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Betori: no all'apertura dei centri commerciali. «Difendiamo il Natale dall’offensiva consumistica»

«Ciò che è in gioco nell’apertura dei centri commerciali nei giorni di domenica e di festa – e che ultimamente qualcuno ha voluto estendere perfino a oggi, il giorno di Natale – non è la possibilità o meno di frequentare i riti religiosi, ma poter o meno avere spazi di umanità, di affetti familiari, di riflessione personale e distensione, di incontri amicali». Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori nell'omelia durante la Messa nel giornodi Natale

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Betori: no all'apertura dei centri commerciali. «Difendiamo il Natale dall’offensiva consumistica»

«Nel difendere la domenica e la festa, nel difendere il Natale dall’offensiva consumistica, ciò che sta a cuore alla Chiesa è difendere la persona umana e la società, non le pratiche religiose» ha proseguito l'Arcivescovo di Firenze, durante la celebrazione nella cattedrale di Santa Maria del Fiore

«Ho voluto soffermarmi un poco su questa vicenda dei centri commerciali che si vogliono aperti anche a Natale - ha aggiunto Betori -, non tanto perché questo sia oggi il più grave dei problemi della nostra società – ce ne sono ben altri, come attestano le cronache della guerra, della violenza e della povertà ogni giorno –, ma perché in esso emerge con tutta evidenza come laddove non si accetti il limite, quel limite che Dio ha abbracciato per stare con gli uomini, è l’uomo stesso che viene messo in crisi. C’è invece da riconoscere, e questo in tutti gli ambiti della vita umana, che è proprio il limite ciò che ci permette di stare nella storia, perché la storia è fatta di eventi concreti e non di assoluti, e di stare con gli altri, evitando prevaricazioni ed emarginazioni».

«Il bene di una persona - ha affermato ancora - non potrà mai essere cercato al di fuori della sua verità, cioè della sua natura più profonda, quella che, appunto, Dio ha tanto amato da assumerla nella persona del suo Figlio Gesù. Il riconoscimento che Dio offre alla condizione umana, assumendola come sua presenza nella storia, è un invito a inchinarci di fronte alla realtà, riconoscendone la verità, senza pensare che ci possa essere un bene per qualcuno che possa implicare la sua negazione o una sua affermazione decurtata». E ha concluso: «Quando in una società in cui ciascuno rivendica la libertà di poter attuare ciò che sembra opportuno per sé, l’unica libertà che non si vorrebbe riconoscere è proprio quella della coscienza, lo spazio più sacro della persona, l’ambito di noi in cui risplende la vocazione alla trascendenza»

Betori: no all'apertura dei centri commerciali. «Difendiamo il Natale dall’offensiva consumistica»
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