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La Valdelsa in attesa della Visita pastorale

Il 13 gennaio con i vespri solenni nella chiesa di San Francesco a Castelfiorentino il nostro arcivescovo, il cardinale Giuseppe Betori, aprirà la visita pastorale nel Vicariato della Valdelsa Fiorentina: i sacerdoti del vicariato raccontano la preparazione.

La Valdelsa in attesa della Visita pastorale

«Una grazia», dice don Marco Viola, proposto della parrocchia di Santa Verdiana a Castelfiorentino; «un momento importante per molti; non solo un passaggio veloce, celebrativo, un’occasione limitata alla comunità, ma un’opportunità di grazia per tanti che possono trovare nell’incontro col Vescovo un supplemento di speranza, guardando a quel pastorale che richiama la continuità con il ministero di Gesù Buon Pastore».
«Il nostro arcivescovo in mezzo a noi è sicuramente un grande dono dello Spirito», continua don Crisostomo Jr. Cielo Crisostomo, che segue la comunità parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria a Ortimino, «perché diventa un’opportuna occasione per la nostra parrocchia di dare vitalità al nostro cammino della fede, verificando che sia davvero una casa di comunione, di preghiera e una scuola di formazione, e di incrementare la nostra passione e l’impegno per la nuova evangelizzazione, intensificando la collaborazione fra tutti e con tutti». «Sarà un momento importante per me e per la mia parrocchia», afferma don Dino Fusi, da poco parroco di Vico d’Elsa, «per riprendere e mettere in moto la fede, essere confermati in essa. E’ l’opportunità di riscoprire l’essere Chiesa, la gioia di essere cristiani, le motivazioni della nostra fede».
«Personalmente sono contento che il Vescovo venga a visitare una comunità così piccola come la nostra, quindi, umanamente parlando, apparentemente insignificante», prosegue don Razvan Laurescu, amministratore della parrocchia di Santa Maria Assunta a Petrazzi. «Abbiamo preparato un programma, un calendario di appuntamenti», spiega don Gaetano Risicato, parroco di Fontanella e di Cambiano-Sala. «Il Vescovo incontrerà in momenti diversi gli anziani, i malati, i bambini e i ragazzi del catechismo e tutti i parrocchiani. Con il Consiglio Pastorale avevamo pensato di fare un volantinaggio per sensibilizzare le persone alla visita pastorale e metterle a conoscenza di essa. Spero che la gente, grazie alla venuta del Vescovo, riscopra il Vangelo e cosa vuol dire essere cristiani; spero in uno scossone che aiuti a superare i preconcetti religiosi che possono essere un ostacolo all’incontro con Cristo, i limiti e gli ostacoli della religione fai-da-te. Spero che grazie alla presenza e alle parole del Vescovo si riesca a rompere certi schemi e barriere di falsa religiosità».
Oltre ad una programmazione di incontri, c’è anche una preparazione spirituale delle comunità a questo evento. «La preghiera anzitutto», sottolinea don Gaetano. «Nella nostra parrocchia è stata preziosa la presenza dei missionari Vincenziani che hanno animato la nostra comunità parrocchiale per due settimane», spiega don Marco. «Anche Petrazzi si sta preparando con la preghiera e specialmente con l’adorazione eucaristica ogni giovedì», aggiunge don Razvan. «Nella nostra  comunità», prosegue don Crisostomo, «cerchiamo soprattutto di creare, con l’aiuto del Signore e del suo Santo Spirito, il clima di fede più adatto, perché la visita pastorale venga vissuta da tutti più come una grazia che come un fatto organizzativo o come vuota formalità, promuovendo  momenti di preghiera e predisponendo una serie di incontri formativi su temi quali il Credo della fede cattolica, i ministeri nella Chiesa e i tre pilastri della comunità parrocchiale: Parola, Liturgia e Carità». «Ai momenti di preghiera, all’incontro con il Vicario generale e ad una settimana mariana si aggiunge ora la diffusione della notizia della visita pastorale tra le persone, perché tutti possano venirne a conoscenza», spiega don Pierfrancesco Amati, parroco di Certaldo. «Bisogna senza dubbio guardare non all’aspetto burocratico della visita del Vescovo, ma a quello più profondo che interroga ciascuno di noi», conclude don Dino.
Aspettative e attese? La prima è quella dei fedeli, che attendono la visita del loro Pastore. «Spero che tanti possano incontrare il Vescovo, non solo i parrocchiani. So che è atteso da molte categorie di persone», afferma don Marco. «Per la comunità non mi aspetto particolari frutti di grazia proprio perché lo Spirito Santo possa agire liberamente e la gente sia ben disposta ad accogliere i doni che il Signore le vorrà fare», prosegue don Razvan. Da parte delle persone, «c’è la nostra voglia di confrontarsi con l’arcivescovo a cuore aperto», dice don Crisostomo, «nel riconoscere i nostri successi e fallimenti e avere, quindi, da lui, consensi e suggerimenti proprio come dei figli che si confidano col padre riuniti attorno alla stessa mensa, narrandogli dubbi, fatiche, ansie, preoccupazioni e ricevendo in cambio ascolto paziente, consigli e incoraggiamenti».  
«Con la visita pastorale mi attendo che il Vescovo possa rendersi conto maggiormente della situazione concreta, pratica delle parrocchie del vicariato e del clero», conclude don Pierfrancesco Amati, in qualità di Vicario foraneo della Valdelsa fiorentina. «Oltre che per la gente, mi aspetto che questa visita sia importante anche per il Vescovo, per avere dall’incontro con le comunità una percezione maggiore della popolazione nella sua concretezza, poter conoscere nel dettaglio le situazioni e aiutare le parrocchie ad assumere quella nuova immagine missionaria che le sfide di oggi le richiedono. C’è un popolo cristiano da educare ed un popolo non cristiano da evangelizzare».

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