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Riapre al pubblico l’oratorio del Ceppo: qui arte, preghiera e carità vivono insieme

Riapre al pubblico con un nuovo percorso espositivo la sede della Compagnia di San Niccolò di Bari, che i fiorentini conoscono come «Compagnia del Ceppo»: uno scrigno di tesori che era stato devastato dall’Alluvione, e che adesso, dopo 22 anni di restauri, si presenta completamente recuperato. MA non è solo un museo: è un ambiente vissuto, dove da seicento anni la confraternita che qui si riunisce porta avanti attività di preghiera e di carità.

Percorsi: Confraternite
Riapre al pubblico l’oratorio del Ceppo: qui arte, preghiera e carità vivono insieme

«Questo è un luogo vissuto, non un museo. Uno spazio unico in cui opere d’arte importantissime, presentate in un nuovo percorso espositivo, si uniscono all’opera di una confraternita attiva ininterrottamente da seicento anni». La storica dell’arte Ludovica Sebregondi ha presentato così l’oratorio della Compagnia di San Niccolò di Bari, che i fiorentini conoscono come «Compagnia del Ceppo»: uno scrigno di tesori che era satto devastato dall’Alluvione, e che adesso, dopo 22 anni di restauri, riapre al pubblico.
L’oratorio ha subito danni incalcolabili nel corso dell’alluvione del 1966, con l’acqua che raggiunse un’altezza di 5 metri e la Soprintendenza si attivò subito prelevando le opere danneggiate e mettendole in sicurezza. Poi, nel corso degli anni, ha provveduto al restauro delle opere mobili e alla loro ricollocazione. Nel 1996 era stato restaurato il portale esterno, per mettere in sicurezza i locali; da allora molti altri lavori però sono stati necessari, anche per impedire il rischio di un crollo del tetto, come accaduto altrove e per recuperare il prezioso crocifisso del Beato Angelico
L’inaugurazione lo scorso 6 dicembre, proprio nella festa di San Nicola a cui la Compagnia è dedicata, prima con la Messa presieduta dal cardinale Giuseppe Betori e poi con la presentazione dei lavori, finanziati dalla Fondazione CR Firenze.
«Per noi è una giornata di ringraziamenti» sottolinea mons. Alberto Alberti, assistente ecclesiastico della Compagnia. «Tutte queste attenzioni - sottolinea - ci dicono che le nostre confraternite con la loro storia possono dare colore a questi tempi grigi. Quella di San Nicola è una confraternita di preghiera e di carità, soprattutto verso i giovani: carità esercitata come testimonianza di fede. Il nostro passato è la molla per andare avanti, con ottimismo: c’è tanto bene nascosto, a Firenze, che non fa notizia ma opera quotidianamente. Questo - ha aggiunto - è anche un luogo di ecumenismo, tutti i lunedì qui si prega per l’unità dei cristiani, guardando soprattutto alle Chiese cristiane d’oriente, i luoghi da cui proveniva San Nicola. Una piccola confraternita che vuole diffondere amore, pace, rispetto per ogni persona».
Il «gioiello» artistico più significativo è il Cristo crocifisso di Beato Angelico, che dopo il restauro all’Opificio delle Pietre Dure era stato esposto nella sede della Fondazione CR Firenze e ora ricollocato nella sagrestia.
Grazie a questo lungo e complesso intervento la sede della Compagnia del Ceppo è ora aperta al pubblico per consentire le visite il primo giovedì del mese verso le 17, alla fine della messa e il lunedì dopo le 19.15. E’ inoltre aperta, su prenotazione, per i gruppi telefonando al numero: + 39 349 3633275 o inviando una email a compagnias.niccolodelceppo@yahoo.it.
Per valorizzare tutto il complesso, Elisabetta Nardinocchi e Ludovica Sebregondi hanno individuato un percorso espositivo, su progetto dell’architetto Antonio Fara, che consente di ammirare dipinti, sculture e arredi e di avvicinarsi agli usi di una comunità dedita fin dalle sue origini all’insegnamento dei principi religiosi a bambini e fanciulli. Un sodalizio che, nel corso dei secoli, ha mantenuto una fortissima attenzione per la musica. Proprio in questo oratorio, il 3 agosto 1776 fu eseguita una messa cantata che è stata tra le prime composizioni di Luigi Cherubini allora sedicenne ed entrato da bambino nella Compagnia e i discendenti del compositore, presenti alla conferenza stampa, si sono detti molto emozionati nel visitare per la prima volta questo ambiente. Sono venuti a Firenze, rintracciati dal Maggio Musicale e dall’Opera di Santa Croce, per dare seguito all’ appello del maestro Riccardo Muti perché le spoglie di Luigi Cherubini siano traslate da Parigi alla basilica di Santa Croce dove le attende un cenotafio che fu costruito successivamente alla scomparsa del maestro.
Contribuisce alla conoscenza del luogo anche la pubblicazione «La Compagnia di San Niccolò di Bari detta del Ceppo» a cura di Ludovica Sebregondi (Polistampa) con prefazione del cardinale Giuseppe Betori, pensato proprio per accompagnare e invitare alla visita anche ad un pubblico meno distratto.
Alla presentazione alla stampa, sono intervenuti anche Ugo Bargagli, Dirigente della Fondazione CR Firenze; Claudio Paolini, funzionario di territorio della Soprintendenza; Urbano Alli Maccarani, Guardiano della Compagnia di San Niccolò di Bari della del Ceppo.

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