura, ma ormai superata, perché le difficoltà iniziali hanno lasciato il posto all'acquisizione della lingua e a un lavoro regolare, per cui, in un certo giorno, chi vive in un Paese prima straniero comincia a percepire se stesso come parte di un gruppo, in cui si incrociano saluti, poi conoscenze, quindi forti amicizie. Spesso questo percorso verso l'integrazione si svolge anche all'interno della scuola.
È stato così per molti stranieri di oggi, ma anche per tanti nostri connazionali che in tempi non lontanissimi sono emigrati all'estero, spesso lasciando in Italia figli ancora piccoli per poter guadagnare quanto bastava per poi ritornare e costruirsi una casa.
Il testo è stato presentato da Carmen Ferrari, dal dirigente scolastico Carla Bernardini e dall'assessore alle politiche sociali Marco Zucchini. Quindi sono seguite le testimonianze di prima mano di alcune persone che avevano già narrato la loro storia ai ragazzi di Terontola. Zio e nipote, provenienti dall'India, hanno quindi danzato, applau-ditissimi, sulle note di un brano tradizionale della loro regione, il Punjab; mentre uno dei ragazzi della scuola, Diego, che frequenta la terza, ha intercalato gli interventi eseguendo alla fisarmonica musiche del tempo dei nonni.
Questo progetto di recupero delle storia di migrazione si inserisce nel laboratorio territoriale sulla memoria del comune di Cortona, in una prospettiva di dialogo in senso diacronico e sincronico: da una parte le memorie dei nonni, alla scoperta delle radici culturali e sociali a cui si appartiene; dall'altra le esperienze altrui, alla scoperta delle diversità, nella volontà di superare ogni pregiudizio e di conoscere da vicino chi viene da paesi diversi.
In questa attività una componente importante è quella dell'assessorato alle politiche sociali, che sostiene da vicino tutte le attività di integrazione e di conoscenza storica che emergono dal territorio, nella certezza che questi momenti vanno condivisi anche all'esterno della scuola e nell'auspicio che trovino altri plessi scolastici in cui svilupparsi perché costituiscano validi fattori di crescita personale.
Momenti importanti per conoscere la realtà dell'immigrazione, un «mondo» di cui per tanto tempo anche gli italiani sono stati protagonisti e che anche grazie alle storie di nonni e bisnonni non appare poi così lontano. di Mara Jogna Prat

Le «storie di immigrazione» fanno scuola a Terontola.
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