Fiesole
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Dal n. 10 del 7 marzo 2004 (ed. Fiesole)

S. Giovanni, il film dei bambini in gara al «Niff»

Una storia davvero fantastica che diventa realtà. Ovvero realizzare un film e partecipare a un concorso cinematografico internazionale. È successo agli alunni della scuola elementare paritaria delle Suore Agostiniane della SS. Annunziata di San Giovanni Valdarno. Fantasy story is living together è un film nato dalla rilettura di un libro scritto dai bambini con la piena ed entusiasta collaborazione di tutti i docenti e dei genitori stessi della scuola. Proprio pochi giorni fa, la Scuola ha ricevuto la notizia che il film è stato ammesso ad un concorso a livello internazionale, il Niff.
DI SIMONE PITOSSI

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S. Giovanni, il film dei bambini in gara al «Niff»

di Simone Pitossi
Una storia davvero fantastica che diventa realtà. Ovvero realizzare un film e partecipare a un concorso cinematografico internazionale. È successo agli alunni della scuola elementare paritaria delle Suore Agostiniane della SS. Annunziata di San Giovanni Valdarno. Fantasy story is living together è un film nato dalla rilettura di un libro scritto dai bambini con la piena ed entusiasta collaborazione di tutti i docenti e dei genitori stessi della scuola. Proprio pochi giorni fa, la Scuola ha ricevuto la notizia che il film è stato ammesso ad un concorso a livello internazionale, il Niff. Di che cosa si tratta? Di un festival cinematografico completamente virtuale. Venti film visibili su Internet con un semplice clic. La scommessa è della casa di produzione cinematografica Carofilm e di Cinecittà Digital, struttura interamente dedicata al mondo digitale nata nel 2002 negli storici «studios» romani.

La manifestazione, intitolata «Niff – Net Independent Film Festival», terminerà il 31 marzo. «Già questo – spiega la direttrice della scuola suor Elisabetta Chiariello – è un risultato superiore a tutte le nostre aspettative, dato che il nostro impegno di docenti aveva prima di tutto uno scopo formativo e didattico, e siamo felici di partecipare a tale concorso». Fino al 31 marzo il film potrà essere visto direttamente in video–streaming nel sito www.niff.it . Toccherà ai cyber-spettatori votare il migliore. La giuria infatti è composta esclusivamente dal popolo della Rete. L'opera vincitrice resterà online per un anno. Non solo la notizia è apparsa anche sul sito del Corriere della Sera (www.corriere.it) dove è possibile vedere uno spezzone del film. «Ci auguriamo che qualcuno, anzi, tutti i lettori di Toscanaoggi – osserva la direttrice – ci aiutino ad avere più voti possibili, dato che il lavoro non è proprio niente male!».

Il film ha avuto una duplice finalità. Innanzitutto, spiega suor Chiariello, «far conoscere agli alunni e a tutti gli spettatori, le più elementari regole che stanno alla base di un vivere comune nel quale la diversità, pur nelle sue reali difficoltà di incontro e di dialogo fra persone provenienti da culture diverse, diviene il motivo ispiratore e la molla che genera: un vivo desiderio di conoscere la lingua, la cultura e le tradizioni a cui appartiene l'altro diverso da me; un'attenta solidarietà; un'autentica amicizia; la capacità di saper ascoltare e dialogare; una più viva attenzione nel costruire relazioni significative; la condivisione di valori universali». In secondo luogo, continua la direttrice, «far incontrare gli alunni con il mondo del cinema attraverso le tappe fondamentali per la realizzazione di un film: dallo story-board all'utilizzo di tecniche cinematografiche (la macchina fotografica, la telecamera, gli effetti speciali, blu screen, l'illuminotecnica, l'uso della TV, l'utilizzo del computer per il montaggio, gli effetti sonori, il trucco)».

La storia narra le molteplici avventure di un normalissimo bambino di nome Giannino che interagisce con compagni di scuola provenienti da paesi diversi dall'Italia (Lin Cen è un bambino cinese, Nymbane è un bambino nigeriano, Holga è una bambina russa) e che si trova ad affrontare, insieme a loro e a sua sorella Giulia, dei «bulli» che rifiutano la diversità in tutti i sensi e li prendono in giro, perché hanno una reale difficoltà ad accogliere ed incontrare ciò che è «nuovo e diverso» e che li impegnerebbe in un lavoro personale di conoscenza dell'altro. «La fantasia tipica della fanciullezza – spiega suor Chiariello –, sostenuta da un vero spirito di gruppo, aiuterà i nostri amici a risolvere il problema di quei “bulli” di strada e a dare loro una “bella” lezione, che non dimenticheranno per un bel po'!». La conclusione del film dimostrerà che «vivere insieme» è veramente una storia fantastica e che esiste una vera e propria «ricetta» per realizzarla.

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Il sito del Niff

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