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Irene vive a Bruxelles: sono una fan dell’Unione Europea

«Vivo a Bruxelles, sono di Lucca e sono nata nella frazione di Castagnori». Irene Paolinelli, 26 anni, racconta la sua storia di emigrazione con la semplicità di chi si sente cittadino europeo.

Irene Paolinelli

«Le lingue che parlo fluentemente sono: italiano, inglese, portoghese, spagnolo e francese. Da qualche mese sto imparando anche un po’ di tedesco».
Irene ha studiato lingue al liceo Vallisneri di Lucca, poi ha conseguito la laurea triennale in scienze del turismo alla Fondazione Campus a Lucca: ho fatto l’Erasmus a Valladolid in Spagna, presso la Universidad Europea Miguel de Cervantes: «Quest’esperienza» racconta Paolinelli «mi ha aperto nuovi orizzonti. Da lì è iniziata la mia voglia di fare esperienze fuori. Durante la triennale ho fatto un tirocinio in una agenzia di viaggio a Lisbona e mi sono innamorata della città. Così ho deciso di fare la magistrale lì: laurea in marketing presso la Iseg School of Economics & Management dell’Università di Lisbona: tutte le lezioni erano in portoghese. Quando ero a Lisbona avevo lavorato parttime per Startup Lisboa come Event&Project Assistant, una start-up incumbator, una organizzazione del governo. Mi è nato l’interesse di lavorare per una organizzazione. Ho avuto sempre il sogno nel cassetto delle istituzioni europee, perché sono super fan dell’Erasmus e dell’Unione Europea. Da Lisbona sono venuta via per il Covid, quando è successo tutto a marzo dell’anno scorso: da lì ho iniziato la mia tesi da Lucca e a fare application. Poi sono stata presa al Parlamento Europeo per un tirocinio che ho fatto dallo scorso febbraio fino a fine luglio 2021, nella comunicazione del Gruppo Politico Ppe. Ho lavorato per 5 mesi nel dipartimento dei Social Media, assistendo anche nell’organizzazione di eventi in cui erano presenti speakers come la von der Leyen, la Merkel, Jean-Claude Juncker. Dallo scorso luglio ho iniziato a lavorare nella comunicazione del think-tank (centro di ricerca) del partito politico Ppe che si occupa di politica Europea, il Wilfried Martens Centre for European Studies. È un ambiente completamente internazionale e la lingua prevalente in cui lavoro è l’inglese».

Com’è vivere a Bruxelles?
«Trasferirmi nel periodo del Covid è stata molto dura. Bruxelles è una città molto internazionale; essendo la città delle istituzioni europee ha anche il suo fascino perché tutto accade qua. Lo stacco Lisbona-Bruxelles è stato abbastanza intenso, soprattutto per il clima: Lisbona l’ho nel cuore e mi piacerebbe tornarci. Però a Bruxelles si vive bene».

Pensi mai a tornare in Italia?
«Mi piacerebbe tornare, però non adesso. Quello che sto facendo qua, in queste condizioni, in Italia sarebbe un po’ difficile. Se torno, mi piacerebbe in Toscana o anche a Lucca, però con un bagaglio di esperienze un po’ più corposo. La mia passione è quella del turismo sostenibile: avevo fatto la tesi magistrale sul turismo sostenibile. Mi piacerebbe lavorare per una organizzazione del turismo che potrebbe essere l’Ente nazionale italiano per il turismo o qualcosa simile. Nel tempo libero scrivo per un blog di turismo sostenibile che si chiama Ecobnb».

Con il tuo lavoro riusciresti ad avere la stessa qualità della vita in Italia?
«Anche con la posizione che ho qui, non penso che guadagnerei lo stesso stipendio».

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