Arezzo
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Sgomento, orrore e smarrimento. Come queste parole può essere riassunto lo stato d'animo del Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Gualtiero Bassettie dell'intera comunità ecclesiale di fronte all'efferato assassinio di due fratelli calabresi avvenuto nelle campagne di Terranuova Bracciolini, in Valdarno.

Uccisi due fratelli: lo sgomento della diocesi

Sgomento, orrore e smarrimento. Come queste parole può essere riassunto lo stato d'animo del Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro di fronte all'efferato assassinio di due fratelli calabresi avvenuto nelle campagne di Terranuova Bracciolini, in Valdarno.

«La Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro - dichiara il Vescovo - è sgomenta. A pochi giorni dalla Pasqua, un episodio di sangue che non sembra avere precedenti nella nostra provincia scuote dal profondo le coscienze».
Monsignor Bassetti si è ritirato in preghiera nella sua cappella privata dopo aver appreso la notizia. «Mentre ci stiamo preparando a celebrare il giorno della "vita", in cui Cristo ha sconfitto per sempre la morte - dice il Vescovo - mani anonime hanno seminato violenza, lutti e orrore. Questo barbaro episodio genera un forte senso di smarrimento fra la nostra gente, da sempre sensibile alle difficoltà del prossimo, aperta all'accoglienza e ostile alla criminalità». E il pensiero di monsignor Bassetti corre, in particolare, alla comunità cristiana del Valdarno, la vallata in cui è avvenuto il fatto e dove più forte è il disorientamento per l'episodio di sangue.
Il Vescovo non nasconde il suo sdegno: «L'impressione che si ricava da episodi come questi è che, per alcuni, la vita non valga davvero nulla e che possa essere annientata con estrema facilità e straordinaria ferocia. Sono messaggi terribili che vengono lanciati alla società e soprattutto ai giovani».
Monsignor Bassetti si rivolge direttamente agli assassini. «Si consegnino immediatamente alle autorità», afferma. E poi lancia un appello: «Chi sa qualcosa che possa tornare utile alle indagini lo comunichi alle forze dell'ordine». Infine, un pensiero per le vittime di questa tragica vicenda: «L'intera diocesi prega per i due defunti e per le famiglie colpite dal dolore e affida gli autori del duplice omicidio alla giustizia e alla misericordia di Dio».
Il delitto è stato scoperto domenica 9 aprile. I cadaveri di Ettore e Angelo Talarico, di 42 e 35 anni, originari di Cerva, in provincia di Catanzaro, erano stati sepolti in una buca di un metro. Dietro il duplice omicidio si potrebbe nascondere la mano della Ndrangheta.

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