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La testimonianza di padre Damiano Puccini

Sacerdote italiano originario di Pisa, membro del clero libanese maronita, che segue una comunità di volontari libanesi cristiani e di altre religioni, impegnata nell’accoglienza dei più poveri.

Percorsi: clero - Libano - Maronita
Damiano Puccini

Venerdì 23 settembre scorso la comunità parrocchiale di Massarosa ha ospitato un incontro con Padre Damiano Puccini, sacerdote italiano originario di Pisa, membro del clero libanese maronita, che segue una comunità di volontari libanesi cristiani e di altre religioni, impegnata nell’accoglienza dei più poveri.

Una testimonianza di pazienza e perdono di una comunità cristiana in Libano che accoglie profughi siriani di ogni appartenenza e religione. L’incontro si è tenuto presso la chiesa di Bozzano a pochi giorni dalla festa della Madonna del Soccorso, una delle più sentite della zona. «Dico sempre che l’importante non è il parlare di me, ma del cammino di chiesa locale in Libano che, attraverso i volontari del posto al servizio dei più poveri, cerca di incoraggiare e motivare sempre più la nostra gente nell’azione missionaria in Libano e a casa nostra davanti alle povertà del nostro tempo» ha così esordito Padre Puccini, per poi ripercorrere le tappe finora più importanti della sua vita e presentare l’associazione di cui fa parte.
«Ringrazio sempre Dio per tutto il bene che ho ricevuto dalla Chiesa diocesana di Pisa, partecipando alla vita parrocchiale e a varie iniziative promosse dall’Azione Cattolica fino al mio ingresso in seminario. A 26 anni sono diventato sacerdote in un istituto religioso dedicato alla Madonna di Fatima e nel 2003 ho dato la mia disponibilità a venire in Libano. Davanti alla situazione di grande miseria che lo affligge, ho maturato il desiderio di servire i più poveri, seguendo il carisma dell’associazione "Oui pour la Vie" che fa parte della missione della chiesa maronita.
I volontari di "Oui pour la Vie", attraverso le loro rinunce personali, si impegnano a soccorrere materialmente i più poveri di ogni appartenenza, religione e provenienza, cercando di portare innanzitutto la testimonianza evangelica di perdono, pazienza e vicinanza fraterna, prima ancora degli aiuti umanitari. Fino ad oggi ricopro l’incarico di vice parroco delle parrocchie di Mechmech e Lehfed e seguo spiritualmente laici, come quelli di "Oui pour la Vie" di Damour che fin dal 1998 si sono dedicati al servizio dei più poveri. Questa associazione propone cammini di condivisione del necessario con i poveri anche dei gruppi nemici, allo scopo di rendere visibile a tutti la pazienza cristiana ed il perdono. Davanti alla gravissima crisi finanziaria che affligge il Libano, ai conflitti e alle tensioni della regione medio orientale, "Oui pour la Vie" da quasi cinque anni ha messo in piedi una cucina a Damour, vicino a Beirut, che offre circa 300 pasti al giorno a libanesi e stranieri rifugiati sul territorio (palestinesi, siriani e iracheni) provenienti da esperienze terribili di guerra e di oppressione economica.
“Oui pour la Vie” gestisce anche un centro polivalente che offre assistenza sanitaria, sostegno economico per acquisto medicine, insegnamento scolastico per bambini poveri, test sanitari per malati di Aids droga alcool epatite, formazione per inserimento nella società di soggetti emarginati, asilo per bambini». 

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