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A Firenze firmato un patto per l'amicizia tra cristiani e musulmani. L'incontro a un anno dallo storico documento di Abu Dhabi

A Firenze la comunità cristiana e quella musulmana si sono incontrate oggi per riflettere sullo storico "Documento sulla Fratellanza Umana" sottoscritto il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb. L'incontro è stato aperto dai saluti dell'Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori e dell’imam di Firenze Izzeddin Elzir che hanno firmato un testo in cui viene rinnovato l'impegno ad essere costruttori di pace.

Giuseppe Betori Izzedin Elzir

"Facendo tesoro della viva esperienza di dialogo che caratterizza la nostra città e con la piena condivisione del Documento per la Fratellanza umana, la pace e la convivenza comune, auspichiamo che questo nostro momento di riflessione, ci apra a un Percorso verso un rapporto più strutturato tra le nostre realtà religiose, per una sempre più feconda amicizia Islamico- Cristiana".

Così si legge nel testo firmato dall'arcivescovo di Firenze e dal responsabile della comunità islamica fiorentina. Entrambi, nei loro interventi, hanno sottolineato la tradizione di Firenze come città di incontro e di esperienze di dialogo fra culture e religioni diverse, ricordando l'Umanesimo fiorentino e, in anni più recenti, l'impegno di Giorgio La Pira. Si legge ancora nel documento firmato a Firenze: "La nostra presenza insieme vuol essere un segno tangibile dell’amicizia che ci caratterizza e che ci lega, sollecitati dalle nostre Fedi che si fondano sulla medesima Speranza, radicata nella fiducia dell’Azione di Dio che, essendo Amore, chiede la partecipazione libera e responsabile di ogni singola persona umana, senza mai abbandonarla. E’ questa comune Speranza che ci fa incontrare per conoscerci sempre meglio, per imparare gli uni dagli altri, per stimarci reciprocamente; affinché, resi pacifici nel cuore possiamo costruire percorsi di pace e di giustizia finalizzata al bene, camminando idealmente e fraternamente gli uni accanto agli altri verso la Sorgente di ogni realtà".

Durante l'incontro mons.Vittorio Ianari, della Comunità di Sant’Egidio ha illustrato il percorso storico del documento di Abu Dhabi, mons. Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, ha presentato significato e prospettive del Documento, mentre il prof. Mohamed Bamoshmoosh, responsabile culturale della Comunità islamica di Firenze si è soffermato sulla attualizzazione del Documento a livello locale. Infine il direttore del Centro Internazionale Studenti La Pira Maurizio Certini, e Bamoshmoosh si sono concentrati su alcune prospettive del cammino di amicizia in atto a Firenze da tanti anni.

L'incontro di oggi intende segnare infatti anche il primo passo verso un rapporto più strutturato tra le due realtà religiose per un’amicizia islamico-cristiana a Firenze. “Una lunga storia lega la comunità cattolica e islamica di Firenze, dagli incontri con i primi studenti universitari di fede islamica nella Sala Teatina, dove significativamente ci siamo incontrati oggi. La Sala del Centro è stata infatti (dal 1989 al 1992) la prima aula di preghiera della nascente Comunità islamica toscana e sede provvisoria del primo Centro culturale islamico della nostra città - hanno sottolineato Certini e Bamoshmoosch -. In queste stanze, sino dal 1978, per iniziativa dell’arcivescovo di Firenze card. Benelli che volle un Centro che desse dignità a ogni giovane internazionale e aperto al dialogo interreligioso, sulla spinta ideale di Giorgio La Pira e con l’attento e appassionato accompagnamento di Chiara Lubich e dei Focolari, è nato un rapporto di amicizia e di dialogo tra giovani basato su significative interazioni personali, sincere, aperte e collaborative. Un dialogo che si è poi dilatato con autonome iniziative di persone, di associazioni, di Chiese; mostrando come Firenze sia sempre città culturalmente aperta. Una città che in molte sue parti crede che il dialogo come stile di vita, realizza un diverso modo di incontrarsi e relazionarsi, portando così a superare stereotipi e pregiudizi, e a rendere vera ogni giorno una fraternità che afferma e garantisce le relative differenze. L’esperienza qui realizzata insegna come il radicamento in Dio offra un modo nuovo di guardare ogni uomo: il riconoscere la dignità dell’altro proprio in virtù del suo essere “altro” genera una reciproca accoglienza, un’amicizia tale da suscitare in ciascuno il desiderio di una mutua e più profonda conoscenza e solidarietà. Quello che ci proponiamo è strutturare un percorso verso un’amicizia islamico-cristiana sempre più ampio e inclusivo, costruire relazioni sempre più significative, per spargere nuovi semi di fraternità e di pace a Firenze, in tutto il territorio nazionale e oltre”.

L'appuntamento è stato promosso dal Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, dall'Istituto Universitario Sophia, dalla Comunità Islamica Firenze e Toscana e dalla Fondazione Giorgio La Pira, è una prima risposta all'appello contenuto nel documento di Abu Dhabi

A Firenze firmato un patto per l'amicizia tra cristiani e musulmani. L'incontro a un anno dallo storico documento di Abu Dhabi
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