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Lucca, risponde la candidata sindaco Ilaria Quilici

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha preparato alcune domande che, attraverso il Settimanale Diocesano ToscanaOggi-LuccaSette, sono state poste anche ai candidati sindaco del Comune di Lucca. Le elezioni ci saranno il prossimo 11 giugno.

Lucca, risponde la candidata sindaco Ilaria Quilici

Quilici ha 43 anni, collabora con uno studio professionale. È in politica dal 2009 ed è Commississario provinciale di Lega Toscana, da cui viene presentata.

Quali sono i progetti della vostra amministrazione per le associazioni e le realtà giovanili presenti sul territorio lucchese?
Moltissime. Purtroppo non si possono descrivere in poche righe.

Quali forme di partecipazione intende promuovere per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte comuni e favorire un superamento della diffusa disaffezione nei confronti della politica?
Innanzitutto il dialogo, l'ascolto e il confronto. A questo proposito, occorre portare avanti i progetti del bilancio socio-partecipativo, con tavoli di lavoro ove coinvolgere nelle scelte la cittadinanza. In più potenziare i servizi di front-office, creando o meglio potenziando lo sportello del cittadino per offrire una varietà maggiore di servizi alle famiglie per ovviare anche ai problemi derivanti dalla macchina burocratica. Infine è mia intenzione modificare lo statuto del comune di Lucca a riguardo del referendum locale all'art. 11, estendendo alla partecipazione popolare il referendum consultivo, oltre a quello propositivo e abrogativo e passare  dalle attuali 5.000 firme a 1.000 firme per indirlo cosi da rispettare l'articolo 1 della Costituzione. "La sovranità appartiene al popolo".

Che cosa pensa di fare per la trasparenza della pubblica amministrazione?
Fare si che il comune diventi "la casa dei cittadini", garantendo la possibilità di seguire l'attività amministrativa e di poter accedere alle pratiche poste in essere.

Uno dei problemi che più affligge i giovani, anche a Lucca, è una persistente instabilità di vita. Spesso e volentieri, si fondono mancanza di lavoro e, di conseguenza, impossibilità a costruire un’esistenza autonoma dalla famiglia di origine. Quali saranno le proposte della vostra amministrazione sul binomio casa-lavoro, per consentire l’indipendenza dei giovani?
Purtroppo non è un problema locale ma nazionale, derivante da una scarsa sottovalutazione al problema. Tuttavia per quanto ci riguarda saremo particolarmente sensibili ad ascoltare le richieste del mondo giovanile per quanto possibile coinvolgendoli come parte attiva per avere suggerimenti. A questo riguardo pensiamo che sia importante avviare un politica edilizia per favorire il recupero degli edifici esistenti in modo da permettere a tanti giovani di poter usufruire magari di un edificio di famiglia in prospettiva di un esistenza autonoma.

Quali processi a lungo termine (ovvero pensando a figli e nipoti) intende avviare nei confronti dei paesi e del territorio lucchese, dalle sue tradizioni al suo ambiente naturalistico?
A questo proposito occorre provvedere a una politica che attui la tutela dell'ambiente e delle tradizioni come patrimonio culturale, promuovendo le varie specificità come patrimonio da preservare e tramandare. Necessario mantenere il decoro e favorire il recupero e la valorizzazione dei monumenti storici. Attuare politiche per evitare lo spopolamento delle piccole realtà.

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