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Marianna, soprano di 22 anni: «Ma amo tutta la musica»

I lucchesi appassionati di musica lirica sicuramente non si saranno persi le cartoline pucciniane, serate organizzate ogni estate in piazza del Giglio dal Teatro e dalla Fondazione Giacomo Puccini, che propongono al pubblico una selezione di arie e duetti tratti dalle più celebri Opere del compositore. A una di queste, La Bohème, andata in scena a giugno, ha preso parte, tra gli altri interpreti, il giovane soprano Marianna Giulio.

Marianna Giulio

Palermitana di nascita ma lucchese di adozione, a soli ventidue anni Marianna è riuscita ad aggiudicarsi il ruolo di Musetta e vanta nel curriculum anche un invito a cantare al Teatro Nazionale dell’Operetta e del Musical «Ion Dacian» di Bucarest. 

Come ti sei avvicinata alla musica?
«Sicuramente di questa mia inclinazione devo riconoscerne il merito alla mia famiglia che mi ha sempre cresciuta insegnandomi ad apprezzare l’arte e la sua bellezza. Ho sempre cantato, recitato e suonato il pianoforte, poi crescendo ho iniziato a sognare e desiderare di trasformare la musica nel mio lavoro, oltre che nella mia più grande passione. Il mio obiettivo è ancora questo». 

Di recente hai preso parte a una cartolina pucciniana del Teatro del Giglio: La Bohème. Un ruolo importante per una ragazza giovane come te…
«Sì, grazie ad una collaborazione tra il Teatro del Giglio e l’Istituto Superiore di Studi Musicali "Luigi Boccherini" che frequento, ho avuto la possibilità di partecipare, dopo un’audizione, alla cartolina pucciniana La Bohème nel ruolo di Musetta. Non avevo mai studiato ed interpretato un personaggio per intero prima di questa esperienza. È stato un grande onore, uno dei momenti più emozionanti della mia vita». 

Cosa sogni per il futuro?
«Per il futuro sogno una carriera ricca di emozioni, esperienze, posti nuovi e collaborazioni. Per il momento devo ancora finire il Conservatorio e conseguire il diploma accademico di I livello in Canto, questo è il mio primo pensiero attualmente, dopodiché spero di iniziare a mettere un po’ il naso fuori e dare frutto a tutto l’impegno di questi anni». 

Ci sono artisti a cui ti ispiri?
«Sì, per quanto riguarda la lirica seguo i soprani Lisette Oropesa, Anna Netrebko e Diana Damrau. Da grandi interpreti come loro non si smette mai di imparare».

Pensi che per proseguire la carriera musicale e avere successo dovrai andare via da Lucca?
«Secondo me il fatto di andar via da Lucca è dovuto a una mia necessità di confrontarmi con persone e ambienti nuovi e diversi, uscire dalla comfort-zone ed avere più esperienze possibile. Penso che questo sia il metodo migliore per poter raggiungere il mio obiettivo». 

Se guardassimo nella tua playlist che musica troveremmo?
«Nella mia playlist c’è di tutto: troviamo brani jazz, bossa nova, ma anche trap, rock e pop. Non ho un genere preferito, riesco a trovare la bellezza in ognuno di questi ma scelgo cosa ascoltare in base a ciò di cui ho bisogno in un determinato momento. Ogni brano ti può dare qualcosa, basta ascoltarlo con l’atteggiamento giusto».

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