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L'Osservatore Toscano - Settimanale della Diocesi di Firenze
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A Firenze (ma non solo) ormai è un punto di riferimento della spiritualità e della cultura ben al di là dei confini ecclesiali. Per sei anni ha guidato - in una sorta di «prova generale» - la comunità monastica benedettina olivetana di San Miniato al Monte. Domenica 13 dicembre dom (sì, proprio così, con la «m», abbreviazione del latino dominus) Bernardo Gianni ha ricevuto dal cardinale Giuseppe Betori la benedizione abbaziale, iniziando così ufficialmente il servizio a vita - semel abbas, semper abbas, «una volta abate, sempre abate» - di superiore di quell’antichissima Abbazia.

«Passando attraverso la Porta Santa, che oggi abbiamo aperto in questa cattedrale e che nei prossimi giorni apriremo nelle due basiliche mariane della Chiesa fiorentina, sentiamoci chiamati a questa testimonianza evangelica per il nostro tempo, perché guardando alla nostra esistenza il mondo possa riscoprire il volto misericordioso di Dio e lasciarsi riconciliare con lui». Con queste parole, il Cardinale  Giuseppe Betori, come previsto nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, ieri, nella Terza domenica di Avvento, ha aperto la «Porta della Misericordia» della Cattedrale di Firenze. In diocesi verranno aperte altre due porte: sabato 19 dicembre alle 18 quella della basilica di Santa Maria all’Impruneta e la mattina di domenica 20 dicembre quella del santuario della Santissima Annunziata.

Nuove nomine in diocesi. Mons. Giancarlo Corti, Proposto della Cattedrale, è stato nominato nuovo Vicario per il Clero, in sostituzione di p. Giovanni Roncari divenuto vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello; al posto di mons. Corti, come Vicario per il Servizio della Carità, è stato nominato mons. Marco Domenico Viola, Priore di San Lorenzo; le competenze relative alle Problematiche Sociali, prima affidate a mons. Corti, vengono ora attribuite al Vicario Generale mons. Andrea Bellandi.

Mentre Papa Francesco apre la Porta santa della cattedrale di Bangui, in Centrafrica, anche la Chiesa fiorentina si prepara ad aprire le sue porte della misericordia.
La Bolla di indizione del Giubileo, Misericordiae vultus, prevede infatti che l’Anno Santo straordinario si apra martedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata (e cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio), quando il Papa aprirà la Porta santa della basilica di San Pietro. La domenica successiva, terza di Avvento, è previsto che una analoga «Porta della Misericordia» venga aperta in ogni diocesi: «Ogni Chiesa particolare - scrive il Papa - sarà direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa».

Dopo cinquant’anni, possiamo dire che le favelas di Salvador Bahia sono una periferia di Firenze. Una periferia lontana, dove però da cinquant’anni a questa parte non è mai mancata la presenza di preti, laici, religiosi e religiose della Chiesa fiorentina. Era il 1965 infatti quando il primo missionario diocesano, don Renzo Rossi, si imbarcava dal porto di Genova per il Brasile. Un anniversario che non poteva essere dimenticato: il Centro missionario diocesano ha voluto organizzare una mostra fotografica, un convegno in Palazzo Vecchio, una veglia di preghiera.

«Papa Francesco, che abbiamo avuto da poco la grande gioia di accogliere a Firenze, ha chiesto di dedicare quest’anno alla misericordia. Anche il presepe che vi invito a fare, come ogni anno, nelle vostre case, nelle scuole, in parrocchia e in ogni ambiente in cui vi trovate, è un segno di misericordia: la grande misericordia di Dio Padre che ci perdona, ci consola, ci è vicino in ogni difficoltà e che ha mandato in mezzo a noi suo Figlio, Gesù». Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori nella lettera con cui invita bambini e ragazzi a partecipare alla quattordicesima edizione di «Capannucce in città», l’iniziativa che vuole mettera al centro del Natale il suo vero significato: la nascita di Gesù.

«Il sacrificio di perderti è grande, ma nella Chiesa non c’è spazio per possessi egoistici, e quindi con fiducia ti affidiamo al tuo nuovo popolo e al suo presbiterio». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, si è rivolto a padre Giovanni Roncari, vescovo eletto di Pitigliano Sovana e Orbetello, che ha ricevuto l'ordinazione episcopale nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

«Ogni città è fatta di speranza», e la speranza «è la certezza del futuro che nasce dalla stima per quello che siamo adesso». Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, nel saluto pronunciato oggi in cattedrale, nella giornata di apertura del Convegno ecclesiale nazionale in corso nel capoluogo toscano.

“La Firenze più vera si consegna a voi, pur nelle contraddizioni di una storia inquieta e tormentata, e questo orizzonte vi indica come un traguardo e una missione: una sintesi di ricerca sincera e intensa del vero, di espressione in superbe forme di bellezza, di passione generosa e multiforme di carità”. Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha accolto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore i delegati delle diocesi italiane giunti a Firenze per il Convegno ecclesiale nazionale.

Cresce l’attesa e Firenze si prepara ad accogliere al meglio e festeggiare Papa Francesco che arriverà il 10 novembre in occasione del 5° Convegno ecclesiale nazionale. Sarà un evento eccezionale e storico per la città che dopo quasi trenta anni vede il ritorno di un Pontefice, l’ultimo fu nel 1986 Giovanni Paolo II. Seppure non si tratti di una visita pastorale, e non sono previsti incontri ufficiali, saranno tante le occasioni di vedere e salutare Papa Francesco che non mancherà come nel suo stile di ricambiare sorrisi e affetto.

Nessuno dei numerosi presenti si sarebbe aspettato una testimonianza da parte della Chiesa perseguitata resa con il sorriso sulle labbra e la dolcezza di un viso sereno. Così ha saputo colpire l’uditorio, numeroso e vario, mercoledì 21 ottobre nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile, il Patriarca di Baghdad Louis Raphael Sako: con dolcezza e mitezza, con un’apertura d’animo e una visione piena di speranza sul futuro dei cristiani in quelle terre dove nacque la fede di Abramo. È stato il primo incontro del ciclo annuale organizzato dalla Fies diocesana, centrato quest’anno sul tema della misericordia in sintonia con l’imminente Giubileo.

«Siamo grati all’Opera del Duomo, alle istituzioni, alle organizzazioni e singoli cittadini che hanno collaborato e collaboreranno per restituirci la bellezza del Battistero». È quanto ha dichiarato questa mattina il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, alla presentazione del restauro delle facciate del Battistero.