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Diciassette chiese ancora chiuse dopo il sisma del 25 gennaio

Nelle settimane successive al 25 gennaio scorso, giorno della botta di 4,8 gradi della scala Richter, in Garfagnana e nelle zone limitrofe si è verificato un normale sciame sismico. Le ultime scosse di rilevante entità risalgono al 20 febbraio (due scosse registrate di 2,9 e di 2,3 gradi della scala Richter) e al 3 marzo (due scosse di 2,2 gradi). I dati, diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sembrano pertanto rispettare le previsioni degli esperti, volte a non destare preoccupazioni. Ma i danni restano, diciassette chiese sono ancora chiuse. Facciamo il punto.

Diciassette chiese ancora chiuse dopo il sisma del 25 gennaio

DURANTE L'EMERGENZA:
A parte che la provincia di Lucca e in particolare la Garfagnana restano zona sismica tra le più segnalate del territorio italiano, i danni venuti a seguito della scossa del 25 gennaio restano tutti. E se anche l’attenzione dei massmedia si sposta ovviamente su altro, la questione dei danni va affrontata.

A due mesi dalla botta di 4,8 gradi è possibile per esempio chiedere ai Vigili del Fuoco di Lucca un bilancio generale delle operazioni da loro messe in atto per quell’emergenza. Loro infatti, per primi, sono intervenuti sui luoghi, presso gli edifici, dove il movimento tellurico ha creato danni e difficoltà.

A rispondere è il comandante Mariano Tusa, il quale ci informa che il Comando dei Vigili del fuoco di Lucca, nei tre giorni successivi il 25 gennaio scorso, ha effettuato oltre 80 interventi di verifica sulle «condizioni di sicurezza in immobili della provincia».

Le verifiche hanno riguardato edifici pubblici, attività imprenditoriali e abitazioni private. Dentro gli 80 interventi indicati e poi anche a seguito di verifiche effettuate oltre i tre giorni successivi la scossa del 25 gennaio, in totale sono 40 i sopralluoghi effettuati all’interno delle chiese del territorio per verificarne le condizioni di sicurezza.

Nell’immediatezza, il 40% degli edifici pubblici e privati ispezionati hanno ricevuto lo status di inagibilità temporanea.
Isolando però il dato dei 40 sopralluoghi nelle Chiese ispezionate, la percentuale sale, perchè di fatto il 50% delle chiese ha ricevuto lo status di inagibilità temporanea.

«Le ragioni che hanno imposto la temporanea interdizione all’uso degli edifici possono essere molto diverse tra loro» spiega il comandante Tusa, «in alcuni casi sono stati rilevati problemi strutturali che minacciano la statica dell’edificio o di parti di esso, in altri casi, più semplicemente, si è ritenuto necessario procedere ad interventi di manutenzione straordinaria prima di rendere nuovamente utilizzabile la struttura, in altri ancora si è valutato necessario procedere ad ulteriori e più approfondite verifiche».

Il lavoro effettuato per questa emergenza sismica da parte dei Vigili del Fuoco, ha visto un grande sforzo e un impegnativo dispiegamento di uomini e mezzi per individuare le misure urgenti a tutela della incolumità delle persone. «Ma questo lavoro» tiene a precisare il comandante Tusa «si è svolto, con il coordinamento del Prefetto di Lucca, in piena integrazione con le altre componenti del sistema di protezione civile e che ha visto da subito impegnati gli Enti Locali ai massimi livelli».

LA SITUAZIONE ATTUALE:
Per gli edifici pubblici danneggiati (di proprietà statale o di enti locali) sono in corso gli iter burocratici per convogliare i finanziamenti. Per esempio, una scuola media e una elementare, situate rispettivamente nei comuni di Piazza al Serchio e Coreglia Antelminelli, saranno ristrutturate grazie all’intervento dei comuni con il sostegno della Regione Toscana. Per gli edifici privati tutt’altro è l’iter e non tutti riescono in tempi brevi a disporre delle cifre necessarie.

Fatto sta che concentrando la nostra attenzione sulle chiese parrocchiali, che rientrano nei beni della diocesi di Lucca, le 17 chiese danneggiate e subito dichiarate temporaneamente inagibili dai Vigili del Fuoco, restano tali: cioè inagibili e quindi chiuse. Ognuna di queste chiese ha specifici danni e al momento risulta impossibile quantificare economicamente gli sforzi necessari per riaprirle all’uso dei fedeli.

L’Ufficio beni culturali della Curia rende noto che sono tuttora in atto verifiche approfondite e analisi specifiche dei danni e dei possibili lavori di ristrutturazione. Inoltre ci fornisce questo elenco di chiese ancora chiuse a seguito del movimento tellurico di due mesi fa:

Alta Garfagnana: Capanne di Sillano, Dalli di Sopra, Ponteccio Santuario di Gragna, S. Anastasio, S. Donnino.
A Castelnuovo: Casciana, chiesa di S. Lucia, Roggio, Vagli di Sotto, Migliano di Fosciandora (già chiusa a causa di una scossa del 2012), Migliano di Fosciandora, Gragnanella.
A Pieve Fosciana: Cerageto.
A Gallicano: Brucciano, Verni.
A Bagni di Lucca: Vicopancellorum.
Nella Piana di Lucca: Marlia.

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Sant'Anastasio a Piazza al serchio 5
Diciassette chiese ancora chiuse dopo il sisma del 25 gennaio
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