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Lucca, risponde la candidata sindaco Marina Manfrotto

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha preparato alcune domande che, attraverso il Settimanale Diocesano ToscanaOggi-LuccaSette, sono state poste anche ai candidati sindaco del Comune di Lucca. Le elezioni ci saranno il prossimo 11 giugno.

Lucca, risponde la candidata sindaco Marina Manfrotto

Manfrotto ha 57 anni, è sposata, e dal 1990 lavora per una importante azienda metalmeccanica lucchese. Da oltre 10 anni è impegnata nel sindacalismo di base. Da indipendente ha sostenuto «L’altra Europa per Tsipras» (2014) e «Sì Toscana a Sinistra» (2015). Ha il sostegno della Lista: «Lucca città in Comune».

Quali sono i progetti della vostra amministrazione per le associazioni e le realtà giovanili presenti sul territorio lucchese?
Per favorire la partecipazione dei giovani ai processi dell’amministrazione della città, proponiamo di: tenere assemblee giovanili nelle sedi comunali o in spazi pubblici gestiti dal comune al fine di rilevare criticità relative al mondo giovanile nella sua interezza e pianificare eventuali soluzioni; assegnare spazi da recuperare e rigenerare a progetti partecipati dai giovani e dalle loro associazioni; mettere a disposizione le piazze cittadine e altri spazi liberi per dare risposta alla necessità di aggregazione, affinché possano essere utilizzati da tutta la componente sociale, indipendentemente dalle mere logiche del consumo e del profitto. La nostre parole d’ordine per i nostri giovani saranno “ascolto” e “partecipazione”.

Quali forme di partecipazione intende promuovere per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte comuni e favorire un superamento della diffusa disaffezione nei confronti della politica?
Punto centrale del nostro programma è il recupero di un dialogo tra amministrazione comunale e cittadini. Scommettere su processi partecipativi e innovativi, rimettere al centro Quartieri e Paesi e rompere il consueto rapporto di passività successivo alla scadenza elettorale, sono le priorità che come LUCCA Città in Comune ci poniamo. La nostra proposta parte dai seguenti punti: introdurre il question time, opportunamente regolamentato, per cui all'inizio di ogni seduta ordinaria di Consiglio comunale, i cittadini potranno rivolgere domande all'Amministrazione e da questa ricevere risposte; aprire una piattaforma web integrata con un’app sulla quale i cittadini potranno segnalare problemi, presentare richieste e fare proposte; costruire percorsi di partecipazione, che prevedano forme assembleari allargate, in grado di svolgere funzione consultiva, propositiva e di controllo dell’operato dell’amministrazione; prevedere referendum consultivi comunali, oltre a quelli abrogativi e propositivi.

Che cosa pensa di fare per la trasparenza della pubblica amministrazione?
Il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (modificato dal DL 97 2016) individua nella “trasparenza" un efficace strumento per promuovere il principio di legalità e prevenire eventuali fenomeni di corruzione, in quanto impone, alle pubbliche amministrazioni, la piena rendicontazione dell’azione amministrativa a cittadini e portatori di interessi con modalità omogenee e semplificate. Intendiamo dargli piena applicazione: garantendo la pubblicazione automatica e in tempo reale di tutti gli atti amministrativi; garantendo l'effettiva facilità di accesso (anche attraverso un efficace motore di ricerca) agli atti amministrativi e a tutti i dati statistici, geografici, culturali in possesso del Comune; ricercando non solo l’immediatezza delle informazioni ma la leggibilità dei dati, con un impegno dei funzionari e degli amministratori a renderli comprensibili fin dall’origine.

Uno dei problemi che più affligge i giovani, anche a Lucca, è una persistente instabilità di vita. Spesso e volentieri, si fondono mancanza di lavoro e, di conseguenza, impossibilità a costruire un’esistenza autonoma dalla famiglia di origine. Quali saranno le proposte della vostra amministrazione sul binomio casa-lavoro, per consentire l’indipendenza dei giovani?
La crisi economica globale iniziata nel 2008 e quella, specifica e gravissima, italiana devastano da anni vite, gruppi sociali, territori e vittime e i giovani sono in estrema difficoltà nel percorso di costruzione di una vita indipendente. Il Comune resta un'istituzione molto importante che può arginare e contrastare gli effetti della crisi stessa, perché è più vicino alle persone e può operare in sintonia con loro, tentando delle nuove soluzioni. Per dare risposta alle esigenze abitative, è necessario mappare la situazione abitativa del comune per poi ripensare le Politiche della casa e proporre un piano straordinario per l’emergenza abitativa, che preveda finanziamenti straordinari, la verifica realistica dei criteri d’accesso in relazione alle mutate condizioni sociali e l’utilizzo del patrimonio pubblico e privato per progetti di edilizia residenziale pubblica. Per quanto riguarda le situazione lavorativa, abbiamo ben chiaro che la precarizzazione del lavoro, le paure del licenziamento, la frammentazione delle categorie di lavoratori, le minacce di delocalizzazione, il ricatto del permesso di soggiorno, la distruzione in atto del welfare, l'individualismo diffuso hanno minato ancora di più il mondo del lavoro. Il Comune si deve attivare per gestire la situazione e costituirsi soggetto attivo, prevedendo un’Agenzia all’innovazione sociale, del lavoro e delle attività produttive che potrebbe: verificare le possibilità di utilizzo di lavoratori disoccupati o in cerca di prima occupazione per i lavori di messa in sicurezza del territorio e di manutenzione; inserire nelle gare pubbliche di appalto clausole di salvaguardia dei lavoratori e clausole sociali volte al rispetto dei contratti collettivi nazionali, evitando che l’abbattimento dei costi avvenga a scapito dell’abbattimento dei salari e dei diritti; promuovere l’innovazione tecnologica come volano dell’efficienza produttiva, garantendo un impatto sociale positivo.

Quali processi a lungo termine (ovvero pensando a figli e nipoti) intende avviare nei confronti dei paesi e del territorio lucchese, dalle sue tradizioni al suo ambiente naturalistico?
La nostra Lucca sarà una città sostenibile, in equilibrio con il territorio che la circonda, attenta alla salute dei suoi cittadini e in sintonia con l'ambiente globale. L'ambiente deve essere al centro delle azioni della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese. Lucca Città in Comune si impegna a: contrastare la privatizzazione del patrimonio e dei servizi pubblici; garantire la massima apertura degli spazi di proprietà comunale, mettendoli a disposizione gratuitamente per le iniziative no-profit; elaborare un piano strategico multisettoriale per ridurre l’inquinamento; applicare la Valutazione di Impatto ambientale (VIA) nella prassi tecnica ed amministrativa; ammodernare il parco mezzi pubblici, introducendone a basso impatto ambientale; ridurre le emissioni del CO2 negli edifici pubblici e fornire supporto ai privati che vorranno migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, fare manutenzione efficiente ai parchi urbani come il Parco fluviale, il Parco del Nottolini e il Parco di Mutigliano; creare nuove aree verdi e parchi a partire dai quartieri dove sono assenti o insufficienti; tutelare il reticolo dei corsi d’acqua; ridurre il rischio idraulico attraverso un piano delle acque; promuovere l’ utilizzo dell’acqua pubblica negli esercizi commerciali, nelle mense scolastiche e aziendali; eliminare l’uso di pesticidi ed erbicidi nei parchi pubblichi; recuperare gli spazi degradati e inutilizzati anche per l’edilizia popolare per azzerare il consumo di suolo; restituire le funzioni di prossimità ai quartieri nel rispetto dei valori storici; creare spazi di aggregazione sociale; sviluppare il commercio di vicinato e l’artigianato; promuovere l’educazione di bambini, giovani e adulti verso gli animali di affezione con regolamenti che salvaguardino la salute pubblica, vietando le attività che manifestino trattamenti di crudeltà verso gli animali.

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