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Musica, Cecilia: sul piano didattico Lucca è il top

Nonostante la forzata lontananza dal palco di questi mesi, la ventottenne cantautrice lucchese Cecilia (di cognome Del Bono) non si è persa d’animo e dopo il successo del singolo «Tè verde», il cui video ha già superato le 13mila visualizzazioni, è al lavoro su nuovi brani.

Cecilia Del Bono

«Sto scrivendo nuove canzoni! Spero di potervi far sentire presto qualcosa», ci dice entusiasta appena iniziamo l’intervista.

Ti sei diplomata al liceo musicale di Lucca nel 2012 e hai studiato canto e tecniche jazz alla Civica Scuola di Musica di Capannori. Secondo te Lucca offre opportunità interessanti per un giovane che vuole intraprendere la carriera musicale?
«Sul piano didattico sì. Il percorso formativo che ho intrapreso è stato di fondamentale importanza per la mia crescita. Sul piano delle opportunità, purtroppo, non posso dire lo stesso. Milano mi ha aperto un mondo e sono molto felice di essermi trasferita qui quattro anni fa. Mi ha cambiato la vita».

Nel 2015 Timeless è stato il tuo primo EP dal sound Nu Soul. Adesso non scrivi più solo in inglese ma anche in italiano. In questi anni come pensi di esserti evoluta a livello artistico?
«Direi che non scrivo proprio più in inglese! Finalmente con l’italiano ho trovato una dimensione sincera che sento mi rappresenti profondamente. Ho dovuto lavorare tanto su di me per vedere il cambiamento nella musica, è un percorso che va di pari passo, almeno nel mio caso è stato così».

Sei un’ascoltatrice di molti generi musicali: Soul, Nu Soul, R&B, musica brasiliana, gospel, black music, jazz. Chi sono gli artisti che più stimi?
«Amy Winehouse, Mac Miller, Frank Ocean, i Bon Iver, Thom Yorke, Antônio Carlos Jobim, Lucio Battisti, Mina… Potrei andare avanti per ore».

Si parla spesso di discriminazione del genere femminile sul lavoro. È così anche nel mondo della musica? Senti mai la pressione di dover essere fisicamente al top per poter fare carriera? O questa cosa vale anche per i tuoi colleghi uomini?
 «La sento la disparità. La discriminazione è dovunque e ci siamo in stretto contatto giornalmente. Io cerco di lavorare duramente, impegnarmi al massimo, studiare sempre di più, stare in ascolto per poi trovarmi nelle situazioni ed essere me, dimostrando il mio valore»

Tieni corsi di canto in diverse scuole di musica. Che consigli dai ai ragazzi che vogliono intraprendere la tua stessa strada?
«È importante studiare e arricchirsi senza limitarsi al percorso accademico. E essere curiosi, esplorare, diventare sempre più consapevoli. Sono questi gli elementi chiave».

Cosa ne pensi dei talent show?
«Non rispecchiano il mio credo musicale».

Il Lucca Summer Festival ha dovuto rinviare tutti i concerti di quest’anno. Secondo te era necessario? Che futuro vedi per lo spettacolo dal vivo?
 «Dispiace. Vedere il mondo dello spettacolo in ginocchio fa male. Mi auguro che la campagna vaccinale porterà i suoi frutti perché non possiamo continuare a vivere in questo modo. Il nostro è un mestiere a tutti gli effetti ma non è chiaro a tutti». 

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