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Lucca, risponde il candidato sindaco Alessandro Tambellini

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha preparato alcune domande che, attraverso il Settimanale Diocesano ToscanaOggi-LuccaSette, sono state poste anche ai candidati sindaco del Comune di Lucca. Le elezioni ci saranno il prossimo 11 giugno.

Lucca, risponde il candidato sindaco Alessandro Tambellini

Tambellini ha 62 anni, è insegnante, sposato, con figli. È il sindaco uscente. Ha il sostegno del suo partito, il Pd, e di: «Sinistra per Tambellini», «Lucca Civica», «Generazione Lucca» e «Lucca per l’ambiente».

Quali sono i progetti della vostra amministrazione per le associazioni e le realtà giovanili presenti sul territorio lucchese?
Il tessuto associativo in ogni sua forma rappresenta a mio parere un patrimonio da promuovere e salvaguardare. La funzione sociale, culturale, aggregativa e educativa è fondamentale per costruire  relazioni e opportunità. Un ente locale deve essere amministrato con una comunione di idee e intenti con le associazioni: lo abbiamo fatto in questi anni, sostenendo le attività di tutte le associazioni, a cominciare da quelle culturali e quelle che si adoperano per contrastare le povertà. Lo abbiamo fatto razionalizzando gli spazi pubblici, riqualificandoli e dandoli in uso con regolari concessioni a tante associazioni. E continueremo a farlo ben consapevoli che Lucca cresce solo se si crea una fruttuosa alleanza fra pubblico e privato, fra enti e cittadini. Le realtà giovanili, che siano associative o meno, sono in cima alle priorità dell'amministrazione comunale. Non solo va sostenuta e promossa la partecipazione dei giovani alla vita civile, ma deve essere fatto un lavoro di supporto alle idee imprenditoriali e formative dei giovani: è quello che la mia amministrazione ha fatto con il progetto "Lucca creative hub" che finanzia 56 progetti di giovani per la creazione di imprese e per creare un ponte fra le generazioni.

Quali forme di partecipazione intende promuovere per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte comuni e favorire un superamento della diffusa disaffezione nei confronti della politica?
Amministrare significa unire gli interessi di tutti, con lavoro di sintesi spesso difficile da praticare e che non può accontentare tutti. Ma quando i processi decisionali sono condivisi con la città, allora la sintesi è più preziosa perchè i cittadini stessi hanno la possibilità di comprendere le ragioni delle scelte e gli amministratori di decidere dopo aver ascoltato i cittadini. Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni è stato frutto di confronto e dialogo con la città. Io stesso ricevo ogni anno centinaia di cittadini. Ma la partecipazione va anche organizzata e soprattutto va fatto in modo che porti i suoi frutti. L'esempio del bilancio partecipato che la mia amministrazione ha portato avanti in questi anni è la nostra bussola: 281 cittadini hanno deciso insieme come usare 1,5 milioni di euro di fondi del Comune. Questo ha portato alla città nuove opere. Il bilancio partecipativo non ha esaurito la partecipazione dei cittadini, che si è sviluppata anche nei percorsi sui progetti Piu-Quartieri Social di Sant’Anna e San Vito-San Concordio e sul nuovo Piano strutturale. Andremo avanti così e le porte del Comune saranno sempre aperte alla partecipazione di tutti.

Che cosa pensa di fare per la trasparenza della pubblica amministrazione?
Ogni atto della mia amministrazione è stato reso pubblico e consultabile. In questi anni il Comune di Lucca è diventato una "Casa di Vetro". Ma questo non basta: la trasparenza non deve rimanere una formalità: affinché sia reale e non formale, deve essere un processo che accompagna le decisioni. Trasparenza non significa solo informazione, significa anche e soprattutto non prendere decisioni all'insaputa dei cittadini. Per questo il tema è profondamente legato alla partecipazione. Se coinvolti nei processi decisionali, è più semplice per i cittadini sentirsi partecipi della vita pubblica e fare in modo che venga ridotta quella distanza fra le persone e lo Stato che è dannosa e non fa altro che rafforzare sentimenti di indignazione e insofferenza verso la politica.

Uno dei problemi che più affligge i giovani, anche a Lucca, è una persistente instabilità di vita. Spesso e volentieri, si fondono mancanza di lavoro e, di conseguenza, impossibilità a costruire un’esistenza autonoma dalla famiglia di origine. Quali saranno le proposte della vostra amministrazione sul binomio casa-lavoro, per consentire l’indipendenza dei giovani?
Nella prima domanda ho già raccontato come con il progetto "Lucca Creative Hub" stiamo cercando di sostenere e idee dei giovani che cercano di mettere su impresa. Ritengo che sia un'azione importante perché in mancanza di un miglioramento dei livelli occupazionali, incentivare l'imprenditorialità giovanile è una risposta che può essere efficace. Detto questo, è prioritario il supporto all'autonomia mediante politiche di sostegno agli affitti: in cinque anni abbiamo erogato la cifra record di 4,6 milioni di euro di contributi in conto affitto che è andata a favore di 3.339 utenti in difficoltà, molti dei quali sono giovani con lavori precari. Ma ci sono molte cose che possono essere fatte: le famiglie giovani devono essere aiutate con più servizi, a cominciare da quelli alla prima infanzia: abbiamo, per esempio, inaugurato 112 posti in più negli asili nido del territorio. Per aiutare i giovani però bisogna aiutare anche le loro famiglie a stare meglio ed è per questo che le politiche da mettere in campo devono avere la capacità di creare un ottimo rapporto intergenerazionale favorendo la collaborazione fra persone di età diverse.

Quali processi a lungo termine (ovvero pensando a figli e nipoti) intende avviare nei confronti dei paesi e del territorio lucchese, dalle sue tradizioni al suo ambiente naturalistico?
Uno dei miei slogan elettorali è "una scelta che guarda lontano". Oggi chi fa politica spesso è portato a mettere in campo azioni a breve termine per ottenere consenso facile ed essere rieletto. Rifuggo da questa visione della politica e ritengo che le risposte debbano essere messe in campo pensando a miglioramenti strutturali e sostenibili. L'ambiente è il campo di intervento dove è fondamentale avere una visione profonda, lungimirante. Un esempio di tutto questo è la soluzione per le fongature nell'Oltreserchio: prima del 2012, quando si è insediata la mia amministrazione, non esisteva un progetto né un'idea di come mettere in funzione le fognature e nemmeno di come estenderle. Nel 2018, grazie al lavoro fatto in questi anni, apriranno i cantieri per collegare l'Oltreserchio al depuratore di Pontetetto. Nel frattempo in 5 anni sono stati realizzati 14 chilometri di fognature in aree che ne erano sprovviste. Abbiamo ridotto l'impatto delle attività antropiche, coprendo tutto il Comune con il servizio di raccolta rifiuti "porta a porta", aumentando la raccolta differenziata dal 49 al 78%. Occore proseguire nell'opera di miglioramento del trasporto pubblico, sia su gomma che su rotaia, e favorire la mobilità alternativa. E poi mi permetta di ricordare l'importanza delle aree verdi e del turismo sostenibile: insieme ai Comuni che condividono con noi le aree dei Monti Pisani abbiamo recuperato 30 chilometri di sentieristica e attuato un vasto programma per agevolare un turismo slow, legato ai cammini, come quello della Francigena. Ma non parliamo solo di turisti: tutti i lucchesi devono avere la possibilità di fare attività fisica in mezzo alla natura oltre che sulle Mura. Per questo attrezzeremo le aree verdi di strumenti per l'attività fisica, rendendo Lucca una palestra verde a cielo aperto.

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