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Camaiore, risponde il candidato sindaco Marco Daddio

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha preparato alcune domande che, attraverso il Settimanale Diocesano ToscanaOggi-LuccaSette, sono state poste anche ai candidati sindaco del Comune di Camaiore. Le elezioni ci saranno il prossimo 11 giugno.

Camaiore, risponde il candidato sindaco Marco Daddio

Daddio ha 43 anni, è imprenditore, ex giocatore di pallavolo, sposato, con un figlio. È consigliere comunale uscente, eletto nel 2012 in una Lista civica, ora si presenta candidato Sindaco con la Lista «Passione & Idee per Camaiore».

Quali sono i progetti per il volontariato e per le associazioni presenti sul territorio?
Il mondo del volontariato in tutte le sue espressioni è una delle colonne portanti della nostra società ed io intendo valorizzare le iniziative che proverranno dalle associazioni presenti sul territorio Camaiorese e non consapevole della bontà delle finalità che esse perseguono. Nel programma che sto presentando all’attenzione dei miei concittadini c’è espressamente dichiarata la massima disponibilità ad offrire anche paternariato alle associazioni che promuoveranno iniziative di interesse pubblico.

Quali forme di partecipazione intende promuovere per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte comuni e favorire un superamento della diffusa disaffezione nei confronti della politica?
Troppo spesso si è abusato del termine “partecipazione”senza poi applicarne il vero significato.I cittadini vanno stimolati a “dare”alla pubblica amministrazione per poi “chiedere” giustamente un ritorno in termini di chiarezza, coerenza e tempestività nelle decisioni che essa va prendere.Una partecipazione seria vuol dire questo secondo il nostro modo di pensare: instaurare un continuo scambio di impressioni nei vari campi amministrativi dove i cittadini si sentano liberi di esprimersi con le proprie esperienze che devono essere recepite e fatte proprie dagli amministratori.In questo modo, e solo in questo, si potrà recuperare un serio rapporto fra le parti come le società più evolute socialmente sono in grado di instaurare

Che cosa pensa di fare per la trasparenza della pubblica amministrazione?
La trasparenza e il cosiddetto “Palazzo di vetro” sono alla base del recupero della fiducia dei cittadini nella politica.Il coinvolgimento dell’opinione pubblica nelle decisioni che contano, l’interscambio di esperienze come già detto, la presenza continua degli amministratori sul territorio, la disponibilità a “concedersi”alle necessità spesso impreviste ed imprevedibili costituiscono, secondo noi, il vangelo della buona amministrazione.

Di fronte al fenomeno immigratorio, che investe anche la popolazione camaiorese, quali politiche intende attuare per un’effettiva integrazione nel rispetto delle diversità culturali?
Il fenomeno ormai dilagante dell’immigrazione rappresenta il frutto di scelte politico economiche pregresse del mondo civilizzato delle quali più o meno abbiamo beneficiato tutti.Adesso il cosiddetto “Terzo Mondo”sta presentando il conto agli “altri” come era prevedibile che sarebbe successo.Nel rispetto dell’umanità che ci distingue nel regno animale dobbiamo cercare nel tempo di accettare una società multi-etnica, multi-religiosa e multi culturale, ma sempre nel rispetto delle proprie radici, dei nostri costumi e delle nostre tradizioni.Bisogna insomma considerare ineluttabile procedere ad una inclusione sociale progressiva degli immigrati in genere senza, però, perdere di vista le priorità che anche nella nostra società del terzo millennio evidenziano criticità a vari livelli.

Quali processi a lungo termine (ovvero pensando ai figli e nipoti) intende avviare nei confronti dei paesi e del territorio di Camaiore, dalle sue tradizioni al suo ambiente naturalistico?
Il recupero delle nostre tradizioni popolari, il rilancio delle nostre frazioni collinari e la salvaguardia dell’ambiente sono una parte importante del nostro programma amministrativo di legislatura.Il ripristino dei sentieri che collegano le nostre colline ha un capitolo specifico ed ha valenza non solo culturale, ma anche di sviluppo socio-economico e darà la possibilità di incrementare l’offerta turistica e getterà le basi per “destagionalizzare”…questa parola magica che tutti hanno in bocca, ma che nessuno mette in pratica.Tutto nell’ottica del futuro per i nostri giovani sia da un punto di vista culturale che come possibilità di lavoro.

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