Firenze
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In Seminario a Firenze l'incontro con il filosofo Fabrice Hadjadj

Giovedì 26 ottobre, presso il Seminario arcivescovile fiorentino, alle ore 10.30 riprenderanno gli incontri che ogni anno organizza l'Arcidiocesi di Firenze: quest'anno aprirà il ciclo di appuntamenti il filosofo Fabrice Hadjadj. Come sempre, l'incontro è rivolto a presbiteri, diaconi, religiosi ma aperto anche ai laici interessati e impegnati in un cammino di fede personale.

In Seminario a Firenze l'incontro con il filosofo Fabrice Hadjadj

La storia personale di Fabrice Hadjadj è molto interessante, infatti è figlio di due genitori ebrei di origini tunisine, maoisti, attivisti rivoluzionari nel maggio francese. È sempre stato ateo e anarchico con una visione nichilistica finché nel 1998 si è convertito al cattolicesimo di fronte ad una statua della Vergine Maria, nell’église Saint-Séverin, nel Quartiere latino, nel centro storico di Parigi. Così è stato battezzato nell’abbazia di Solesmes e dalla fede cattolica prendono forza, spunto e slancio la sua indagine filosofica e tutti i testi che ha scritto.
Attualmente Hadjadj insegna filosofia e letteratura a Tolone. Dal 2012 è direttore di Philanthropos, l’Istituto europeo di studi antropologici a Bourguillon, Fribourg (Svizzera). Collabora regolarmente a «Figaro littéraire», «Artpress», «Panorama» mensile di spiritualità e «Prier».
Ha sposato l’attrice Siffreine Michel ed è padre di sette figli, quattro femmine e tre maschi.
Autore di numerosi libri, molti tradotti in italiano come ad esempio: «Farcela con la morte. Anti-metodo per vivere» (Cittadella, Assisi 2009), «Mistica della carne. La profondità dei sessi» (Medusa, Milano 2009), «La fede dei demoni. Ovvero il superamento dell’ateismo» (Marietti, Genova 2010) ), «Il paradiso alla porta» (Lindau, Torino 2013) e con Thaddée Matura «L’utopia di Francesco d’Assisi» (EMP, Padova 2013).
A poco più di 30 anni, insieme con John Gelder, cura un’antologia a più mani, Objet perdu, alla quale collaborarono autori come Michel Houellebecq, Dominique Noguez, e Raoul Vaneigem. Il suo primo testo di rilievo è Réussir sa mort: Anti-méthode pour vivre, che ha vinto il Grand Prix catholique de littérature nel 2006. Si tratta di un saggio sulla morte nell’era tecnologica: «Ci tocca scegliere tra una liquidazione tecnica e una vita offerta. Non c’è alternativa: darsi la morte o donare la vita per ciò che ne vale la pena». Vince il Prix du Cercle Montherlant - Académie des Beaux-Arts nel 2009, e nel 2010 il Prix de littérature religieuse.
Siamo sicuri che sarà un incontro interessantissimo e molto stimolante con cui iniziare il percorso spirituale annuale che la nostra Arcidiocesi ci propone legando i vari appuntamenti con il filo rosso del tema che quest’anno pastorale 2017-2018 sarà: «Quale spiritualità per la Chiesa italiana secondo Papa Francesco?»

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