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Firenze, l'omaggio a Maria del cardinale Betori pensando a pace, lavoro, carcerati, e auspicando libertà di culto per i musulmani

Nella festa dell'Immacolata, il cardinale Giuseppe Betori ha reso il consueto omaggio a Maria. Tante le preghiere affidate all'intercessione della Madonna: la pace, la crisi che mette a rischio i posti di lavoro, l'auspicio di "forme regolate di flussi migratori", la libertà di culto per tutte le fedi (anche per i musulmani fiorentini, che rischiano di non avere più una moschea). Ecco il testo integrale. Prima della Messa, la benedizione del presepe allestito dall'Opera del Duomo.

Percorsi: Betori
Betori presepe

Omaggio alla B.V.M. nella solennità dell’Immacolata Concezione

Cattedrale di S. Maria del Fiore, 8 dicembre 2022

Come ogni anno, nel giorno in cui ti celebriamo libera da ogni male fin dal tuo concepimento, noi, Vergine Maria Madre di Dio e Madre nostra, veniamo a te per affidare alla tua intercessione presso tuo Figlio le necessità e le attese di questa città, che è tua. Così la vollero i nostri padri, l’8 febbraio del 1527, nel Salone del Cinquecento: con lo stesso atto con cui fu solennemente consacrata a Cristo “Rex Florentini Populi”, Firenze fu anche solennemente consacrata a te, Maria “electa et invocata per sua unica et particolare regina.

Ma in questo giorno il nostro sguardo necessariamente si allarga oltre i confini della città, per abbracciare tutte le miserie del mondo, in particolare il flagello della guerra che insanguina tanti paesi della terra e, dal febbraio di quest’anno, si è abbattuta sulla nostra Europa, con l’invasione dell’Ucraina, che sta portando morte e devastazione nel paese. A te, regina della pace, chiediamo di impetrare la conversione dei cuori, che muova l’impegno di tutti nel cercare la pace nella giustizia. Si spenga ogni volontà di potenza, siano riconosciute le ragioni della libertà dei popoli, ci sia una sincera ricerca di convivenza fraterna.

Al riconoscimento dei diritti dei popoli vogliamo accostare un’altra attesa, quella del rispetto della dignità di ogni persona, per favorire la crescita della solidarietà e della pace sociale. Ci colpisce in modo particolare la sofferenza di quanti sono coinvolti nelle varie crisi che attraversano il mondo del lavoro. Si abbassino le conflittualità, ci si indirizzi verso soluzioni condivise, tutti – imprese, lavoratori, istituzioni – si sentano chiamati a un responsabile impegno perché ci sia lavoro per tutti, e sia lavoro degno.

Nell’orizzonte della dignità della persona poniamo anche alla tua materna attenzione la situazione delle carceri. Il degrado non sembra diminuire, non si contrastano con efficacia i motivi che spingono alcuni fino a togliersi la vita, permane una concezione della detenzione come strumento puramente punitivo e non come cammino di redenzione in vista di un recupero personale e sociale. Chi ha il potere di invertire la rotta non resti sordo a questo grido di umanità.

Nel nostro cuore c’è anche la preoccupazione per quanti a causa di guerre, fame, squilibri climatici o il desiderio di un’esistenza migliore per sé e le loro famiglie chiedono di essere accolti nei nostri paesi, spesso dopo viaggi in cui la vita è messa in pericolo e per non pochi viene perduta. Ispira a chi governa i popoli modalità con cui l’aspirazione a una vita più degna possa trovare risposta in forme regolate di flussi migratori, che siano premessa di accoglienza e integrazione. Te lo chiediamo da questa città che dell’accoglienza ha fatto la sua identità nei secoli.

Non meno importante, nel contesto del rispetto dei diritti della persona e delle comunità, è il riconoscimento della libertà di confessione del proprio credo religioso e di esercizio comunitario del culto. Tutti siano mossi a concorrere affinché questo diritto diventi concreto, anche nella nostra città e per tutte le fedi religiose, non ultima l’islam, la religione che ti venera come l’eletta, la vergine madre di Gesù, colei che attesta la veridicità delle parole di Dio.

Infine ti chiediamo di dare forza alle voci di quanti si impegnano per la cura del creato, per ritrovare un giusto equilibrio tra l’umanità e l’ambiente in cui vive. Ce lo dicono soprattutto i giovani, coloro ai quali abbiamo il dovere di consegnare un futuro possibile. Aiutaci a ritrovare comportamenti dettati da giustizia e sobrietà, perché a nessuno manchi il pane e per la terra ci sia un domani.

A te affidiamo queste nostre preghiere e tu esaudiscile con il tuo amore di Madre.

Firenze, l'omaggio a Maria del cardinale Betori pensando a pace, lavoro, carcerati, e auspicando libertà di culto per i musulmani
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