Fiesole
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Fondazione "Giovanni Paolo II" e Misericordie insieme per Betlemme

Un ospedale per la chirurgia pediatrica a Betlemme. Un sogno che sta per diventare realtà. Infatti, la posa della prima pietra avverrà a fine ottobre. Poi inizierà la costruzione di questa opera. Promotore dell'iniziativa è la Fondazione «Giovanni Paolo II» che ha sede a Fiesole e di cui è presidente il vescovo Luciano Giovannetti. Ora si è aggiunto un partner importante: la Confederazione nazionale delle Misericordie che ha firmato un protocollo d'intesa per realizzare una stanza dell'ospedale. Valore stimato di 35 mila euro.

Percorsi: Diocesi di Fiesole

DI SIMONE PITOSSI
Un ospedale per la chirurgia pediatrica a Betlemme. Un sogno che sta per diventare realtà. Infatti, la posa della prima pietra avverrà a fine ottobre. Poi inizierà la costruzione di questa opera. Promotore dell'iniziativa è la Fondazione «Giovanni Paolo II» che ha sede a Fiesole e di cui è presidente il vescovo Luciano Giovannetti. Ora si è aggiunto un partner importante: la Confederazione nazionale delle Misericordie che ha firmato un protocollo d'intesa per realizzare una stanza dell'ospedale. Valore stimato di 35 mila euro. Di questo primo passo si fanno promotrici le 22 Misericordie della diocesi di Fiesole: Castagno d'Andrea, Castelfranco di Sopra, Castellina in Chianti, Castel San Niccolò, Dicomano, Faella, Fiesole, Figline, Gaiole, Greve, Montemignaio, Montevarchi, Pian di Scò, Poppi, Pratovecchio, Radda in Chianti, Reggello, Rufina, San Giovanni Valdarno, San Godenzo, Stia e Tavarnelle Val di Pesa. Ma la Confederazione non si ferma qui: lancerà la proposta a tutte le Misericordie d'Italia in modo che questo primo passo possa essere raccolto da altre Confraternite in modo da dare seguito al progetto. E la Fondazione poi, che per realizzare l'ospedale è sostenuta in parte da un finanziamento della Cei, sta cercando altri partner che la accompagnino in questa avventura.
«È importante l'accordo con le Misericordie – dice il Vescovo – perché ci permette di lavorare insieme a questa opera importante per vari motivi. Innanzitutto perché Betlemme è un simbolo della cristianità e questa opera ci aiuta a rafforzare il senso di appartenenza alla Terra Santa in cui davvero “tutti siamo nati”. In secondo luogo perché si tratta di un'ospedale chirurgico per i bambini che viene a colmare una grave carenza strutturale. Infine perché ci permette di fare una proposta concreta: spesso si parla di consumismo, soprattutto nel periodo che ci porta alle feste natalizie. Partecipare a questo progetto di solidarietà può essere un modo concreto di andare contro il consumismo».
Per le Misericordie, secondo il presidente della Confederazione nazionale Gabriele Brunini «questo è un momento forte che vede il coinvolgimento delle nostre realtà associative in un progetto della Chiesta italiana e in particolare della diocesi di Fiesole e delle altre chiese locali che lo sostengono». «È quindi l'opportunità di lavorare ad un progetto comune – continua – su una realtà importante e simbolica come Betlemme. Questo percorso coinvolge in prima linea le Misericordie della diocesi di Fiesole che se ne sono fatte promotrici per amicizia al loro Vescovo. Speriamo poi che altre Misericordie raccolgano questo invito a collaborare ad un progetto comune».
Per Simone Torrini, governatore della Misericordia di Fiesole e capofila delle altre, è «davvero una bellissima iniziativa». «Siamo stati coinvolti dal Vescovo in questo progetto – racconta – e piano piano abbiamo allargato il campo: ora tutte le ventidue Misericordie diocesane sono unite in questo cammino. È solo l'inizio di un'opera – conclude – che vogliamo continuare a sostenere nei prossimi anni». Ma l'impegno delle Misericordie non finisce qui. «L'idea – spiega Brunini – è quella di coinvolgere le Misericordie in altri progetti che possano andare in questa direzione. Per esempio un'esperienza di servizio civile all'estero presso la struttura ospedaliera di Betlemme. Si potrebbe pensare poi ad un esperienza di volontariato di giovani e medici».

Il progetto
l progetto ha l'obiettivo di allestire la prima Clinica di Chirurgia Pediatrica della Palestina, con servizi di Rianimazione ed Anestesia. La fascia di età interessata va da 1 a 14 anni (esclusa la fascia di neonatologia da O a 1 anno di età). La nuova struttura ospita 40 letti a disposizione dei piccoli degenti con la possibilità che anche le famiglie, mediante spazi dedicati, possano partecipare al percorso medico-sanitario dei loro congiunti. Trattandosi di una struttura chirurgica è evidente che l'intero plesso è interamente relazionato alla presenza delle unità operatorie con le relative dotazioni di supporto: l'intero sistema è configurato perlopiù per brevi periodi di degenza onde consentire un'ottimizzazione degli obiettivi che prevedono, date le esigenze e la domanda, un elevato standard di occupazione dei posti-letto. Parallelamente alla chirurgia il plesso è attrezzato per consentire un'adeguata assistenza per il percorso pre-operatorio e post-operatorio dei degenti usufruendo di locali ambulatoriali adeguatamente attrezzati e dotati delle tecnologie mediche più avanzate. Da rilevare che l'intera struttura, essendo appoggiata e collegata per i servizi generali all'Ospedale esistente, risulta essere interamente dedicata ai servizi medico-sanitari. Questa impegnativa fase di progettazione e dotazione dei presidi medico-chirurgici viene seguita con la Regione Toscana - Assessorato al diritto alla salute e con l'Ospedale Pediatrico "Meyer" di Firenze.

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