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L'Osservatore Toscano - Settimanale della Diocesi di Firenze
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«Stare vicino ai più poveri, creare forme di sostegno sociale e caritativo, impegnare tutti a uno stile di vita sobrio per poter meglio condividere». È questo l’invito che il cardinale Giuseppe Betori ha rivolto mercoledì al clero diocesano riunito all’eremo di Lecceto per la tradizionale assemblea che segna l’inizio del nuovo anno pastorale. Un supplemento di impegno che ci viene richiesto, senza dimenticare però che molto viene già fatto: «Diciamo grazie - ha aggiunto - alle nostre parrocchie e associazioni, ancora fedeli alle loro antiche tradizioni di accoglienza».
Nella relazione dell’Arcivescovo, come di consueto, anche l’annuncio di tutti i trasferimenti che riguardano parroci e vicari parrocchiali. A San Gervasio e Protasio arriva don Alessandro Berlincioni, a San Piero in Palco don Luciano Marchetti.

“E’ la città di Firenze, e non la comunità ecclesiale, a convocarci per parlare dei temi dell’umanesimo: temi che riguardano tutti”. E’ il saluto che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha portato al primo dei quattro incontri organizzati dall’amministrazione comunale in preparazione al Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà proprio a Firenze dal 9 al 13 novembre. “Tutti i convegni ecclesiali nazionali – ha ricordato Betori – hanno rappresentato delle finestre sui problemi dell’uomo. Oggi è la figura stessa dell’umano che è in gioco: questo è il senso del nostro interrogarci”. 

Erano oltre quattrocento i fedeli che lunedì 7 settembre hanno partecipato al quinto pellegrinaggio a piedi dalla Basilica di Santa Maria dell’Impruneta a quella della Santissima Annunziata, in occasione della vigilia della Natività della Vergine, carattarizzata a Firenze dalla tradizionale Festa della Rificolona. Guidati dal vicario generale mons. Andrea Bellandi e da don Filippo Belli, i pellegrini hanno raggiunto in serata piazza Santa Felicita dopo un cammino di quattordici chilometri accompagnato da canti e preghiere, con soste a San Giusto a Ema (graditissima l’acqua fresca offerta dal locale circolo Mcl!) e San Michele a Monteripaldi.

Di fronte al mistero della vita di Maria che si dischiude a questo mondo, siamo richiamati a riflettere anzitutto sul valore della vita in sé, della vita dei bambini in particolare. Dobbiamo aiutare a riconoscere in ogni nascita un miracolo, un dono d’amore, contrastando una cultura diffusa che ne svilisce il mistero e ne deprezza il valore».
Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori nell’omelia di martedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, durante la Messa celebrata nella basilica della Santissima Annunziata.

In seguito alla insistente raccomandazione  del nostro Arcivescovo, il cardinale Betori, di privilegiare su ogni altra iniziativa la formazione dei catechisti, l’ufficio diocesano propone a tutta la diocesi un vero e proprio mini-corso di formazione  di quattro lezioni. Il corso si ricollega ai temi che abbiamo affrontato negli anni precedenti  con  l’équipe di lavoro che abbiamo costituito.

Il cardinale Giuseppe Betori ha risposto all’appello di Papa Francesco, che domenica scorsa dopo l’Angelus in piazza San Pietro ha invitato parrocchie e istituti religiosi ad aprire le porte all’accoglienza dei profughi, e ha chiesto ai «fratelli vescovi» di sostenere questo impegno.
Nel suo comunicato, l’Arcivescovo spiega anche le modalità con cui le comunità parrocchiali possono offrire la loro disponibilità, invitando a mettersi in contatto con la Caritas diocesana per il necessario coordinamento e per operare in conformità alle norme in materia. Pubblichiamo, di seguito, il testo integrale del messaggio del cardinale Betori.

Passata l’estate, tempo denso di impegni per i campi e le altre iniziative pastorali con i ragazzi, i giovani e le famiglie, la ripresa delle attività ordinarie nelle parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali vede anche, come sempre, un momento di formazione e di comunione per i preti e i diaconi della diocesi.

La Musica nella Commedia dantesca» è l’appuntamento conclusivo della rassegna di musica sacra dell’Opera di Santa Maria del Fiore «O flos colende», martedì 8 settembre, data che come di consueto festeggia congiuntamente la Natività di Maria e la fondazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Lo spettacolo, sollecitato dall’occasione dei 750 anni dalla nascita di Dante, nasce da un’inedita coproduzione fra l’Opera di Santa Maria del Fiore e la Fondazione Teatro della Toscana e avrà come palcoscenico il Duomo di Firenze (ore 21.15, ingresso libero).

Quattro incontri culturali che spazieranno dai temi sociali all’Europa, dalla politica alla fede, e che serviranno come momento di riflessione e preparazione per la città in vista della visita papale del prossimo novembre. L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella e da Mario Benotti, consigliere del primo cittadino per i rapporti con le confessioni religiose.

«Offrire un pasto a chi ha bisogno, senza guardare a provenienza, religione, cittadinanza, è un servizio che vogliamo continuare a garantire: dovremo riorganizzarci, e per questo chiediamo aiuto alle parrocchie che già fanno tanto per darci una mano». Così il direttore della Caritas Alessandro Martini spiega la situazione che si è creata per la mensa di via Baracca, dove da circa vent’anni la Caritas diocesana dà da mangiare agli affamati.

Nel mese di settembre il Centro Diocesano per l’Ecumenismo, insieme alle Comunità ortodosse e riformate di Firenze, ha programmato una serie di incontri sulla cura del creato nella prospettiva del Vangelo. Una iniziativa che raccoglie uno dei messaggi della «Laudato si’», l’enciclica di Papa Francesco «sulla cura della casa comune».

Ultimamente in Mugello sono stati segnalati alcuni episodi di truffe o tentate truffe a danno di persone anziane. Così la Compagnia dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo, in collaborazione con l’Unione Montana dei Comuni del Mugello, ha stilato un vademecum rivolto agli anziani (ma anche ai familiari), con utili e pratici consigli per tenere gli occhi aperti e adottare comportamenti e accorgimenti di prevenzione, da diffondere sul territorio.