Fiesole
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Riflessioni sul piano pastorale/3 Famiglia, luogo di educazione alla fede

Uno dei temi proposti alla riflessione della comunità diocesana dal piano pastorale è stato quello della famiglia. Pensare la famiglia come Chiesa domestica, si diceva, significa proporre un nuovo volto di Chiesa e un nuovo stile pastorale, in cui la famiglia non è più oggetto ma modello e soggetto della vita della comunità cristiana.

Percorsi: Diocesi di Fiesole

Uno dei temi proposti alla riflessione della comunità diocesana dal piano pastorale è stato quello della famiglia. Pensare la famiglia come Chiesa domestica, si diceva, significa proporre un nuovo volto di Chiesa e un nuovo stile pastorale, in cui la famiglia non è più oggetto ma modello e soggetto della vita della comunità cristiana. Una prospettiva che chiama i coniugi a vivere con piena consapevolezza la pro-pria identità di ministri di comunione nella loro quotidiana vita familiare.

Le relazioni presentate al Convegno diocesano hanno fatto riferimento a più riprese a questo tema, sottolineando lo stretto legame che esiste e deve esistere tra la famiglia, la dimensione educativa e formativa della comunità cristiana e il dialogo con la realtà del territorio. «La priorità emersa dalle riflessioni dei consigli pastorali – si legge in una delle relazioni – riguarda la formazione delle famiglie e il loro coinvolgimento nella vita delle nostre realtà territoriali». Formare le famiglie, infatti, è la sola via attraverso la quale è possibile superare quella situazione fotografata da alcune relazioni per cui, appunto, la famiglia «non è ancora pensata come soggetto di pastorale». Il rischio, semmai, è quello di pensare itinerari eccessivamente settoriali, anche se è avvertita «l'esigenza di una formazione che deve ovviamente puntare sulle giovani coppie, sulle problematiche dell'educazione cristiana dei figli, del mondo della scuola e della richiesta di aiuto che da parte di molte famiglie viene circa le si-tuazioni di disagio relazionale».
Proprio in questa prospettiva, e anche considerata la complessità del panorama culturale in cui siamo immersi, da più parti è stata espressa l'esigenza che questa sfida formativa delle famiglie trovi sempre più accoglienza a livello zonale o vicariale, in modo da raggiungere risultati di maggiore efficacia: evitando una certa dispersione, infatti, i percorsi zonali o vicariali potrebbero offrire alle coppie una formazione «più attenta, aperta e autorevole». Una particolare attenzione è stata riservata, in questo senso, agli itinerari di preparazione dei fidanzati: «se pur preziosi come catechesi occasionale – si dice in una relazione –, essi devono rivolgersi soprattutto alle realtà dei giovani che non frequentano con assiduità la parrocchia». Occorre, in altre parole, individuare nuovi itinerari per i fidanzati, ipotizzando percorsi anche più prolungati, in forma, per esempio, di itinerari catecumenali, secondo modalità che in alcune zone sono state già sperimentate e che si ritiene opportuno estendere maggiormente.

In sintesi, le prospettive lungo le quali sembra che possa orientarsi il nostro cammino pastorale prendono spunto dall'idea della famiglia come modello della comunità ecclesiale in cui, appunto, le varie componenti della comunità, giovani e anziani, bambini e adulti, vivono un'autentica esperienza di comunione e di condivisione del proprio cammino di fede. Non solo, ma la comunità cristiana deve riscoprire, insieme alla famiglia, la sua specifica missione educativa: la formulazione di itinerari nuovi, così come lo stile educativo della stessa vita della comunità, sono elementi irrinunciabili per una crescita dell'identità cristiana, specie in un mondo che fa di tutto per soffocarla e ostacolarla, basti pensare alla continua pressione dei mass media.
Ancora, lo spazio della famiglia costituisce il luogo per eccellenza in cui la fede diventa vita e si traduce in scelte concrete e quotidiane: è nella famiglia che maturano le grandi vocazioni cristiane al matrimonio, alla vita sacerdotale e religiosa, alla missione. Così, alla famiglia è ultimamente affidato il compito di rendere possibile il dialogo tra la comunità cristiana e il territorio in cui essa vive, soprattutto la possibilità di incarnare stili nuovi di vita cristiana, risposte sempre creative a una situazione culturale e sociale in continua trasformazione.

In conclusione, l'invito che sembra di poter riconoscere nella riflessione del Convegno diocesano sul tema della pastorale familiare è quello a proseguire nella via fin qui intrapresa, e a far crescere ulteriormente questa consapevolezza: una Chiesa che, nello stile di famiglia, continua ad educarsi in vista dell'annuncio.
Andrea Lombardi
Alessandro Andreini

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