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Giulia Mutti, dopo l’album d’esordio contattata da big della musica italiana

«Pubblicare il primo album è come mettere la prima pietra su cui costruirai la tua casa». Risponde così Giulia Mutti, giovane cantautrice di Seravezza, quando le chiedo del suo album d’esordio «La testa fuori», pieno di storie vissute tra «discese ardite e risalite» – per dirla come Battisti e Mogol.

Giulia Mutti - Foto di Federica Pierotti

Nell’album edito da BMG nell’aprile 2020, slancio evolutivo e lezione appresa si fondono con la naturalezza del sorriso di chi è ottimista.

«Questo disco mi ha dato un’identità – afferma Mutti – è bello sapere che chi non mi conosce può ascoltare queste 9 tracce e capire un po’ di me».

Come sei arrivata a «La testa fuori»?
«È la sintesi di anni di lavoro, sperimentazioni e cambiamenti. Ho iniziato a scrivere canzoni a 19 anni e il disco è uscito 8 anni dopo. I brani appartengono a periodi della mia vita molto diversi fra loro».

È difficile al giorno d'oggi pubblicare un album di ottimo livello come il tuo?
«Grazie. Serve una buona dose di convinzione, tenacia, grinta. Sono molti i fattori da tener presenti e le variabili sono all’ordine del giorno. Dietro c’è una grande organizzazione e un numero davvero elevato di persone che lavora alla finalizzazione di un disco. Bisogna imparare a confrontarsi su tutto con tutti, ma anche, se necessario, a imporre le proprio idee».

Il disco è stato accolto «davvero bene» afferma Mutti che aggiunge:
«Ricevo ancora oggi, a un anno dall’uscita, messaggi da persone che mi scrivono di rivedersi nelle mie parole».

Di cosa parlano le tue canzoni?
«Rabbia, amore, nostalgia, tenerezza, socialità. La figata della musica è che nelle canzoni posso essere chi voglio e in quella fase avevo deciso di essere la versione migliore di me: quella che canta di un dolore avendolo superato, di una ferita avendola già guarita. In ogni canzone c’è un risvolto positivo, uno slancio teso a guardare avanti e a non lasciarsi mai sopraffare da niente».

Da quanto tempo suoni e canti?
«Il pianoforte è stato il mio primo approccio alla musica, all’età di 10 anni, e ancora oggi è lo strumento principale con cui compongo. Col tempo poi mi sono avvicinata ad altri strumenti come la chitarra e l’armonica a bocca, ma ho ancora moltissimo da imparare».

Come donna com'è fare musica?
«Fare musica è bellissimo e difficile per tutti, ma ho la sensazione che le donne debbano sempre dimostrare più degli uomini per essere prese in considerazione. Ad esempio, molto spesso la donna viene associata alla figura dell’interprete, mentre siamo in tante a scrivere, suonare e cantare i brani che pubblichiamo. Sul palco, una donna in minigonna e tacchi a spillo dovrebbe avere la stessa credibilità artistica di un uomo in jeans e t shirt bianca che canta le sue canzoni».

Hai nuovi progetti?
«Sto registrando canzoni che usciranno a breve e che faranno parte del nuovo progetto discografico; nel frattempo preparo il tour estivo che mi porterà finalmente in giro a suonare, in una formazione inedita che miscela acustica, elettrica ed elettronica. Parallelamente mi sto impegnando anche come autrice per altri, scrivendo brani per i big della musica italiana».

Riesci a vivere di musica?
«Ci sto provando, mi piace pensare di essere un’imprenditrice. La verità è che sto investendo tutto il mio tempo e le mie energie in questo progetto. Non ho piani B».

Per saperne di più su Giulia Mutti:

YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCViim-0UDOxScSQ2sGoQX8w

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/lagiuliamutti/

SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/5k4W4FLxU8ZRPms8SF6rpP?si=vhfjMjLTSL6q466keotv0A  

(foto di Veronica Pierotti)

Giulia Mutti, dopo l’album d’esordio contattata da big della musica italiana
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